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Eav abbatte «Villa Maria» a Pozzuoli. Italia Nostra: non si rispetta il passato
Fabrizio Geremicca
Corriere del Mezzogiorno - Campania 16/3/2021

Ieri a Pozzuoli le ruspe hanno demolito Villa Maria, settecentesco edificio ormai diroccato. Al suo posto sorgerà la nuova stazione della Cumana di Pozzuoli. «E’ una operazione storica — ha commentato Umberto De Gregorio, il presidente di Eav — e si elimina l’ultimo ostacolo alla costruzione del nuovo fabbricato-viaggiatori di Pozzuoli. Seguiranno i lavori per il raddoppio della linea fino a Cantieri».

Italia Nostra, però, stigmatizza la demolizione e pone interrogativi sull’iter che ha autorizzato l’intervento delle ruspe. Commenta l’architetto Luigi De Falco, presidente della sezione partenopea e dirigente nazionale dell’associazione ambientalista: «Quanto avvenuto è il triste segnale dell’assoluta mancanza di rispetto del nostro passato che, altrove, è fortemente apprezzato». Rileva: «Quell’edificio avrebbe dovuto essere recuperato, non demolito, anche perché non era un ostacolo al tracciato ferroviario. L’articolo 6 del Piano paesistico dei Campi Flegrei, comma 10, per i nuclei ed immobili rurali di valore storico consente esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo». E aggiunge: «Villa Maria avrebbe potuto essere demolita solo sulla base di una deroga al Piano paesistico da chiedere al ministero. Non so se sia stato fatto ed in ogni caso la scelta di demolire è molto grave».

De Gregorio ribatte: «Italia Nostra chieda alla Soprintendenza, al sindaco di Pozzuoli ed a chi ci ha dato i permessi. Non c’era alcun pregio particolare, a quel che mi risulta, ed in ogni caso Eav ha seguito tutte le procedure necessarie. Non ci stava possibilità di recuperare quell’immobile perché la stazione non verrà esattamente in quel punto». Ricorda Giuseppe Peluso, che a Villa Maria nacque nel 1947 ed ha abitato fino al 1983: «Quello attuale è solo l’ultimo di quattro progetti della nuova stazione. I primi due erano firmati da Manduca e prevedevano che la stazione fosse ricavata all’interno della villa, che non sarebbe stata demolita. Il terzo era di Nicola Pagliara e manteneva in piedi la facciata».

Il padre di Giuseppe è stato l’ultimo abitante di Villa Maria. E’ rimasto lì fino al 1986, quando morì. Da allora, complice il bradisismo e ben quattro vincoli di esproprio da parte di Eav, che hanno scoraggiato chiunque dall’acquistare l’immobile, 35 anni di declino. Si sono conclusi ieri nel peggiore dei modi. L’esproprio, secondo fonti di Eav, prevede un indennizzo di 800 mila euro per gli eredi Peluso. Alcuni dei quali, peraltro, sostengono che la cifra sia più bassa.



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