LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Toscana. «Sono storia e fede, venderle è un dolore. Ma per fare il bene non c’è alternativa»
Mario Lancisi
Corriere Fiorentino - 3/2/2021

La messa è finita? Dimezzano preti e fedeli e le chiese finiscono nelle bacheche delle vendite. In Francia ci sono agenzie immobiliari specializzate nella loro vendita. Scandalizzati, i cattolici tradizionalisti chiamano «becchini» coloro che vendono le chiese, luoghi sacri e — per molti — intangibili. E da noi? Nella diocesi di Firenze sono circa 170 le chiese in vendita, racconta don Giuliano Landini, parroco di Settignano, dopo 26 anni trascorsi a Vicchio, e presidente dell’Istituto per il sostentamento del clero (Idsc). Da lui dipende la gestione dei beni ecclesiastici che appartengono all’Istituto: immobili, terreni e chiese, appunto.

Cosa prova a vendere una chiesa?
«Dolore, molto dolore. Il valore di una chiesa è incalcolabile proprio perché dovuto alla storia e alla fede che vi è stata praticata. Vendere una chiesa è l’estrema ratio nel tentativo di perpetuare il bene».

Non ci sono alternative?
«Si tratta per lo più di ex parrocchie che, non potendosi mettere a reddito, l’Istituto deve trovare una via d’uscita tra il riconsegnarle alla comunità o alienarle. Alcune di esse sono in disuso e fatiscenti ed inevitabilmente sono irrecuperabili, per cui l’unica possibilità, a meno che non si trovino motivazioni e aiuti delle istituzioni e dalle popolazioni locali, è quella della vendita. Venderle ci costa molto perché esprimono una storia di fede, ma non abbiamo alternative».

Quali sono i beni che dipendono dall’Istituto di sostentamento del clero?
«Si tratta di quei beni che nel 1985, in osservanza del Concordato, sono stati trasferiti agli Istituti, creati appositamente per tale operazione. fra questi vi sono immobili, terreni e chiese disseminate in tutto il territorio della nostra diocesi su 32 Comuni».

Finalità?
«Gestire il patrimonio e realizzare la redditività che, per la legge concordataria, ha lo scopo unico e specifico del sostentamento dei sacerdoti. È difficile farlo capire alle persone che confondono la nostra attività con altri organismi ecclesiali, ma noi anche per la legge italiana siamo obbligati a fare solo quello. Non possiamo svolgere attività che abbiano finalità pastorali e caritative».

Qual è il valore economico di questi beni?
«È difficile stimare un valore reale; se pensiamo a quello materiale ed economico possiamo parlare di diverse decine di milioni, ma il valore ecclesiale è ancora più grande in quanto si tratta di una eredità storica della Chiesa, il valore “invisibile” sta lì, ma, se torniamo al valore economico, è anche più basso, perché spesso questi immobili sono localizzati in luoghi disabitati e molto lontani dai centri abitati».

I ricavi?
«I ricavi sono variabili, derivano da locazioni e affitti; ogni anno destiniamo al sostentamento del clero circa un milione di euro. Finanziariamente siamo però costretti ad alienare il patrimonio per poter effettuare le ristrutturazioni necessarie, e nonostante questo sforzo riusciamo a coprire solo una parte del fabbisogno. Purtroppo i beni sono in cattive condizioni. Quando nel 1985 è nato l’Istituto le parrocchie vi hanno conferito gli immobili così com’erano. E li mettiamo a reddito ma non è facile. Su tutti questi paghiamo l’Imu e altre imposte per circa un milione e 400 mila euro».

Avete pensato di affidare questi beni ad un ente o società esterni alla diocesi?
«Mi rendo conto che si tratta di una responsabilità rilevante, ma l’affidarlo a terzi (ci sono Istituti che hanno fatto questa scelta) costituirebbe un taglio netto con il passato; inoltre a Firenze è sempre stato scelto di rimanere sul territorio come presenza della Chiesa anche nei confronti della popolazione».

Questi beni servono a pagare il clero. A quanto ammonta lo stipendio di preti e vescovi?
«Il sistema è abbastanza chiaro. La remunerazione dei sacerdoti viene calcolata in base ad un punteggio, che varia con l’età e con gli incarichi assegnati dal vescovo diocesano. Nella media ogni sacerdote percepisce ogni mese circa novecento-mille euro; un vescovo circa milletrecento-millequattrocento euro. Non c’è tredicesima. Gli Istituti a livello nazionale coprono circa il 10% (quello di Firenze circa il 23%), mentre il resto proviene dalle offerte e dall’8 per mille. Proventi anch’essi in diminuzione».



news

28-08-2021
Allarme Archivio Centrale dello Stato. La petizione disponibile su change.org

22-07-2021
Corte costituzionale: sentenza su beni paesaggistici

20-07-2021
Piano strategico grandi progetti beni culturali: raccomandazioni sul decreto per la rimodulazione 2020

18-07-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 Luglio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

Archivio news