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Napoli. Stazione Duomo, sopralluogo e annunci. Per i treni del metrò tempi ancora lunghi
Anna Paola Merone
Corriere del Mezzogiorno - Campania 11/3/2021

Da una stazione all’altra, da un annuncio all’altro. Hanno un sapore da campagna elettorale i tour in corso nei cantieri della metropolitana di Napoli. Qualche giorno fa la stazione Arco Mirelli della Linea 6, ieri la stazione Duomo della Linea 1. Sopralluoghi costruiti intorno ad annunci — i treni non incominceranno a marciare, se non prima di qualche mese — e a ricostruzioni edulcorate dei lunghissimi lavori e dei notevoli ritardi con i quali stanno procedendo le aperture delle stazioni.

Ieri il sindaco Luigi de Magistris e il suo vice Carmine Piscopo hanno alzato il sipario sulla stazione progettata dallo studio Fuksas in piazza Nicola Amore. Fermata Duomo della Linea 1 dove a breve dovrebbe incominciare il preesercizio dei treni. Dunque in estate i viaggiatori potranno accedere — a quaranta metri di profondità — alla banchina e utilizzare il servizio. In superficie la piazza, però, resterà in parte ancora occupata dal cantiere dove si lavorerà per ultimare il museo che ruota intorno alla stazione.

Attraverso una cupola trasparente sarà possibile ammirare il Tempio dei Giochi Isolimpici venuto alla luce durante gli scavi: risale al I secolo dopo Cristo, fu edificato dall’imperatore Augusto e dedicato al culto dei giochi che si svolgevano a Napoli, all’epoca ritenuta la città greca più a Occidente. Saranno visibili inoltre importanti ritrovamenti archeologici grazie ai quali si possono ricostruire le varie stratificazioni della storia della città fino all’età del ferro.

La stazione è costruita su quattro livelli, quelli superiori saranno «museali», in basso la banchina alla quale si arriva attraverso percorsi di luce che cambiano tonalità a seconda delle diverse ore del giorno e delle condizioni meteo.

La stazione è bella, ma dietro la magnificenza ci sono storie complesse. Legate ai tempi, innanzi tutto. Il cantiere è stato inaugurato il 14 novembre 2001 e venti anni sono un tempo infinito, anche considerando i ritrovamenti archeologici. Poi c’è stata la polemica con Massimiliano e Doriana Fuksas che — a Napoli per ritirare un premio — passarono davanti alla stazione e notarono la ripresa dei lavori in difformità rispetto a quello che era il loro progetto. Senza troppi giri di parole minacciarono di togliere la propria firma, fino a quando non arrivarono pubbliche scuse da parte del Comune con un nuovo coinvolgimento dell’archistar per rimettere a punto un nuovo progetto.

Il sindaco ieri ha ricordato gli oneri economici di lavori che, proprio a causa del fronte archeologico e della necessità di individuare una soluzione «museale», hanno avuto bisogno di un rifinanziamento. Ma ora è possibile guardare avanti e immaginare che, con la fine dell’emergenza di questi mesi, la stazione possa essere funzionale sulla tratta Garibaldi-Municipio e, di qui, verso il Vomero. E che, grazie ai nuovi treni in arrivo, possa essere garantito un servizio davvero completo all’utenza.

Resta sospeso il fronte della piazza. Fuksas aveva avuto inizialmente l’incarico di progettare una soluzione anche per la zona in superficie, ma l’idea è caduta. «Sono allo studio — anticipa Piscopo — le relazioni tra infrastrutture, viabilità e spazio pubblico urbano. Per quanto riguarda la piazza, nei progetti dell’amministrazione comunale c’è la pedonalizzazione».

In attesa di decisioni e di lavori su corso Umberto, anche questi annunciati e rinviati a più riprese, resta «la stazione in assoluto fra le più belle al mondo» dice il sindaco de Magistris. «E tra pochi mesi aprirà finalmente al pubblico. Chiaramente i reperti archeologici hanno inevitabilmente creato degli impedimenti ai lavori e hanno spinto alla rimodulazione del progetto originario, richiedendo necessari ulteriori finanziamenti» aggiunge.

Alla fine del 2019 fu approvata in Giunta comunale, su proposta dell’assessore Piscopo, la Convenzione tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Comune per la realizzazione di «attività archeologiche» connesse con il completamento delle stazioni Duomo e Municipio, per un importo di 30 milioni. Fondi completamente destinati alla valorizzazione dei reperti trovati negli scavi attraverso la ricollocazione all’interno delle nuove stazioni.



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