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DA ALTALEX: Il regime giuridico degli immobili soggetti a presunzione di vincolo
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Articolo di Stefano Gennai 07.04.2006
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Il regime giuridico degli immobili soggetti a presunzione di vincolo
ai sensi dellart.12 codice dei beni culturali.

di Stefano Gennai


Oggetto della presente trattazione il regime giuridico degli immobili appartenenti agli enti pubblici territoriali con pi di 50 anni di vetust e perci soggetti a presunzione di vincolo fino allesito della verifica dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico di cui allart.12, comma 2, D. Lgs. 42/2004.

Orbene, il modo di classificare i beni appartenenti alle pubbliche amministrazioni stabilito dalla legge e, in particolare, dagli articoli 822, 824 e 826 del codice civile, e dagli articoli 10, 12, 53 e 54 del codice dei beni culturali, approvato con D.Lgs. 22/1/2004, n42.

Prendiamo in esame, ai fini che qui interessano, gli articoli del codice civile:

Art.822 c.c., comma 2: Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; gli immobili riconosciuti dinteresse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, le raccolte dei musei, delle pinacoteche degli archivi, delle biblioteche; e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico. (1).

(1) Trattasi dei beni appartenenti al cosiddetto demanio accidentale, che acquistano il carattere della demanialit solo se di propriet di un ente territoriale. Sono, invece, beni del demanio necessario (ed appartengono necessariamente allo Stato e, in alcuni casi, alle Regioni) quelli indicati nel comma 1 dello stesso articolo: il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale.

Art.824 c.c., comma 1: I beni della specie di quelli indicati dal secondo comma dellarticolo 822, se appartengono alle province o ai comuni, sono soggetti al regime del demanio pubblico. (2).

(2) V. Legge 281/1970 e gli statuti delle Regioni a statuto speciale per i beni che appartengano a tali soggetti.

Art.826 c.c., commi 2 e 3: 2. Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato le foreste che a norma delle leggi in materia costituiscono il demanio forestale dello Stato, le miniere, le cave e torbiere quando la disponibilit ne sottratta al proprietario del fondo, le cose dinteresse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo, i beni costituenti la dotazione della presidenza della Repubblica, le caserme, gli armamenti, gli aeromobili militari e le navi da guerra. 3. Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni, secondo la loro appartenenza, gli edifici destinati a sede di uffici pubblici, con i loro arredi, e gli altri beni destinati a un pubblico servizio. (3).

(3) Anche questa disposizione va coordinata con le norme sul patrimonio indisponibile delle Regioni, del quale fanno parte, tra gli altri, le cave, le torbiere e le c.d. foreste demaniali.

Tra i beni del patrimonio indisponibile rientrano le cose mobili di interesse culturale e quei beni sui quali gravano particolari vincoli di destinazione come, ad es., le aree espropriate nellambito dei piani di zona per ledilizia popolare o per insediamenti produttivi, che vanno a costituire gli altri beni destinati ad un pubblico servizio ex art.826, comma 3, ultima parte. Ai sensi dellart.1 legge 157/1992, la fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato ed tutelata nellinteresse della comunit nazionale ed internazionale.

Prendiamo ora in esame, sempre ai fini che qui interessano, gli articoli del codice dei beni culturali:

Art.10, comma 1: Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonch ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.

Art.12, comma 1: Le cose immobili e mobili indicate allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni del presente Titolo fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2. (4).

(4) Il codice dei beni culturali si compone di cinque Parti: la prima contiene le disposizioni generali; la seconda tratta dei beni culturali (ed quella che qui pi interessa); la terza detta norme sui beni paesaggistici; la quarta disciplina le sanzioni; la quinta reca disposizioni transitorie, abrogazioni, entrata in vigore. La Parte Seconda sui beni culturali si compone a sua volta di tre Titoli: il titolo primo detta disposizioni in materia di Tutela; il titolo secondo detta disposizioni in materia di Fruizione e valorizzazione; il titolo terzo, infine, contiene Norme transitorie e finali.

Art.53, comma 1: I beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali che rientrino nelle tipologie indicate allarticolo 822 del codice civile costituiscono il demanio culturale.

Art.53, comma 2: I beni del demanio culturale non possono essere alienati, n formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi previsti dal presente codice.

Art.54, comma 2, lett. a): Sono altres inalienabili: a) le cose immobili e mobili appartenenti ai soggetti indicati allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino a quando non sia intervenuta, ove necessario, la sdemanializzazione a seguito del procedimento di verifica previsto dallarticolo 12 ().

Art.54, comma 3: I beni e le cose di cui ai commi 1 e 2 possono essere oggetto di trasferimento tra lo Stato, le Regioni e gli altri enti pubblici territoriali.

Art.54, comma 4: I beni e le cose indicati ai commi 1 e 2 possono essere utilizzati esclusivamente secondo le modalit e per i fini previsti dal Titolo II della presente Parte. (5).

(5) Si gi detto (nota 4) che il codice dei beni culturali si compone di cinque Parti; la seconda parte tratta dei beni culturali (ed quella che qui pi interessa); questa parte si compone a sua volta di tre Titoli: il titolo primo detta disposizioni in materia di Tutela; il titolo secondo detta disposizioni in materia di Fruizione e valorizzazione; il titolo terzo, infine, contiene Norme transitorie e finali.

Per i beni presi qui in considerazione (immobili appartenenti agli enti pubblici territoriali con pi di 50 anni di vetust e perci soggetti a presunzione di vincolo fino allesito della verifica dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico di cui allart.12, comma 2, D. Lgs. 42/2004) il regime giuridico quello proprio del demanio culturale inalienabile: lart.12, comma 1, D. Lgs. 42/2004 li assoggetta alle norme del Titolo I, Parte Seconda, del codice beni culturali; lart.54, comma 4, D. Lgs. 42/2004 li assoggetta alle norme del Titolo II, Parte Seconda, dello stesso codice; lart.54, comma 2, lett. a), D. Lgs. 42/2004 dispone per la loro inalienabilit.

Si tratta di applicazione temporanea di un regime giuridico destinato a cessare con lesito negativo della verificazione? S, ma proprio perch la verifica deve essere fatta c un vincolo che preordinato ad impedire che nelle more del procedimento (o omettendo di avviarlo) si commettano abusi irreparabili.

Ci sono catapecchie che ancorch siano venute ad esistenza oltre cinquanta anni fa non possono avere sicuramente alcun interesse culturale? Pu darsi, ma il compito di verificarlo stato affidato alle Soprintendenze e alle Direzioni Regionali dei Beni Culturali e non mi risulta che altri siano stati autorizzati a provvedere in sostituzione.

Si pu anche discutere, riecheggiando vecchie dispute dottrinali, se, attesa la disciplina per rinvio (il rinvio operato dagli artt.12 e 54, comma 4, rispettivamente al Titolo I e al Titolo II della Parte Seconda del codice dei beni culturali), trattasi di vera demanialit o di demanialit per relationem; discussione tanto interessante quanto sterile ai nostri fini sol che si consideri che demaniali per relationem sono anche i beni di cui allart.822, comma 2, c.c. (quali, ad es., le strade, gli acquedotti, etc.) che appartengano ai Comuni e alle Province: lart.824 c.c. dispone infatti che tali beni sono soggetti al regime del demanio pubblico . E di demanialit per relationem si potrebbe parlare anche di tutti gli altri beni non compresi negli elenchi di cui ai commi 1 e 2 dellart.822 c.c., ma che, sempre secondo tale articolo, fanno parte del demanio in quanto dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico. (6).

(6) Si discusso in passato di ci perch lart.119 Cost. ante riforma del 2001 citava espressamente solo il demanio regionale (non quello provinciale o comunale) e perch lart.824 c.c., come si visto, parla non di beni demaniali, bens di beni soggetti al regime del demanio pubblico. Ma, a parte quanto gi scritto sopra, c qualcuno che oggi possa dubitare che, ad es., le strade provinciali debbano essere classificate e inserite nellinventario quali beni demaniali?

Lart.54, comma 2, lett. a), poi, prescrive linalienabilit di tali immobili fino a quando non sia intervenuta, ove necessario, la sdemanializzazione a seguito del procedimento di verifica previsto dallarticolo 12 () . (7).

(7) L ove necessario , riferito alla sdemanializzazione, dovuto al fatto che lart.12, comma 1, si riferisce anche alle cose mobili e immobili appartenenti (oltre che allo Stato, alle Regioni e agli altri enti pubblici territoriali) anche ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ed evidente che per i beni appartenenti a questi ultimi soggetti non si pone il problema della loro demanialit, essendo, la demanialit, un attributo che possono avere i soli beni appartenenti allo Stato e agli Enti pubblici territoriali. Lo stesso art.12, comma 1, si riferisce, come detto, alle cose mobili e immobili e il problema della demanialit si pone solo con riguardo agli immobili e alle universalit di mobili (pinacoteche, archivi, etc.), non certo per i singoli beni mobili, assoggettabili semmai al regime proprio del patrimonio indisponibile (art.826, comma 2, c.c.). Per una conferma di ci, v. art.91 codice beni culturali.

Tale regime di assoluta inalienabilit degli immobili di che trattasi cade in presenza di un trasferimento che avvenga tra lo Stato, le Regioni e gli altri enti territoriali (art.54, comma 3: I beni e le cose di cui ai commi 1 e 2 possono essere oggetto di trasferimento tra lo Stato, le Regioni e gli altri enti pubblici territoriali): il trasferimento di immobili (o universalit di mobili), in tali casi, non farebbe infatti loro perdere il carattere della demanialit.

Lart.53 D. Lgs. 42/2004 statuisce che I beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali che rientrino nelle tipologie indicate allarticolo 822 del codice civile costituiscono il demanio culturale. Fanno parte, allora, del demanio culturale sia gli immobili riconosciuti dinteresse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, sia gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico culturale quali, appunto, e seppur temporaneamente, gli immobili appartenenti agli enti pubblici territoriali soggetti a presunzione di vincolo: lart.12, comma 1, D. Lgs. 42/2004 li assoggetta alle norme del Titolo I, Parte Seconda, del codice beni culturali; lart.54, comma 4, D. Lgs. 42/2004 li assoggetta alle norme del Titolo II, Parte Seconda, dello stesso codice; mentre lart.54, comma 2, lett. a), D. Lgs. 42/2004 dispone per la loro inalienabilit.

La tesi del parcheggio. Critica.

Una trattazione a parte merita la tesi contenuta nello studio n5019 approvato dalla Commissione Studi Civilistici del Consiglio Nazionale del Notariato il 20/4/2004; tesi per molti aspetti pregevole e senzaltro corretta nelle concrete conclusioni cui perviene, ma non condivisibile sul piano della ricostruzione teorica della demanialit dei beni.

Trattasi in ogni caso di tesi non elusiva: entrato in vigore il codice dei beni culturali tutti i beni con pi di 50 anni di vetust dovranno essere assoggettati alla procedura di verificazione e, in attesa della conclusione di questa, dovranno essere provvisoriamente e automaticamente assoggettati alla disciplina dei beni culturali (). In precedenza, per questi beni in mano pubblica, mancando un provvedimento formale di identificazione della culturalit, si navigava nellincertezza, perch spettava allente proprietario valutare se il bene avesse in s, oggettivamente, il connotato di bene culturale. Il criterio dei 50 anni aiutava, ma non poteva ritenersi decisivo. Ed infatti per motivi cautelari si ricorreva alla sovrintendenza per chiedere una valutazione di culturalit prima di intraprendere la procedura negoziale di vendita del bene. Con il codice dei beni culturali, invece, qualunque bene, anche se non abbia oggettivamente i connotati di bene culturale, purch sia stato creato da pi di 50 anni, va assoggettato alla disciplina dei beni culturali, pena linvalidit dellatto. In questo modo si ha una determinata certezza negoziale (beni immobili con pi di 50 anni vanno tutti assoggettati alla disciplina in discorso), anche se si finisce per operare in eccesso, perch anche i beni che ictu oculi non possono avere caratteristiche di bene culturale (si pensi a vecchi anonimi appartamenti privi del tutto di pregio artistico), dovranno essere, almeno in via provvisoria, assoggettati alla disciplina sui beni culturali..

Eccesso o non, la disciplina esattamente questa. Nulla quaestio, quindi sulle concrete conclusioni cui lo studio n5019 perviene.

I problemi arrivano quando dalla piana descrizione degli effetti di queste norme si passa alle ricostruzioni teoriche, proponendo una tesi (tesi che potrebbe essere definita del parcheggio) francamente non condivisibile.

Si sostiene, infatti, che in attesa di accertare se il bene abbia carattere di culturalit esso va sottoposto alla regola dellincedibilit relativa e finch non sia esaurita questa procedura il bene sottoposto ad una sorta di parcheggio e sottoposto alla disciplina dei beni culturali . Solo dopo effettuata la verificazione se il bene viene ritenuto culturale esso viene qualificato come bene demaniale. Non deve stupire il fatto che, ai fini della demanialit, occorra preventivamente che il bene sia valutato come bene culturale: infatti sia lart. 822 c.c. per il demanio culturale dello Stato, sia lart. 824 per il demanio culturale degli enti locali, utilizzano lespressione immobili riconosciuti dinteresse culturale; il che fa concludere che per considerare questi beni come demanio artistico occorra una preventiva valutazione di culturalit da parte della pubblica amministrazione.

Non deve stupire, c scritto, ma io mi stupisco. Innanzitutto per un dato letterale: ammesso e non concesso che quellinciso dellart.822 c.c. debba essere interpretato in tal modo, non si pu dimenticare che lo stesso art.822 c.c., stesso comma 2 (e conseguente stesso rinvio ex art.824 c.c.), nellultima sua parte statuisce che fanno parimenti parte del demanio gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico. E gli artt.12 e 54, comma 4, del codice dei beni culturali assoggettano gli immobili di che trattasi al regime proprio del demanio culturale (oltretutto inalienabile ex art.54, comma 2), in forza dei rinvii sui quali ci siamo gi soffermati in precedenza.

Lart.822 c.c., quindi, bisognerebbe leggerlo tutto, mica solo un pezzo.

Non solo. Al riguardo si potrebbe anche parlare, nel primo caso (quello degli immobili di culturalit gi dichiarata), di demanialit accertata e, nellaltro caso, di demanialit presunta dalla legge fino a prova (verificazione) contraria (iuris tantum) (8).

(8) Demanialit presunta iuris tantum, ossia fino alla verificazione, allesito della quale la demanialit accertata con la dichiarazione di interesse, oppure esclusa (non automaticamente, ma) quando secondo le valutazioni dellamministrazione interessata, non ostino altre ragioni di pubblico interesse (art.12, comma 5).

In ogni caso, come gi detto, per lart.53 D. Lgs. 42/2004 I beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali che rientrino nelle tipologie indicate allarticolo 822 del codice civile costituiscono il demanio culturale. Fanno parte, allora, del demanio culturale sia gli immobili riconosciuti dinteresse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, sia gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico culturale quali, appunto, gli immobili appartenenti agli enti pubblici territoriali soggetti a presunzione di vincolo (art.822, comma 2, ultima parte c.c., art.824 c.c.; artt.12 e 54, commi 2 e 4, D. Lgs. 42/2004).

Daltra parte, nelle more del procedimento di verificazione, che ha tempi certi, ma non necessariamente brevi (le convenzioni prevedono che ogni anno la verifica riguardi, per ciascun Ente, solo un certo numero di immobili), qualcuno in grado di spiegare a quale categoria apparterrebbero questi nostri beni cos strani da essere in tutto e per tutto assoggettati (pur temporaneamente) al regime del demanio culturale (oltretutto inalienabile) senza per poter essere qualificati come appartenenti al demanio? Non mi si risponda che la categoria quella del parcheggio perch, purtroppo, questa categoria non esiste, non la si pu mettere nellinventario e non utilizzabile per il conto del patrimonio.

Qualunque bene, anche se non abbia oggettivamente i connotati di bene culturale, purch sia stato creato da pi di 50 anni, va assoggettato alla disciplina dei beni culturali? Benissimo, questo vuol dire che tali beni, se trattasi di immobili che appartengono a enti pubblici territoriali, vanno dritti a far parte del demanio culturale (inalienabile). Non sono beni del patrimonio disponibile perch inalienabili e perch assoggettati alla disciplina dei beni culturali; non sono beni del patrimonio indisponibile perch, in quanto immobili, non sono riconducibili alla tipologia descritta dallart.826 c.c. e perch manca una norma di rinvio del tipo di quella contenuta allart.822, comma 2, ultima parte, del codice civile. (9).

(9) Le cose dinteresse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo di cui parla lart.826, comma 2, c.c., sono cose mobili. Solo singoli beni mobili possono infatti essere assoggettati al regime proprio del patrimonio indisponibile. Ne d una conferma lart.91 D. Lgs. 42/2004: Le cose indicate nellart.10, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o del patrimonio indisponibile, ai sensi degli artt. 822 e 826 del codice civile.

Trattasi, allora, di beni che, a scelta, 1) partecipano del carattere della demanialit, presunta dalla legge iuris tantum, ovvero, 2) fanno parte del demanio in quanto dalla (stessa) legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico (culturale) nel senso dellart.822, comma 2, ultima parte, del codice civile.


Beni del demanio culturale alienabili e non alienabili secondo il D.Lgs.42/2004.

Ai sensi dellart. 54, comma 1, del codice approvato con D. Lgs. n42/2004, sono beni culturali demaniali inalienabili: gli immobili e aree di interesse archeologico (lett. a); gli immobili riconosciuti monumenti nazionali con atti aventi forza di legge (lett. b); le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e biblioteche (lett. c); gli archivi (lett. d).

Sono altres inalienabili, prosegue larticolo (comma 2), tra laltro, le cose immobili e mobili appartenenti ai soggetti indicati allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino a quando non sia intervenuta, ove necessario, la sdemanializzazione a seguito del procedimento di verifica previsto dallarticolo 12 () ; verifica che consiste in uno specifico procedimento di accertamento dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico del bene. (10).

(10) Dall altres del comma 2 dellart.54 non possono trarsi conclusioni diverse da quelle gi tratte con l ove necessario , riferito alla sdemanializzazione (v. supra nota 7). Anzi, qui si deve precisare che il comma 2 in cui opera l altres comprende anche, alla lettera d), le cose immobili appartenenti ai soggetti di cui allart.53 dichiarate di interesse particolarmente importante quali testimonianze dellidentit e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive, religiose, ai sensi dellart10, comma 3, lett. d).

Ove laccertamento in ordine allinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico dia esito positivo, il bene verr sottoposto a definitiva tutela (art.12, comma 7) e potr essere alienato con le modalit di cui allart.55 (e 57); in caso di esito negativo, invece, il bene non risulter pi soggetto alle disposizioni del codice dei beni culturali e potr essere liberamente alienato quando, secondo le valutazioni dellamministrazione interessata, non ostino altre ragioni di pubblico interesse alla sua sdemanializzazione: art.12, commi 5 e 6).

Ai sensi dellart.55, i beni immobili del demanio culturale (diversi da quelli descritti al comma 1 dellart.54, ma compresi quelli del comma 2 una volta effettuata con esito positivo la verifica dellinteresse culturale), possono essere alienati previa autorizzazione del Ministero: I beni culturali immobili appartenenti al demanio culturale e non rientranti tra quelli elencati nellarticolo 54, commi 1 e 2, non possono essere alienati senza lautorizzazione del Ministero (art.55, comma 1).

Lautorizzazione pu essere rilasciata a condizione che: a) lalienazione assicuri la tutela e la valorizzazione dei beni e comunque non ne pregiudichi il pubblico godimento; b) nel provvedimento di autorizzazione siano indicate destinazioni duso compatibili con il carattere storico ed artistico degli immobili e tali da non recare danno alla loro conservazione. Lautorizzazione ad alienare comporta la sdemanializzazione dei beni culturali cui essa si riferisce. Tali beni restano sottoposti a tutela ai sensi dellarticolo 12, comma 7 (art.55, comma 3), ossia alle disposizioni (diverse da quelle che si riferiscono specificamente agli immobili appartenenti allo Stato e agli enti pubblici territoriali) contenute nel Titolo I, Parte Seconda, codice dei beni culturali.

Conclusioni.

Una retta e non elusiva interpretazione di tutte queste disposizioni conduce alla conclusione che gli immobili di propriet dello Stato e degli enti pubblici territoriali con pi di cinquanta anni di vetust, fino allesito della verifica dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico di cui allart.12, comma 2, D. Lgs. 42/2004, sono soggetti al regime proprio del demanio culturale (inalienabile).

Non sono beni del patrimonio disponibile perch inalienabili e perch assoggettati alla disciplina dei beni culturali; non sono beni del patrimonio indisponibile perch, in quanto immobili, non sono riconducibili alla tipologia descritta dallart.826 c.c. e perch manca una norma di rinvio del tipo di quella contenuta allart.822, comma 2, ultima parte, del codice civile (v. supra, nota 9); trattasi, allora, di beni che, a scelta, o 1) partecipano del carattere della demanialit, presunta dalla legge iuris tantum, ovvero, 2) fanno parte del demanio in quanto dalla (stessa) legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico (culturale) nel senso dellart.822, comma 2, ultima parte, del codice civile.

Ai sensi dellart.53 D. Lgs. 42/2004, infatti, I beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali che rientrino nelle tipologie indicate allarticolo 822 del codice civile costituiscono il demanio culturale. Fanno parte, allora, del demanio culturale sia gli immobili riconosciuti dinteresse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, sia gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico (culturale) quali, appunto, e seppur temporaneamente, gli immobili appartenenti agli enti pubblici territoriali soggetti a presunzione di vincolo: lart.12, comma 1, D. Lgs. 42/2004 li assoggetta alle norme del Titolo I, Parte Seconda, del codice beni culturali; lart.54, comma 4, D. Lgs. 42/2004 li assoggetta alle norme del Titolo II, Parte Seconda, dello stesso codice; lart.54, comma 2, lett. a), D. Lgs. 42/2004 dispone per la loro inalienabilit.


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