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Un nuovo direttore a Pompei. E due consiglieri se ne vanno
Paolo Conti
Corriere della Sera 21/2/2021

Una nomina e due dimissioni sulla grande scena di Pompei. Ieri il ministro della Cultura (denominazione decisa da Mario Draghi) Dario Franceschini ha annunciato il nuovo direttore del Parco archeologico di Pompei dopo i sette densi anni di Massimo Osanna, ora direttore generale dei Musei: è l’attuale responsabile del Parco archeologico di Paestum e Velia, Gabriel Zuchtriegel, 39 anni, cittadino italiano dal 2020 ma nato a Weingarten, in Germania, sposato, padre di due figli. È stato il più giovane tra i direttori nominati con la prima procedura pubblica internazionale nel 2015. E ora è il responsabile dell’immensa macchina di Pompei.

Fin qui la nomina. Poi, subito dopo, le dimissioni. Lasciano due dei quattro componenti del Consiglio scientifico del Parco: Irene Bragantini, archeologa, 73 anni, per anni autorevole colonna della facoltà di Archeologia all’Orientale di Napoli e celebre per i suoi scavi nel deserto egiziano, e Stefano De Caro, nome notissimo dell’archeologia, 70 anni, ex direttore generale per i Beni archeologici del ministero. Dimissioni immediate e irrevocabili presentate «con vivo disappunto» al direttore generale Massimo Osanna: «Riteniamo che non sussistano le condizioni minime per collaborare con il suo successore». Punto.

Le ragioni? De Caro è molto chiaro: «Con la collega Bragantini abbiamo appreso con sconcerto della nomina. Una decisione inusitata. Il suo curriculum non ha il necessario spessore. Difficile che abbia l’esperienza sufficiente per decidere, gestire e dirigere la conservazione e soprattutto i restauri, dove è molto facile sbagliare ma impegnano milioni e milioni».

Franceschini è convintissimo della designazione: «Zuchtriegel in questi anni ha cambiato Paestum con l’aumento dei visitatori e la riapertura di molti luoghi. Il bilancio è cresciuto moltissimo e Paestum è diventata un modello di grande cambiamento. Oggi i suoi risultati sono a disposizione di Pompei».

Il ministro ha scelto in una terna finale arrivata dopo l’esame di 44 candidati, di cui 10 stranieri: gli altri due erano Renata Picone, docente di Restauro nell’Università degli studi Federico II di Napoli, e Francesco Sirano, direttore del Parco archeologico di Ercolano dal 2017. La commissione esaminatrice era presieduta dalla presidente emerita della Corte Costituzionale e nuova ministra della Giustizia, Marta Cartabia (i lavori erano già conclusi prima del varo del governo Draghi).

Zuchtriegel ora guarda al futuro: massima priorità per la manutenzione («mai abbassare la guardia», dice facendo suo lo slogan di Osanna che chiude rivendicando con orgoglio sette anni di impegno e di successi), sì a nuovi scavi nei 20 ettari ancora da scoprire ma «si faranno quando sarà necessario, non sono la priorità, abbiamo tantissimo materiale su cui studiare». Poi Osanna e Zuchtriegel annunciano «droni e sensori per mettere in campo un grande progetto di manutenzione preventiva»; una biblioteca digitale «per condividere subito le ricerche secondo un modello di archeologia pubblica»; il rilancio dei cosiddetti siti minori come Stabia, Oplontis, Boscoreale; la riqualificazione delle aree circostanti e la scommessa sul turismo sostenibile, ripensando all’accoglienza in vista del post-Covid.

Con la nomina di Zuchtriegel anche Pompei ha un titolare che viene dall’estero con i concorsi internazionali voluti da Franceschini nel 2015. Sono stati riconfermati per un altro mandato nell’ottobre 2019 l’inglese James Bradburne a Brera, il tedesco Eike Schmidt agli Uffizi, il francese Sylvain Bellenger al Museo e al Bosco reale della Reggia di Capodimonte. La tedesca Cecilie Hollberg è tornata a dirigere un anno fa la Galleria dell’Accademia di Firenze dopo la soppressione della direzione decisa dall’ex ministro Alberto Bonisoli.



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