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Firenze. Piazza, basilica e decoro. «Santo Spirito in ostaggio, ecco perché non è follia la cancellata sul sagrato»
Camilla Speranza
Corriere Fiorentino - 13/2/2021

Gentile direttore,
ho letto l’intervento della amica Paola Grifoni, apparso sul Corriere Fiorentino di ieri ed è bene fare chiarezza ai lettori. Il Coordinamento, a nome del Comitato dei Residenti di Santo Spirito, non «un manipolo di residenti», ha inviato alle istituzioni politiche, culturali, alle autorità religiose e all’Associazione Santo Spirito, una lettera aperta di richiesta ufficiale di fattibilità per l’installazione di una cancellata a tutela e protezione dal degrado e per la sicurezza di sagrato, scalinate, facciate ed abside della Basilica monumentale di Santo Spirito, capolavoro rinascimentale di Firenze, tutelato dall’Unesco, progettato da Filippo Brunelleschi. Spiego perché non si tratta di «proposta dissennata»: il sagrato, le sue scalinate, le facciate, il portale e l’abside sono violati e degradati per un uso quotidiano non consono per un luogo sacro con una valenza storica, culturale, sociale e religiosa unica al mondo. Ci mangiano, ci bevono alcolici, bivaccano, suonano strumenti, spacciano e fanno uso di sostanze stupefacenti, con schiamazzi, risse, regolamenti di conti, manifestazioni non autorizzate con fumogeni, cartelloni, lenzuola, orinano, sgretolano e corrodono l’intonaco delle facciate e l’antico selciato in pietra.

I cittadini residenti spaventati, sgomenti testimoni del «mangia, bevi e fuma», dei festini a base di alcol e droga, del clima di insicurezza e dell’incuria dissacrante in cui viene lasciata dall’amministrazione da decenni l’area monumentale, hanno raccolto nel 2020, prima dell’emergenza Covid, più di 500 firme — che continuano ad aumentare — contro il degrado della Basilica di Santo Spirito: non sono un «esiguo numero». Hanno depositato un esposto alla Procura di Firenze, indirizzato alle autorità competenti, in data 13 agosto 2020, allegando foto, video, audio, rassegna stampa, radio-televisiva e web, a testimonianza dell’uso improprio e dei danni materiali e morali a cui sono soggette la Basilica e la zona limitrofa. I residenti hanno a più riprese manifestato e hanno partecipato con una delegazione alla riunione congiunta con gli organi preposti convocata dal sindaco a Palazzo Vecchio, il 29 settembre 2020, presentando i «sette punti per la vivibilità». Il sindaco Nardella prese atto del degrado crescente in Santo Spirito, del malessere e della paura dei suoi abitanti residenti e venne attuato un piano emergenziale di chiusura della piazza, con accesso contingentato e varchi di ingresso, interdizione di sagrato e scalinate dal 9 ottobre per tre fine settimana fino alla nuova emergenza Covid e al relativo coprifuoco delle 22, che al momento anticipa al pomeriggio il degrado costante sul sagrato.

Centinaia di residenti hanno denunciato il clima di paura, insicurezza e la sensazione di abbandono da parte delle istituzioni in cui versa tutta la zona, a causa del degrado del sagrato: nelle ultime settimane ben tre famiglie con bambini si sono trasferiti da Via del Presto di San Martino; due famiglie hanno messo in vendita le proprie abitazioni; una coppia di anziani con grave handicap ha venduto la casa tenendosi l’usufrutto; una giovane coppia non riesce più a lavorare in casa e non trova compratori da oltre un anno per gli schiamazzi e l’orinatura di fronte alla propria abitazione . Gli abitanti sono consapevoli che l’emergenza Covid col coprifuoco alle ore 22 finirà con la bella stagione e con la prassi vaccinale e sono terrorizzati che il degrado sociale da «luna park» fuori dalle regole sul sagrato e sulle scalinate aumenterà di intensità e si prolungherà fino all’alba come è sempre avvenuto. Per questo motivo il Comitato dei residenti di Santo Spirito, in rappresentanza di centinaia di famiglie, si è attivato con la richiesta della protezione della Basilica con una cancellata, inviando alle istituzioni una stima di spesa dell’architetto Giuseppe Cini, a suo tempo capo ufficio tecnico del Comune di Firenze, ritenendo che l’installazione di una cancellata in ferro, alta 1,80 metri sotto al primo scalino, con apertura scorrevole — aperta con determinate regole ed orari da far rispettare — sia l’unico baluardo a tutela e difesa della prestigiosa area.

Il Comitato dei residenti di Santo Spirito ha accolto in pieno quanto proposto già nel 2009 dall’allora consigliere comunale, adesso presidente della Regione, Eugenio Giani e sono aperti a qualsiasi confronto immediato, certi di avere ascolto dall’amministrazione e fermi nella richiesta dell’installazione della cancellata a difesa di un bene universale, che travalica ogni credo politico.

È di tutta evidenza che le «modifiche alle normative ed il sostegno delle forze dell’ordine», evocati nel suo intervento da Paola Grifoni, negli ultimi decenni e nell’ultimo anno non abbiano prodotto alcun effetto. Poiché le Istituzioni continuano a posporre da decenni la definitiva protezione della Basilica, prima che accada una tragedia, i residenti sono fermamente convinti della necessità di progettare la cancellata, come fu fatto per le Leopoldine — poi diventato Museo del Novecento — dopo anni di degrado.

È una sconfitta per il Comune la fuga terrorizzata dei residenti. Una desolazione per chi crede e per chi è stato educato al bello vedere il sagrato e le scalinate, le facciate, il portale e l’abside mortificati e devastati. Non c’è più tempo, la Basilica è agonizzante.



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