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Verso la libera circolazione delle immagini d'arte
Valentina Tosoni
Repubblica, 19/03/2021

La liberalizzazione della riproduzione fotografica di opere e monumenti non più protetti dal diritto d’autore, per favorire lo sviluppo della cultura e dell’economia. Ecco l'appello di Capitolo italiano di Creative Commons agli Stati dell’Unione Europea e agli istituti culturali


Guardare e immortalare con l'obiettivo adesso si può quasi sempre fare. Infatti c'è una norma che ci dà la possibilità di fotografare monumenti, architetture, siti archeologici, oppure all'interno dei musei le opere esposte, ma ci pone alcune limitazioni: non si deve usare il flash e le immagini possono essere utilizzate solo per finalità personali e culturali. Sicuramente una rivoluzione rispetto alle restrizioni precedenti introdotta dall'Art Bonus del 2014, ma che non coincide ancora con la liberalizzazione totale dell’utilizzo delle immagini, infatti certi ambiti rimangono esclusi come ad esempio il riuso a scopi commerciali.

Del resto in un mondo stravolto dalla rete, con i social, da Twitter a Instagram, che imperversano, vivono di scatti veloci e arrivano a mostrare tutto prima di ogni altro media, era impensabile mantenere lo stato delle cose senza variazioni. Ecco quindi nuove regole che, se da una parte rappresentano un certo auspicio per raccogliere risorse, dall’altro spaventano perché potrebbero spingere nella direzione della mercificazione e dell'abuso delle immagini.

Un dibattito questo da tempo in corso, che si è riacceso a causa di una scadenza: il 7 giugno è stata fissata la data per il recepimento della Direttiva europea sul diritto d’autore (Direttiva UE 2019/790 del Parlamento europeo e del consiglio del 17 aprile 2019 sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale) da parte degli Stati membri. La Direttiva rappresenta, un punto di sintesi sull'ampio argomento, e contempla anche la valorizzazione del patrimonio culturale.

Un appello in particolare si è alzato ed è quello del Creative Commons Capitolo Italiano che lo ha lanciato ai governi degli Stati membri europei e agli istituti culturali (musei, archivi, biblioteche, gallerie e siti archeologici) per assicurare la migliore attuazione dell'art. 14 della direttiva EU/2019/790 sul diritto d'autore nel mercato unico digitale.

“È importante estendere il più possibile il libero riuso per qualsiasi finalità delle immagini di beni culturali pubblici di pubblico dominio per venire incontro alle esigenze più varie della società contemporanea stimolando la creatività, l'editoria e l'imprenditorialità culturale”, ha dichiarato l'avv. Deborah De Angelis di Creative Commons Italia, da tempo in prima linea per apportare migliorie inerenti la riproduzione digitale del patrimonio culturale.

Sempre De Angelis è convinta che la Direttiva europea sul copyright sia la via giusta da percorrere: “Se n'è parlato poco ma è appena stato raggiunto un traguardo storico. Tre mesi fa le associazioni che rappresentano musei, archivi e biblioteche (ICOM, ANAI e AIB ) hanno riconosciuto, nel corso delle audizioni in Senato, l'importanza del libero riuso, sancito del resto dall'art.14 della Direttiva (UE) 2019/790 che rimuove i “diritti connessi” dalle riproduzioni fedeli di opere in pubblico dominio proprio per permetterne il libero riuso, anche commerciale, in tutti i paesi dell'Unione. È stata di conseguenza auspicata, anche dai capitoli italiani di Wikimedia e Creative Commons, una revisione dell'art. 108 del codice dei beni culturali per liberalizzare l'uso delle immagini di beni culturali pubblici in pubblico dominio”.

La Direttiva cerca di trovare un equilibrio tra le normative dei diversi stati membri e un’intesa comune sulla circolazione delle riproduzioni oltre i confini nazionali. Si spera quindi si riesca a raggiungere una "armonizzazione" a livello europeo di principi e pratiche. Ad esempio da noi per fare una riproduzione a fini di lucro è necessario richiedere un'autorizzazione preventiva all’istituzione custode dell’opera e pagare i diritti di utilizzazione (questo principio si applica anche alle riproduzioni di opere d’arte che sono in pubblico dominio). Mentre in Olanda, il Rijskmuseum di Amsterdam, dal 2012 ha iniziato a pubblicare in rete immagini di alta qualità, con l’intento di aumentare la conoscenza delle proprie collezioni, di migliorare la qualità delle immagini disponibili e di rafforzare il proprio brand. Linee diverse che tracciano percorsi per ora lontani, che dovrebbero convogliare in un'unica “visione” comunitaria.

https://www.repubblica.it/dossier/cultura/arte-mostre-e-fotografia/2021/03/19/news/verso_la_libera_circolazione_delle_immagini_d_arte-292768188/


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