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Roma. Il leone di Bernini danneggiato da un operaio? Sovrintendenza: “il pezzo è caduto per usura”
Finestre sull'arte 22/1/2021

Non si è ancora chiusa la vicenda del danno al leone della Fontana dei Quattro Fiumi, il capolavoro di Gian Lorenzo Bernini in piazza Navona. Il danno era stato denunciato per la prima volta, a fine 2020, da Teodoro De Giorgio sull’Huffington Post, dietro segnalazione dello storico dell’arte Martin Raspe: il noto blog si domandava a chi fosse dovuto il danno, lasciando il campo aperto a diverse ipotesi. Alcuni giorni dopo la Sovrintendenza Capitolina precisava che il danno si era verificato lo scorso 18 agosto ed era dovuto all’usura di un perno metallico di ancoraggio che reggeva la mandibola del leone: la rottura del perno avrebbe provocato il distacco della porzione della scultura, che si è rotto in tre frammenti, come poi la Sovrintendenza ci ha ulteriormente spiegato nei dettagli.

Sempre De Giorgio adesso apre all’ipotesi che il danno sia stato causato durante le operazioni di manutenzione. Lo storico dell’arte riferisce infatti di due persone che si sono messe in contatto con lui sostenendo di “aver assistito al danneggiamento e di poter fornire, con alto senso civico, rilevanti ragguagli”. I due “testimoni oculari”, prosegue De Giorgio, “disponibili a rilasciare le proprie dichiarazioni agli organi competenti, riferiscono che il distacco della mascella del leone sarebbe avvenuto a vasca vuota, nella mattinata del 18 agosto 2020, per l’accidentale contatto di un operaio durante la pulizia della Fontana dei quattro Fiumi”.

“Stando alle foto realizzate la mattina del 18 agosto, tra le 10.46 e le 10.54, dallo studioso di Bernini Martin Raspe della Bibliotheca Hertziana”, continua ancora De Giorgio, “i frammenti non sarebbero stati rinvenuti contestualmente allo svuotamento della vasca, perché a pulizia avviata (con la vasca già priva dell’acqua) la testa del leone risulta ancora integra (si veda la foto allegata). Tuttavia, nella foto pubblicata il 7 gennaio dalla Sovrintendenza sul proprio sito, che reca la data del 18 agosto ore 11.35, la testa del leone è rotta con i frammenti depositati sul fondo della vasca, visibilmente vuota. Oltre che dalle specifiche orarie, dai dettagli si evince che le foto sarebbero state realizzate a breve distanza di tempo. Il danno, dunque, si sarebbe verificato a vasca vuota”.

De Giorgio riporta anche quanto riferito dalle persone che avrebbero assistito all’accadimento: “La piscina della fontana era stata svuotata perché [...] [si] stava procedendo alla manutenzione con 3-4 persone ed una persona all’interno delle vasche [...] che spargeva le palline di cloro in maniera molto maldestra e direi non curante. Sempre la stessa persona che si trovava all’interno della piscina [...] ha colpito con la schiena il leone e la parte inferiore – chiamiamola mandibola – della bocca del leone è caduta sul fondo della fontana, spezzandosi in più pezzi, credo due grossi pezzi [...]. Il personale [...] [ha] continuato come se nulla fosse. Non abbiamo denunciato l’accaduto proprio perché, trattandosi [...] della manutenzione, abbiamo dato per scontato che avrebbero denunciato la cosa e riparato la fontana”.

Abbiamo contattato la Sovrintendenza Capitolina, che così ha risposto: “la caduta del pezzo è dovuta all’usura del perno. Anche se inavvertitamente fosse stato urtato, non sarebbe caduto se fosse stato in buone condizioni di conservazione. Episodi di questo tipo su manufatti storici esposti agli agenti atmosferici”. Episodi di questo tipo su manufatti storici esposti agli agenti atmosferici, ci spiegava la Sovrintendenza lo scorso 12 gennaio, “non sono poi così inusuali, essendo il deterioramento un fenomeno inevitabile. In questo caso, il danno ha riguardato una piccola parte dell’apparato scultoreo, ed è tecnicamente reversibile”.

L’intervento sulla mandibola del leone è cominciato lo scorso 13 gennaio: “il monitoraggio dello stato conservativo in corso sulle fontane dei Quattro Fiumi e del Nettuno”, aggiunge la Sovrintendenza, “ha messo in luce il cattivo stato di conservazione di molti perni, la cui ossidazione pone in pericolo di caduta i materiali costitutivi. Così per la mano della personificazione del Rio della Plata, per la ghirlanda del Gange, per le zampe del cavallo sul lato sud della Fontana del Nettuno. Questi elementi sono in corso di trattamento, e presto saranno ricollocati”.

https://www.finestresullarte.info/attualita/leone-bernini-danneggiato-operaio-sovrintendenza-causa-usura


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