LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Fisco e cultura, gli sconti ci sono
Avanti 3/12/2002

L’86 per cento degli imprenditori italiani ritiene importante spendere soldi per la cultura, il 58,7 per cento ne è talmente convinto da essersi già cimentato in questo tipo di investimento. E’ quanto rileva una ricerca recentemente promossa da Civita (un’associazione che opera nel campo della gestione dei musei) e realizzata dalla società di marketing Unicab. Simili cifre possono sorprendere molti, ma non chi, come Michela Bondardo, a costruire ponti tra il mondo della cultura e quello dell’impresa ci prova da anni. Nel 1987 la Bondardo ha creato la prima società italiana specializzata in comunicazione culturale: da allora, la Bondardo comunicazione e la sua fondatrice hanno fatto parecchia strada. La sfida più ambiziosa è appena cominciata: nel 2002 è nato il Sistema impresa & cultura, un progetto che, attraverso un premio annuale, un forum semestrale e un osservatorio cui hanno aderito i maggiori esperti italiani del settore, punta a dotare le imprese italiane degli strumenti necessari per investire con creatività e continuità in cultura. “I dati che emergono dalla ricerca dell’Unicab mi paiono ragionevoli”, dice la Bondardo al Velino. “Il crescente impegno culturale delle imprese italiane riflette il nuovo atteggiamento dei consumatori del nostro paese: uno studio compiuto due anni fa dall’Astra-Demoskopea dimostrava che, a parità di prezzo e di qualità degli acquisti, gli italiani comprano più volentieri i prodotti delle compagnie che investono in cultura. I nostri concittadini sono più maturi di quanto non si pensi”. Le imprese, continua la fondatrice di Bondardo comunicazione, stanno cominciando a capire: “La pubblicità dà stanchezza, i consumatori diventano sempre più sofisticati. In questo scenario, investire in cultura è per le aziende, una sfida sempre più vitale. Si sta diffondendo, tra gli imprenditori, la consapevolezza che la cultura può rappresentare un contenuto forte, un’attività tutt’altro che collaterale”. Tuttavia, tra i capitani d’industria permane una tendenza a preferire le operazioni “mordi e fuggi”, piuttosto che gli investimenti culturali a lungo termine: lo studio dell’Unicab indica che, nel 76,3 per cento dei casi, le aziende hanno privilegiato, nella loro azione di mecenatismo, gli interventi-spot.
Con quali mezzi si può vincere la diffidenza delle imprese e trasformare la loro curiosità nei confronti della cultura in un ricorso strategico? Dal punto di vista legislativo, uno strumento-chiave è quello degli incentivi fiscali, che in Italia cominciano finalmente a essere utilizzati. Nel novembre 2000 è entrato in vigore un nuovo sistema di sconti, che consente alle imprese la piena deducibilità di tutte le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute, per la realizzazione di interventi nel campo dell’arte e dello spettacolo. Un provvedimento atteso da lungo tempo, ma non privo di lacune: innanzitutto, vengono favoriti gli investimenti delle imprese ma non quelli dei privati cittadini (che all’estero, in particolare nei paesi anglosassoni, sono decisivi per il finanziamento delle attività culturali); in secondo luogo, “il metodo scelto per evitare che si superi il tetto prestabilito di minori entrate per l’erario ha impedito l’effettiva utilizzazione del provvedimento da parte delle imprese e, soprattutto, dei beneficiari”, fa notare il notaio Enrico Bellezza, consigliere del ministro Urbani per le fondazioni culturali e le incentivazioni fiscali, in un intervento pubblicato dall’Osservato-rio impresa & cultura all’interno di un libro che ha per titolo: “La defiscalizzazione dell’investimento culturale”. “Sono stati proprio i soggetti che ricevono le erogazioni che, nel 2001, anno di prima applicazione dell’agevolazione, hanno supplicato le imprese intenzionate a donare di farlo utilizzando altre vie normative”: colpa del “farraginoso sistema di calcolo delle quote per riversare all’erario le imposte eventualmente eccedenti il tetto”, precisa Bellezza. Il risultato è stato che, “a fronte di un monte complessivo previsto nella norma pari a circa 139 milioni di euro di donazioni, ne sono state effettuate nel 2001 circa 17 milioni”, sottolinea il notaio nello stesso intervento. Il ben magro risultato ottenuto dalla nuova legge sulle donazioni può essere solo in parte giustificato dai suoi difetti (cui Urbani ha peraltro cercato di porre -almeno in parte - rimedio con un decreto ministeriale che amplia la platea degli aventi diritto alle donazioni e inserisce, tra le erogazioni liberali, quelle per le quali il beneficiano ringrazia pubblicamente colui che le ha fornite). “In linea teorica, la normativa italiana sulle donazioni non è poi così inadeguata”, sostiene la Bondardo, che cita a sostegno di tale tesi gli autorevoli pareri raccolti nel libro sulla defiscalizzazione nonché nel forum, dedicato al medesimo tema, che si è tenuto - sempre per iniziativa del Sistema impresa e cultura - sabato scorso a Napoli, in una giornata che ha visto anche la premiazione del concorso per le imprese che investono in cultura (il riconoscimento principale è andato all’Azienda ospedaliera Meyer di Firenze). “Le leggi, anche se migliorabili, ci sono”, continua la Bondardo. “Ora bisogna applicarle, semplificandole e comunicandone l’esistenza. Sarebbe anche opportuno che le imprese si dotassero di bravi fiscalisti. Quanto all’insidia del tetto massimo di costi che l’erario può sopportare, secondo me è un falso problema: i benefici, per le società che ricevono donazioni, sono talmente considerevoli da rendere poco oneroso l’obbligo di accantonare, in attesa del computo finale, una parte delle somme ricevute”. D’altra parte, la necessità di restituire fondi si porrebbe solo se le donazioni superassero il tetto stabilito dal fisco - il che significherebbe che i mecenati hanno profuso denari a piene mani. Nel 2001, purtroppo, si è andati ben lontani dal raggiungere tale obiettivo, che rimarrà improponibile se gli incentivi fiscali non saranno sostenuti da un’opera di sensibilizzazione a largo raggio. “Negli Stati Uniti”, chiosa l’ideatrice del Sistema impresa & cultura, “chi non dà risorse alla comunità è considerato egoista e guardato con disprezzo; da noi non è affatto così, almeno per ora”. Nonostante gli avvicinamenti registratisi negli ultimi anni, cultura e impresa rimangono territori separati: “I pregiudizi reciproci da superare sono ancora tanti”.



news

25-02-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 25 febbraio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news