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Calabria. «Salviamo l’albergo delle fate»
Francesco Pitaro*
Corriere della Calabria, 25/02/2021

C’è un virus a cui in Calabria non si è ancora trovato il vaccino: la disattenzione che si riserva a ciò che di bello e attrattivo possediamo. Una trascuratezza che – non di rado – minaccia persino la sopravvivenza di beni che hanno dato lustro internazionale alla regione e regalato emozioni e stupore ad intere generazioni di calabresi.
Come il “Grande Albergo delle Fate” di Villaggio Mancuso, da qualche giorno sotto sequestro in forza del provvedimento cautelare eseguito dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza su disposizione del gip del Tribunale di Catanzaro Alfredo Ferraro.
L’auspicio – adesso – è che tutti coloro che hanno davvero a cuore la Calabria e le sue eccellenze, si impegnino, ognuno per la propria parte ma in sinergia, affinché il sequestro non coincida con lo smantellamento di un monumento storico nazionale dichiarato bene di notevole interesse architettonico dal Ministero per i Beni Culturali con Ddr n. 124 del 28 novembre 2007.
Occorre che le Istituzioni locali, regionali (a partire dal Presidente della Giunta) e nazionali (il Ministero, il Parco Nazionale della Sila e i parlamentari) e l’imprenditoria privata (includerei anche le associazioni e il “Festival Giardino delle Esperidi” che si prodigano per vivacizzare la Sila Piccola), rendano percorribile l’ipotesi di un possibile recupero e rilancio dell’ “Albergo delle Fate”.
L’impresa non è agevole. Eppure, un tentativo per salvare questa affascinante infrastruttura turistica della Sila catanzarese, realizzata negli Anni ’30 per farne il buen retiro di esponenti del jet set nazionale ed internazionale da quel visionario pioniere del turismo silano che è stato Eugenio Mancuso, bisogna provare a farlo. E non dubito che può avere successo.
La struttura è stata uno degli spazi iconici più celebrati del turismo montano calabrese del secondo dopoguerra ed è stata alla ribalta delle cronache anche per la presenza di star del cinema e dello spettacolo del calibro di Sophia Loren, Silvana Mangano, Amedeo Nazzari, Vittorio Gassman, Giovanna Ralli, Raf Vallone, Gigi Proietti e Oreste Lionello.
Il “Grande Albergo delle Fate”, tutto in legno sulla falsariga delle abitazioni altoatesine, è uno dei luoghi-simbolo delle bellezze della Calabria e dell’intraprendenza imprenditoriale calabrese, ma da anni ormai è in condizioni di deplorevole abbandono.
Il suo declino e l’attuale epilogo giudiziario sono la metafora di una Calabria che sul turismo (salvo eccezioni) ha spesso disatteso di curare, con passione e responsabilità, i propri beni d’immenso prestigio ed, al contempo, evidenziano la fragilità della strategia di sviluppo economico e di valorizzazione della montagna.
Quando a febbraio del 2020 (un anno fa) è crollato a causa di un incendio una parte del tetto dell’ “Albergo delle Fate”, mentre opportunamente l’on. Wanda Ferro si rivolse al Ministero con un’ interrogazione, io chiesi un sopralluogo agli Assessori alla Cultura e al Turismo della Regione, perché si rendessero conto della rilevanza culturale e turistica dell’opera e della gravità delle sue condizioni. E si concertasse un percorso di impegno – assieme al Comune di Taverna, patria di Mattia Preti, al Parco Nazionale della Sila e al Ministero dei Beni Culturali – finalizzato a salvaguardare un patrimonio culturale prezioso per qualsivoglia progetto di riscoperta e potenziamento turistico di quella parte della Sila.
Allora (riparato il tetto, se non erro dalla proprietà) non se ne fece niente. Ma ora, dinanzi al sequestro giudiziario dell’ “Albergo delle Fate” e con l’intento di rendere produttiva quest’ultima parte della legislatura, si potrebbe recuperare lo slancio politico necessario per evitare una perdita che nuocerebbe al sistema-regione.
Un’ operazione proficua tra le Istituzioni e i soggetti che hanno voce in capitolo, sostenuta dalla Regione e dal Ministero, potrebbe finalmente innescare una svolta finalmente chiarificatrice su tutte le criticità che minano la sopravvivenza della struttura. Inclusa la necessità di un accorto intervento di manutenzione generale che ridia un futuro a questa infrastruttura “immersa nella natura e fra i pini altissimi e la vegetazione rigogliosa della Sila”, secondo una descrizione del “Fondo Ambiente Italiano”.
Se crediamo nello sviluppo sostenibile (tra le priorità dell’Europa) che può inverarsi puntando sui nostri punti di forza e se conveniamo che alla Calabria occorra restituire (secondo un’espressione dell’ideatore del “Pensiero Meridiano” Franco Cassano scomparso di recente) “l’antica dignità di soggetto di pensiero”, il “Grande Albergo delle Fate” è una sfida che la politica non può eludere.

*Consigliere regionale

https://www.corrieredellacalabria.it/2021/02/25/salviamo-lalbergo-delle-fate/


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