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SICILIA: L'affaire UNESCO
di Corrado V. Giuliano,
I Fatti (Siracusa), 19 marzo 2006

Chi che gestisce i progetti Unesco e perch cos tanti atti restano segreti?


Sicura soddisfazione per la tre giorni Unesco a Siracusa, velo pietoso su passerelle e mondanit e propaganda (perfino Lunardi, premio Attila!). La Sicilia, fedele ai suoi paradossi, la stessa degli abusivi, delle coste vandalizzate, dei siti archeologici accerchiati, dei centri storici trascurati, dei saccheggi urbanistici, delle sanatorie edilizie pi estese d'Italia, divenuta la regione a pi alto tasso di siti dichiarati patrimonio dell'Umanit ed inseriti nella lista Unesco. La dichiarazione per Siracusa, e le iniziative di questi giorni divengono cos unutile occasione dindagine degli effetti concreti della dichiarazione Unesco. La dichiarazione Unesco per Siracusa e Pantalica di luglio 2005 aveva a fondamento un impegno preso sin dal gennaio 2004 tra Comune, Regione e Ministero, "di coordinarsi e collaborare, ciascuno nellambito de/le proprie competenze, al fne di evitare Sovrapposizioni di interventi e per massimizzare i risultati ottenibili per la salvaguardia del patrimonio, per la tutela e la riqualificazione paesaggistica dei relativi territori. Inoltre i lavori promossi dall'Unesco tra settembre e dicembre 2004 avevano, almeno sulla carta, definito gli obiettivi generali e le strategie operative per la gestione dei territori interessati dalla dichiarazione, il piano di gestione, rimasto sostanzialmente secretato dal Ministero, dalla Regione e dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali Culturali di Siracusa, prevede nel medio termine (gennaio 2005-dicembre 2010) la fase di Attuazione degli interventi. Nel piano di gestione che enfaticamente ha accompagnato la dichiarazione Unesco, sono previsti tre diversi ambiti territoriali di riferimento, ineludibili, i primi due abbracciano unarea cuscinetto (buffer zone) ed unarea rossa (core area) che comprende tutte le Mura Dionigiane, da Belvedere e Castello Eurialo sino Ortigia e lintero Porto Grande inclusa larea del fiume Ciane, ed un terzo ambito relativo ad un territorio pi vasto per il quale lUnesco non ha definito un perimetro preciso ma piuttosto una serie di azioni strategiche variamente articolate nel territorio.
In questa previsione evidente, ad esempio, che lipotesi invasiva prevista dal nuovo PRG di Siracusa dei 200.000 metri cubi di nuovo costruito allEpipoli in quella che pudicamente viene definita ricucitura tra Open Land e le rovine del Castello Eurialo, costituisce unaperta contraddizione con quella azione strategica prevista dalla dichiarazione Unesco. Limpegno che lo Stato, e con esso Regione e Comune hanno preso con liscrizione di Siracusa nella lista Unesco, non pu essere eluso con le iniziative di propaganda alle quali sino ad oggi abbiamo assistito. Di tutto ci questa tre giorni non ha reso alcun rendiconto, o almeno esso non emerso dalle notizie di stampa, aspettiamo che la Soprintendenza faccia di questi lavori un ampio e dettagliato rendiconto per il pubblico pi attento. LAssessore al Turismo ha dichiarato che lattivit profusa per i piani di gestione stata riconosciuta dallUnesco quale migliore direzione per approdare alla parte pi complessa dellargomento, il suo collega di governo per ha emanato una circolare nella quale sostanzialmente invita a rivedere tutti i vincoli di protezione: a chi credere? Non noto per ancora quale sia questa direzione e quali siano i contenuti concreti e quale lo stato dellarte. Va ricordato che una delle principali preoccupazioni dellorganismo internazionale proprio quell inquinamento dei paesaggio al quale le strategie e gli obiettivi per la gestione del sito dellUnesco tendono. Il piano di gestione Unesco nel proprio Obiettivo 1, azione 1, mira esplicitamente a ridurre i rischi di compromissione di quei territori con una serie di misure che dovranno obbligatoriamente promuovere la redazione dei piani paesistici dettagliati per le aree dei territori dei Comuni di Siracusa, Ferla e Sortino interessati dal Sito, e nuove indicazioni per il redigendo Piano Regolare Generale di Siracusa, in tempi strettissimi, tre anni per lo studio del Paesaggio, due anni per le indicazioni per il PRG di Siracusa. Nonostante questa tre giorni, almeno per quanto emerso dagli organi di stampa, il Piano di Gestione approvato insieme alla dichiarazione Unesco continua ad essere sostanzialmente secretato, pur prevedendo il piano di gestione tre organismi, se ne sconosce la composizione e lattivit. Non abbiamo potuto apprendere da questa tre giorni se il Comitato di pilotaggio chiamato, quale primo livello della struttura di gestione, a verificare leffettivo avanzamento del piano, e a valutare i rapporti relativi ai monitoraggio e prendere le conseguenti necessarie decisioni per la prosecuzione del processo di gestione abbia iniziato ad operare; n conosciamo i componenti e loperato dellaltro organismo previsto, il gruppo di lavoro che dovrebbe oggi lavorare alla redazione del piano; n stata data mai sino ad oggi, ad oltre un anno e mezzo dallinizio dei lavori promossi dallUnesco (settembre e dicembre 2004), alcuna notizia dellesistenza ed operativit della prevista Segreteria permanente che ha il delicatissimo compito di organizzare ed archiviare tutta la documentazione relativa al piano e di tenere i contatti con il pubblico, con la stampa e con ogni altro soggetto interessato per fornire notizie sullattuazione del piano. Auspichiamo che sia stata soltanto una carenza di informazione esterna sui lavori.
Questo Comitato per conoscere lo stato di attuazione delle prescrizioni Unesco e la composizione degli organismi, ha invitato con formale domanda di accesso nel novembre 2005 sono ormai cinque mesi tutti gli organi interessati, Ministero BB.CC., Assesorato BB.AA.CC., Unesco Italia, Presidenza del Consiglio, Soprintendenza ai BB.AA.CC. di Siracusa. Soltanto il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali a fine gennaio 2006, dopo la visita e le cerimonie con Ciampi a Piazza Duomo, ha risposto di avere soltanto ai suoi atti la documentazione inviata a Parigi ai fini delliscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale e di non avere acquisito nessun altro documento relativo al Piano di Gestione, n di avere informazioni degli organismi gestionali previsti, e che depositari di tali informazioni devono dirsi esclusivamente le competenti autorit siciliane. Eguale risposta a fine gennaio 2006 pervenuta dalla Commissione Nazionale Italiana Unesco. Il silenzio invece dalle autorit siciliane, cos disposte ad indugiare in vernissage e conviviali di governo. Nessuna altra risposta pervenuta dagli organi demandati alla gestione (Assessorato e Soprintendenza). Occorrer ricorrere al giudice amministrativo per avere garantito il diritto allinformazione? Cogliamo loccasione per rinnovare linvito ad Assessorati Regionali e Soprintendenza di Siracusa a rendere le prime pi elementari informazioni sugli organismi e lo stato di gestione.

Corrado V. Giuliano
(Comitato Parchi, Siracusa)



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