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«Invidio Carlo V, ha governato cinquant’anni»
Alessandra Arachi
Corriere della Sera 28/11/2002

Lo Stato affida la villa Gregoriana di Tivoli al Fondo per l’ambiente. Il preventivo per il restauro del parco è di due milioni di euro. Apertura prevista per il 2004.


Si parla di bellezza a Palazzo Chigi. Di arte, di natura, di archeologia, di ambiente. E il premier Silvio Berlusconi nella sala verde si è fatto accompagnare dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti: c’è da annunciare quell’accordo con il Fondo per l’ambiente italiano (Fai) per il restauro di Villa Gregoriana a Tivoli, un parco che bisogna vederlo per capire e godere le liriche firmate da Orazio, Stazio, Goethe, Chateaubriand. Sarà Giulia Maria Crespi, la presidente del Fai, a dare il via: «Non c’è niente che nella vita valga più della bellezza. Perché è la bellezza la via maestra per aderire allo spirito e alla spiritualità». Ma, a ruota, sarà il premier Berlusconi a esaltare la bellezza.
«A Praga, durante il vertice Nato - racconta il premier - andavo in giro per la città e chiedevo chi fosse il committente di tanta bellezza. Carlo V, mi veniva risposto sempre. Ho provato grande invidia per lui: certo che ha potuto fare tutte quelle cose, ha governato cinquant’anni. E dire che il nostro governo si vede attribuire colpe e disattenzioni quando siamo in sella da soli quindici mesi...».
Giulia Maria Crespi ha appena auspicato che il ministro Letizia Moratti decida di far entrare nei programmi delle scuole quell’amore per l’arte al quale lei ha dedicato la sua vita. E Berlusconi coglie al balzo quella palla: «Ha ragione la presidente del Fai. I nostri ragazzi sono ignoranti. Nella scuola non c’è stata una cultura che ha ispirato l’amore per l’arte e soprattutto per il verde: quando ero ragazzo e passeggiavo per il lago di Como non vedevo tante cose che ora vedo perché ho finalmente imparato i nomi delle piante». Li dice tutti quei nomi Berlusconi cercando approvazione nel sorriso della signora Crespi.
Per tutta la conferenza stampa continua a cercare approvazione Silvio Berlusconi. Ma anche il ministro Tremonti si limita a rispondere con un sorriso quando il premier lancia l’idea di abbassare l’affitto della Villa Gregoriana al Fai. Anzi, di arrivare a stabilire un canone puramente simbolico: un euro l’anno.
Nel complesso è stato un accordo complicato quello che ha portato alla «concessione onerosa» da parte del demanio al Fondo per l’ambiente. E la conclusione è stata: 15 mila euro all’anno, per dodici anni, rinnovabili. Il minimo concesso, probabilmente. Ma Berlusconi non ci sta: «Perché per fare questo accordo abbiamo dovuto combattere con la burocrazia. Una burocrazia incredibile. Non è possibile. E’ questa una delle riforme che voglio fare. Certo se rimaniamo al governo cinquant’anni la faremo».
Lui, come Carlo V. Che se avesse il tempo le rifarebbe tutte le città d’Italia: «L’ho dimostrato durante il G7 a Napoli nel 1994 e nel G8 a Genova nel 2001: in questa occasione sono stati riqualificati i centri urbani. E ho dimostrato in queste occasioni l’amore che ho per il bello». Lo vuole far vedere ancora, in questa nuova occasione, con la concessione onerosa di Villa Gregoriana a un fondo innamorato dell’arte come è il Fai di Giulia Maria Crespi.
E’ stato fatto un preventivo di due milioni di euro e un anno e mezzo di lavori per il restauro del parco di questa Villa di Tivoli, una quarantina di ettari tra cascate, grotte e un verde che toglie il fiato. E’ chiusa da più di tre anni per incuria e degrado. E adesso sarà l’Unicredito a finanziare praticamente tutti i lavori (un milione e ottocentomila euro la cifra messa a disposizione dalla banca di Alessandro Profumo) mentre il Comune di Tivoli e il suo sindaco Marco Vincenzi si sono impegnati a versare almeno la metà della locazione annuale, oltre a provvedere alla bonifica delle acque del fiume.
«La manutenzione ci costerà poi 200 mila euro all’anno» dice Marco Magnifico, direttore del Fai. E spiega: «Se tutto va bene inaugureremo il parco nel 2004 e prevediamo un biglietto di 4-5 euro: per arrivare in pari con oltre cinquantamila visitatori. Ma non ci siamo posti il problema prima, perché è questo lo spirito del Fai». Uno spirito fatto di amore per la bellezza, appunto. Ripete la signora Crespi, di nuovo rivolta a Berlusconi: «Quella bellezza che toglie lo stress, rilassa. Farebbe bene a tutti che siamo tutti così nervosi e prendiamo un sacco di pasticche per dormire. Lei, presidente, le prende?». La risposta è un lampo: «Veramente le pasticche le prendo per rimanere sveglio. Ho troppe cose che devo fare».
E poco tempo, mica come Carlo V.



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