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Lo specialista del patrimonio. Settis prepara il progetto cultura
Gazzetta di Mantova, 18 marzo 2006

Il rettore della Normale al lavoro. Incarichi al Centro Te? In un secondo tempo
Prima fase: farsi un'opinione informata e delineare un progetto d'intervento. Seconda fase: accettare un eventuale incarico nel comitato scientifico del Centro internazionale di Palazzo Te, luogo-motore delle strategie culturali della citt.
Cos Salvatore Settis spiega i due tempi del suo impegno per Mantova.
I contatti fra il sindaco e il rettore della Scuola Normale Superiore di Pisa sono intensi, due incontri determinanti in dieci giorni.
II penultimo a Mantova, in municipio, il primo marzo.
L'ultimo nella sede della prestigiosa universit pisana, venerd scorso, subito dopo una lezione di Lucio Dalla.
A sei mesi dal primo contatto con le rappresentanze delle istituzioni, Settis conferma interesse e disponibilit.
A quanto pare autorevolezza e professionalit del professore (archeologo, storico dell'arte, consulente di ministri, specialista di orientamenti di politica culturale) legano con gli obiettivi di Fiorenza Brioni.
Lei punta su un Centro Te forte con un sistema molto integrato, su progetti certi e livelli pari di confronto (e immagine) con le istituzioni nazionali e internazionali. Abbiamo intervistato Settis, che tra l'altro stato direttore del Getty Research Institute for the History of Art and the Humanities e ha scritto il fondamentale "Battaglie senza eroi, i beni culturali tra istituzioni e profitto".

Professore, che cosa ha accettato di fare per Mantova? In quale ruolo e a quali condizioni?
Dopo aver parlato a lungo con il sindaco Fiorenza Brioni ho accettato di mettermi a disposizione. Di studiare a fondo la situazione di Mantova, del ruolo di Palazzo Te e delle altre istituzioni collegate, per cercare di poter esprimere un parere informato su quali sono le potenzialit e le prospettive migliori di sviluppo. Questo stato concordato. Nel giro di pochi mesi spero di riuscire a immaginare una sorta di diagnosi sulla strategia culturale di Mantova. Spero di poter indicare le prospettive per il futuro.

C' interesse, dunque. Ma i tempi da quel che si capisce s'allungano. E cos?
Ora ho il compito di elaborare un progetto e un'ipotesi. Solo dopo avere formulato e fornito le mie proposte potrebbe profilarsi un incarico. Le cose devono avere gradualit. Un incarico al buio non sarebbe professionalmente corretto.
Se le prospettive da me delineate piaceranno all'amministrazione, allora potrebbe nascere una seconda fase di collaborazione, tutta da definire. In quel caso potrei avere un ruolo, ad esempio nel comitato scientifico del Centro internazionale di Palazzo Te. Ma la prima fase quella delle ipotesi progettuali.

Al di l della prima fase, un'idea di certo lei se l' fatta. Com' la Mantova vista da Salvatore Settis?
Di Mantova ho un'idea larga e affettuosa. una citt dove sono stato decine di volte e mi piace tantissimo. Rischio di essere banale, ma devo ripetere un concetto universale: Mantova una delle pi belle citt del mondo. Ha una straordinaria ricchezza e un rapporto estremamente interessante tra la sua dimensione, la civilt degli abitanti e l'altezza del patrimonio culturale che ancora possiede.
Ricordo anche l'esperienza della mostra sulla centuriazione romana, allestita a Modena e in seguito proposta a Mantova con un volume aggiunto.
Poi ho anche curato i volumi di "Mirabilia Italiae" della Panini con l'imponente monografia su Palazzo Te, una delle pi belle della collana.

Coordinare le politiche culturali della piccola Mantova una sfida. Il patrimonio tanto e tanti sono i problemi sul tappeto. Lo sa?
Lo immagino. Qualche anno fa feci una straordinaria visita a Palazzo Ducale, accompagnato da Giovanni Agosti, allora funzionario della sovrintendenza. Ricordo di avere percorso un incredibile numero di sale. Ricchezza emblematica della citt. So che Mantova ha tesori palesi e sconosciuti che basterebbero per una citt di due milioni di abitanti. Mi sembra che ci sia pi che abbastanza per appassionare a una sfida molto stimolante una persona come me che ora si occupa del patrimonio e della sua gestione.

Qual il suo pensiero sull'Ermitage, sull'apertura in Italia di una filiale e del coinvolgimento di Mantova in questa strategie di delocalizzazione?
Innanzi tutto vorrei conoscere nel merito le cose. Bisogna decidere se questa tendenza che si sta affermando nel mondo circa la delocalizzazione dei grandi musei necessariamente positiva o negativa. Non ho visto nessuna delle filiali, non so quale sia la politica dell'Ermitage. Credo per che non impossibile e non facilissimo gestire una struttura del genere. L'Ermitage arriva a Mantova? L'operazione pu essere fatta in modi sofisticati o sciatti e sgangherati finendo quasi per danneggiare.
Staremo a vedere quale sar il progetto. Altro se l'Ermitage espone a Las Vegas, in pieno deserto del Nevada, altro se espone a Mantova. tutta un'altra cosa. Se c' un programma degno, se c' un contesto culturale, se rispettata la nobilt del luogo.

Si continua a parlare di Palazzo Te. Ma il motore primario della politica culturale e turistica innanzi tutto il Ducale, che statale. Gi il fatto di creare un biglietto unico produce problemi...
No, guardi, il biglietto unico non impossibile. Lo si fa a Venezia per il Ducale e gli altri musei. Quello che si fa a Venezia si pu fare a Mantova, sino a prova contraria facciamo parte di un'unica repubblica. Si pu fare, dunque. Invece la difficolt del finanziamento statale si accentuata negli ultimissimi anni. E spero finisca. Spero che nella prossima legislatura finisca. Per mettere in sintonia lo Stato e gli enti locali c' un sola strada possibile: quella delle larghe intese e delle larghe convergenze.

Lei uno dei massimi sostenitori della liberazione del patrimonio culturale.
Certo. I cittadini devono essere posti in condizione di vedere e godere, non importa chi lo fa, chi gestisce il patrimonio. Si perso di vista il nucleo del problema che costituito dal patrimonio e dai cittadini. Al centro invece c' sempre lo Stato.
tempo di creare un patto nazionale per una forma di tutela e di promozione che coinvolga tutti, compresi i privati. Ricordo che il patrimonio ha i suoi diritti, come sancito dall'articolo 9 della Costituzione italiana. l'articolo pi originale del mondo, che guarda caso stato copiato da una trentina di Paesi.

Che cosa ne pensa del "corteggiamento funzionale" al quale lei sottoposto dal Comune di Mantova dal settembre scorso?
un'esperienza molto interessante. Trovo assai positivo che gli amministratori cerchino e individuino competenze. I rapporti fino ad ora sono stati incoraggianti, l'obiettivo quello di trovare il meglio, di sollecitare un consiglio da uno sguardo esterno.



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