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TRIESTE - Nuova luce sull’architettura romana militare nell’area triestina
09 LUGLIO 2021



La campagna scavi su colle San Rocco, nel comune di San Dorligo


TRIESTE. Vaste e complesse strutture di difesa, che svelano nuove conoscenze sull'architettura militare romana di II e I secolo a.C., sono state riportate alla luce durante una campagna di scavi condotta sul colle di San Rocco a San Dorligo della Valle (Trieste), sotto la direzione di Federico Bernardini del Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam e del Venice Centre for Digital and Public Humanities dell'Università Cà Foscari di Venezia, in collaborazione con Università di Trieste, Istituto di Archeologia dell'Accademia Slovena di Scienze ed Arti e Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.
L'altura di San Rocco - ricorda la Soprintendenza - è sede di uno dei più antichi accampamenti romani conosciuti in Europa, con ogni probabilità costruito poco dopo la fondazione di Aquileia (181 a.C.) nella prima metà del II sec. a.C. l'accampamento ha un'estensione di oltre tredici ettari. La principale struttura di fortificazione ha una forma quasi semicircolare (larga fino a circa 600 metri), mentre al suo interno si riconoscono varie murature. Tra queste, sulla sommità della collina, è riconoscibile una fortificazione rettangolare di circa 100x50 metri. Gli scavi hanno interessato parte di quest'ultima e un tratto della fortificazione esterna, con lo scopo di definire le tecniche costruttive e la cronologia delle strutture.
Le ricerche - spiega la Soprintentendenza - hanno permesso di mettere in luce «complesse opere difensive costituite da terrapieni associati a strutture in pietra e fossati, senza confronti nei pochi siti coevi noti nella penisola iberica. Più nel dettaglio, il muro di difesa esterno, largo circa 10 metri, presenta dall'esterno verso l'interno dell'accampamento un piccolo fossato che probabilmente ospitava una palizzata, una massicciata di pietre alta circa 1,5 metri, un ulteriore piccolo fossato con ogni probabilità utilizzato per il fissaggio di ostacoli lignei e infine, a una quota leggermente maggiore, un camminamento largo circa 5 metri composto da un muro a sacco e un terrapieno interno, in origine protetto da un parapetto ligneo».

La struttura conserva tracce evidenti di un incendio che ha raggiunto temperature molto elevate. Lo studio dei materiali ceramici rinvenuti, soprattutto anfore, e dei resti di carboni, con ogni probabilità - conclude la Soprintendenza - permetterà di precisare la cronologia della struttura e di comprendere se possa essere legata alla guerra del 178-177 a.C., come recentemente ipotizzato, o a un momento successivo.

https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/07/09/news/nuova-luce-sull-architettura-romana-militare-nell-area-triestina-1.40480438


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