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VICENZA Un insulto urbanistico nel cuore della citt medievale Un mostro a pochi metri dalla Domus Comestabilis
di Renato Cevese*
Domenica, 12 Novembre 2006 Il Gazzettino (Vicenza)



Il prof. Cevese: i tecnici comunali progettarono quelledificio nelle forme del modello fascista bombardato dagli americani

Proprio nel cuore della citt si autorizz la costruzione di un grande edificio bifronte sull'area dell'ex Tribunale, incendiato dagli spezzoni anglo-americani nel corso della nefasta incursione aerea del 18 marzo 1945. Essa inferse infiniti danni al centro storico di Vicenza, tra cui la distruzione della carena della Basilica, divorata dalle fiamme sprigionatesi dai micidiali ordigni.
L'edificio nuovo, costruito dopo lunghe estenuanti diatribe, ebbe la facciata, come il precedente, su piazza Biade e il lungo fianco su piazza dei Signori, realizzati tra il 1955 e il 1961.

Si ripropose per facciata e fianco la sintassi compositiva dell'antico edificio, distrutto a fundamentis per decisione - del tutto arbitraria e incontrollata - del primo sindaco democratico di Vicenza, Luigi Faccio, il quale per essere stato tenace avversario del fascismo imperante, non poteva non essere competente in qualsiasi ramo dello scibile: quindi anche in architettura e urbanistica!... Caddero cos sotto il piccone demolitore tutte le strutture portanti anche dei due corpi antichissimi uniformati alla facciata rivolta a piazza Biade, costruita dopo il 1611 da Giacomo Monticulo e dal capomastro Natale Baragia, con la ripresa delle sue forme agli inizi del secolo XIX da Giacomo Verda e da Ottone Calderari. Prima di questi interventi sovvertitori, i due corpi prospicienti piazza dei Signori formavano nel punto di sutura un angolo lievemente ottuso. Nel rifacimento degli anni 1955-1961 fu presa la decisione imposta dall'alto che la Torre di Piazza fosse isolata, liberandola fin dalla base dall'altissimo fusto. Per tal ragione il nuovo edificio a un certo punto del suo sviluppo fu interrotto. E si adott la soluzione di arretrarlo, creando una spiacevole frattura tra la costruzione del fianco che, come s' detto, continuava le forme della facciata su piazza Biade.

Si adott la soluzione di arretrarlo e di modificarne radicalmente l'alzato. Bandite le modanature dalle cornici delle finestre del primo e del secondo piano, questo breve corpo arretrato emanava l'olezzo dell'architettura fascista. L'arretramento fu imposto dal Consiglio Superiore delle Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione.

Quella parete arretrata del tutto disdicevole, anzi appare a tal punto ridicola da consigliare il prolungamento del nuovo edificio concepito nel 1955. Quel corpo arretrato introduce una stonatura intollerabile sia nel versante settentrionale sia in quello meridionale, entrando in conflitto con l'adiacente medievale Domus Comestabilis. Soluzione infelicissima, che ha dell'incredibile, quella adottata su contra' della Catena. Gli autori responsabili dell' invenzione moderna furono due funzionari dell'Ufficio Tecnico Comunale - prima l'ingegner Lucietti, poi l'ingegner Marconi - persone di pessimo gusto che non avvertivano la pungente dissonanza con gli edifici attigui e che formavano l'ambiente di piazzetta Bissari.

chiaro che la parete posteriore dell'edificio adibito a Uffici Comunali fu progettata e realizzata unicamente in termini di pura funzionalit, presentando il carattere proprio dell'edilizia (industriale? scolastica? militare?) di bassa lega.

Se i finestroni dei cinque piani verso piazzetta Bissari e contra' Catena assicuravano agli uffici piena luminosit, i progettisti non pensarono che nei mesi estivi il caldo all'interno sarebbe stato insopportabile. Oggi il rapido cambiamento del clima ha avuto per conseguenza periodi prolungati di sole violento e implacabile; pertanto gli interni sarebbero diventati praticamente invivibili. Ecco allora il ricorso a 30 condizionatori d'aria, che hanno accresciuto la bruttezza di quella infelicissima parete: la pi squallida e sgradevole di quante vediamo nel centro storico di Vicenza, innalzate dopo la terribile sconfitta della guerra '40-'45.

Il sindaco Zampieri e il consiglio comunale evidentemente approvarono. Ma da chiedersi: la Soprintendenza ai Monumenti di Venezia, dalla quale Vicenza dipendeva, perch mai non intervenuta?

Nel prossimo articolo mi permetter di avanzare alcune proposte intese a eliminare la presenza di un autentico mostro costruito irresponsabilmente a pochi metri dalla Domus Comestabilis, dal quattrocentesco bellissimo Arco degli Zavatteri, dal possente Torrione del Tormento e dalla scattante, stupenda Torre della Piazza.

Renato Cevese




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