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Pompei. L’ultima meraviglia, un carro «erotico» sfuggito ai tombaroli
Vincenzo Esposito
Corriere del Mezzogiorno - Campania 28/2/2021

Un tesoro archeologico che non ha precedenti strappato per un soffio ai tombaroli. Pompei non smette di stupire il mondo; l’ultima scoperta annunciata dal Parco archeologico e dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, è un carro da parata emerso dallo scavo della villa suburbana in località Civita Giuliana, a nord del sito, oltre le mura della città antica.

La scoperta è stata fatta a poche centinaia di metri dallo scavo dove nel 2018 vennero ritrovati i resti di tre cavalli. Forse duemila anni fa si trattava di una stalla con un grande porticato. L’annuncio è stato fatto anche dalla Procura perché il ritrovamento è frutto del Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2019, finalizzato al contrasto delle attività illecite ad opera di clandestini nell’area.

Il grande carro cerimoniale a quattro ruote preserva i suoi elementi in ferro, le bellissime decorazioni in bronzo e stagno, i resti lignei mineralizzati, le impronte degli elementi organici. Incredibile l’integrità del reperto con le tracce dei cuscini, delle funi e delle redini. Riconoscibili le impronte di alcune spighe di grano lasciate su un sedile. Il carro da parata era colorato di rosso e impreziosito da borchie di bronzo con rappresentazioni a tema erotico. Forse veniva utilizzato per rendere omaggio a Venere o nelle cerimonie di nozze, come oggi per i matrimoni si affittano auto di lusso per condurre la sposa in chiesa.

«È una scoperta straordinaria per l’avanzamento della conoscenza del mondo antico», spiega Massimo Osanna, direttore uscente del Parco archeologico e ora a capo dei musei italiani. «A Pompei — continua — sono stati ritrovati in passato veicoli per il trasporto, come quello della casa del Menandro, o i due carri rinvenuti a Villa Arianna, ma niente di simile a questo. Si tratta infatti di un carro cerimoniale, probabilmente il Pilentum noto dalle fonti, utilizzato non per gli usi quotidiani o i trasporti agricoli, ma per accompagnare momenti festivi della comunità, parate e processioni».

Il tipo di carro, prosegue Osanna, trova confronti con reperti rinvenuti una quindicina di anni fa all’interno di un tumulo funerario della Tracia (nella Grecia settentrionale, al confine con la Bulgaria). «Uno dei carri traci — spiega — è particolarmente vicino al nostro anche se privo delle straordinarie decorazioni figurate che accompagnano il reperto pompeiano». E questo perché «le scene dei medaglioni che impreziosiscono il retro del carro rimandano all’eros (Satiri e ninfe), mentre le numerose borchie presentano eroti . Considerato che le fonti antiche alludono all’uso del Piletum da parte di sacerdotesse e signore, non si esclude che potesse trattarsi di un carro usato per rituali legati al matrimonio, per condurre la sposa nel nuovo focolare domestico». Il carro portato alla luce è miracolosamente scampato all’azione di saccheggio dei tombaroli, essendo stato sfiorato da due cunicoli scavati ad oltre 5 metri di profondità. Negli ultimi anni, ricorda il procuratore capo di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso «è stata costante l’attenzione alla tutela dell’immenso patrimonio archeologico presente nel territorio di competenza». Gli scavi hanno permesso di verificare anche l’estensione dei cunicoli dei tombaroli e i danni perpetrati al patrimonio, e sono stati accompagnati costantemente da attività di messa in sicurezza e restauro.

Entusiasta della scoperta il ministro Dario Franceschini: «Pompei continua a stupire e sarà così ancora per molti anni con venti ettari ancora da scavare. Ma soprattutto dimostra che si può e si deve fare ancora molto. Un giovane direttore come Zuchtriegel valorizzerà questo impegno». Poi un pensiero al pericolo scampato: «Un plauso e un ringraziamento vanno anche alla Procura di Torre Annunziata e ai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale che hanno scongiurato che reperti così straordinari fossero trafugati e illecitamente immessi sul mercato. La lotta al traffico di opere d’arte e reperti — conclude — è un tema caldo che sarà centrale nel prossimo G20 della cultura che sarà ospitato a Roma».



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