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Firenze. Pessina a Commisso: sul Franchi apriamo un tavolo con i tecnici
Edoardo Semmola
Corriere Fiorentino - 30/1/2021

Nel dibattito sul futuro del Franchi i principali oppositori alla demolizione e al progetto di Rocco Commisso cercano di portare il patron della Fiorentina dalla loro parte. O almeno a condividere il loro punto di vista: il soprintendente Andrea Pessina gli consiglia di imparare il «metodo» Nervi. Di «prendere spunto da lui», dal suo modo di «affrontare le sfide». Perché «è troppo facile radere al suolo per costruire».

Un invito a «innervarsi» nel suo approccio imprenditoriale alla città nel senso che come Nervi ha saputo «unire» passato e futuro così Commisso potrebbe «conservare e al tempo stesso rendere funzionale» l’attuale struttura. Mentre per Elisabetta Margiotta Nervi, segretaria generale della Pier Luigi Nervi Association ed erede dell’architetto che ha progettato lo stadio, il presidente della Fiorentina dovrebbe «rendersi conto dell’opportunità e del privilegio di giocare in una struttura di così alto valore architettonico». Entrambi hanno partecipato ieri mattina alla prima visita guidata alla mostra allestita alla Manifattura Tabacch «Pier Luigi Nervi e Firenze, la struttura della bellezza». Voluta appunto dalla cittadella anch’essa «nerviana» a due passi dalle Cascine per dare un contributo all’acceso dibattito un città. Per Elisabetta Margiotta Nervi aver «scongiurato» la demolizione di quello che lei ancora chiama «stadio Berta» è «una vittoria per la città, per rilanciare Campo di Marte, e un momento di rinascita». «Sarebbe bellissimo se Commisso si rendesse conto di tale bellezza». Ma in caso contrario, aggiunge, «può ospitare il rugby, l’atletica anche senza pista, i concerti, persino il Maggio per la lirica». In fondo, chiosa, «l’Arena di Verona lo fa, perché il Franchi no?».

Pessina ricorda che «quando il dibattito si fece più acceso, insieme alla Pier Luigi Nervi Association ci siamo chiesti come avremmo potuto far conoscere meglio questo artista ai fiorentini». «Siamo felici che il parere del Ministero abbia sposato la nostra relazione sullo stadio — prosegue — con anche le nostre aperture per il rinnovamento. Ora si apre un capitolo che vuole essere costruttivo. È ora di sedersi intorno a un tavolo per vedere come costruire un futuro per questo stadio». Pessina si dice «consapevole» della posizione della Fiorentina e che «non è facile intervenire». Ma che va comunque fatto. «Se la Fiorentina fosse andata a costruire alla Mercafir — chiosa — Palazzo Vecchio avrebbe comunque avuto il problema di capire cosa fare del Franchi. E hanno una squadra di architetti molto in gamba a occuparsene. Non è un problema che abbiamo creato».

Nel pomeriggio sia Pessina che Margiotta Nervi hanno ribadito gli stessi concetti nell’incontro organizzato dall’Ordine degli ingegneri con anche l’assessore allo sport di Palazzo Vecchio Cosimo Guccione. «Lo stato del Franchi non è quello di una struttura sana, ma per avere 90 anni se la cava bene, nonostante gli allarmi» ha commentato il presidente dell’ordine Giancarlo Fianchisti. Paolo Spinelli, professore in tecnica delle costruzioni dell’Ateneo di Firenze, ha ricordato gli interventi di «rinforzo antisismico da fare» e quelli sul cemento armato, «per fortuna superficiali». «Dovremmo riunire le competenze di tutti, perché il Franchi non verrà demolito e costruito ex novo, ma si dovrà intervenire su una struttura che ha i limiti della sua età ma allo stesso tempo è una struttura di grandissima importanza — ha aggiunto Pessina — la Fiorentina adesso dovrà decidere. Da parte dei nostri uffici c’è la piena e totale disponibilità per sedersi a un tavolo».



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