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Massa Marittima e il sogno degli Uffizi diffusi
R.C.
Corriere Fiorentino - 3/2/2021

È un invito ufficiale e ben argomentato quello partito da Massa Marittima e indirizzato al direttore degli Uffizi Eike Schmidt e al presidente della Regione Eugenio Giani. Marcello Giuntini, sindaco della città maremmana, ha un sogno e lo ha messo nero su bianco in una stessa lettera inviata a due indirizzi diversi: portare un po’ degli Uffizi nella sua Massa Marittima. Far entrare il polo museale di San Pietro all’Orto in quel progetto che ha preso il nome di «Uffizi diffusi» e che vuole, nel tempo, valorizzare la collezione della Galleria fiorentina non visibile ai visitatori (quella che si trova nei depositi) spostandola in varie luoghi della Regione che includono al momento la villa medicea dell’Ambrogiana a Montelupo, quella di Careggi e, forse, le Terme Corallo a Livorno.

La candidatura del museo massetano avrebbe — secondo il sindaco — buone ragioni per essere accolta visto che, scrive lui stesso, il museo maremmano «nato nel 2005 con la cura scientifica di Alessandro Bagnoli, all’epoca funzionario della Soprintendenza, riunisce e valorizza opere di grandi artisti del Tre-Quattrocento che a Massa Marittima hanno lasciato abbondanti tracce del loro operato: Giovanni Pisano, Sano di Pietro, Goro di Gregorio, Stefano di Giovanni detto il Sassetta, e altri». Vale ricordare che il complesso ha tra i suoi ospiti più illustri la grande tavola della Maestà di Ambrogio Lorenzetti. Dunque ragionevolmente è quella parte della collezione medicea e lorenese degli Uffizi che il primo cittadino della cittadina è interessato ad ospitare. Troverebbero posto in quel complesso conventuale di Sant’Agostino, costruito nel XIII secolo e poi più volte rimaneggiato, e sorto accanto alla Chiesta di San Pietro all’Orto (costruita nel 1197 e rimasta Cattedrale della città fino alla sua cessione agli agostiniani). Un edificio dotato anche di un bellissimo chiostro dalle forme pulite che ha già in parte una vocazione museale non solo perché in cinque sale custodisce la collezione d’arte sacra della città tra cui primeggia appunto il Lorenzetti ma perché al suo interno una parte — quella dove non insistono i locali parrocchiali — è dedicata a contenere il Centro Espositivo di Arte Contemporanea. Per la Maremma — terra apprezzata più per le sue bellezze naturalistiche che per i suoi musei — sarebbe un gran bel colpo. Ma per il momento, malgrado l’invito ad andare a fare un sopralluogo in città partito da Giuntini e inviato a Schmidt dagli Uffizi non arriva alcuna risposta. «Su questo — fanno sapere dal museo fiorentino — oggi non rispondiamo». Giuntini per ora dovrà attendere. E anche il suo sogno di far parte degli Uffizi diffusi.



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