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S di Palazzo Chigi al Mose di Venezia
11/10/2006, L'Unit online




Non ci sono alternative. Con questa motivazione, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha spiegato le ragioni per cui ha chiesto e ottenuto il definitivo via libera del Consiglio dei ministri alla realizzazione del Mose a Venezia, la contestatissima grande opera con cui si intende proteggere la citt lagunare dallacqua alta.

Ad annunciare il s al completamento del Mose progetto gi avviato da quindici anni ma rimasto finora in fase iniziale - stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine della seduta del Consiglio dei ministri. La decisione stata presa a maggioranza. Hanno votato contro i ministri AlfonsoPecoraro Scanio (Verdi), Paolo Ferrero (Prc) e Fabio Mussi (sinistra Ds). Si sono invece astenuti Alessandro Bianchi (indipendente del Pdci) ministro dei Trasporti e Cesare Damiano (Ds, residente a Venezia) ministro del Lavoro.

Il governo ha spiegato il ministro Di Pietro, che ha illustrato in consiglio un documento sulla vicenda - ha fatto propria la relazione presentata. Una relazione in cui si ripercorre l'iter del Mose e si valutano le proposte alternative. E tutte - rileva sempre il ministro - sono state valutare da chi aveva titolo e competenze per esaminarle. Cio: il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Magistrato delle acque, i ministeri dei Beni culturali, dei Trasporti, della Ricerca e dell'Ambiente, pi la Regione Veneto.Tutti questi organismi hanno espresso il loro parere affermando, sostanzialmente, che non sono emersi elementi nuovi tali da chiedere la modifica delle opere cos come previste dal progetto originale. Per cui non previsto nessun ripensamento e men che meno nessuno stop.

Il Comune di Venezia, come ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, aveva chiesto un periodo di analisi sulle alternative al progetto Mose. Questo periodo durato circa tre mesi e sono state espresse le valutazioni tecniche di tutti i soggetti interessati. Alla fine di questi tre mesi il Cdm ha votato, e approvato, la relazione del ministro Di Pietro che non individua alternative soddisfacenti al Mose. Ora questa posizione del governo sar sottoposta alla prossima riunione del "Comitatone" di esperti e tecnici incaricato di vagliare tutti i progetti per la difesa della laguna di Venezia.

La Finanziaria, ha concluso il sottosegretario Letta, prevede uno stanziamento di 90 milioni di euro per gli interventi di salvaguardia di Venezia, Mose incluso. Si tratta per di una goccia nel mare. Il completamento del Mose previsto per il 2011 dovrebbe venire a costare qualcosa come 4,3 miliardi di euro. E solo di manutenzione il sistema delle paratoie coster 30 milioni di euro lanno.

Le opere alternative al Mose bocciate da Palazzo Chigi riguardavano: la realizzazione di paratoie a gravit autoaffondanti del progetto Arca, le dighe gonfiabili in gomma del progetto Doge, le navi-porta autoaffondanti. Fra le proposte bocciate anche il progetto di una nuova stazione marittima galleggiante ipotizzata allesterno della bocca di porto del Lido. E la sperimentazione proposta dal comune di Venezia che prevedeva il restringimento dei canali di bocca e il sollevamento dei fondali per ridurre i picchi di marea pi frequenti. Lo studio Tmt Italia si basava sul principio di funzionamento sempre della paratoria a spinta di galleggiamento ma battuta su pile intermedie a distanza di circa 60 metri l'una dall'altra. Non chiaro- si legge nelle osservazionidi Di Pietro- se si voglia attuare una difesa completa o solo un restringimento dei canali. Infine ce nera uno di progetti che adottava il sistema olandese delle dighe in gomma.

Tutte le opere alternative sponsorizzate dagli ambientalisti del comitato "NOMose" erano comunque fondate sulla manutenzione del sistema lagunare e sulla reversibilit degli interventi, al contrario del Mose.

Secondo il ministro Ferrero, che ha votato contro, fin qui, il progetto del Mose andato avanti quasi per forza di inerzia mentre i progetti alternativi non sono stati finanziati e non sono mai stati considerati fino in fondo come dei progetti veri e propri.

Secondo la deputata verde Luana Zanella, fiera oppositrice del Mose, la decisione del governo di approvare il Mose molto, molto grave, infondata tecnicamente, non basata su un esame approfondito della vasta documentazione presentata dal Comune di Venezia e condivisa dal ministero dell'Ambiente.

Pubblicato il: 10.11.06
Modificato il: 11.11.06 alle ore 10.13



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