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Codice autonomie locali: via libera a delega da Consiglio dei Ministri
www.regioni.it (red/19.01.07)

Nove citta' metropolitane che - se saranno costituite - prenderanno il posto di almeno altrettante Province; piu' poteri a Roma Capitale; incentivi per gestire insieme - Comuni e Province - i servizi; benefici per gli enti locali virtuosi: il tutto con l'obiettivo di assicurare al cittadino istituzioni e servizi piu' efficienti a costi minori.

Il nuovo Codice per le Autonomie, approvato oggi dal Consiglio dei ministri (cfr. le slide pubblicate sul sito del Ministero per le autonomie e gli affari regionali) e presentato dai ministri dell'Interno Giuliano Amato e dagli Affari regionali, Linda Lanzillotta, contiene numerose novita', ridefinendo le funzioni fondamentali degli enti locali.

Ecco i punti principali del provvedimento secondo uan sintesi diffusa dallAnsa:

I COMUNI - vengono identificate come funzioni fondamentali i compiti amministrativi dei comuni, che incidono direttamente sulla vita dei cittadini. Le funzioni possono essere esercitate autonomamente solo se il comune ha dimensioni minime tali da assicurare un'adeguata capacita' organizzativa, di efficienza ed economicita'. Ad esempio, i piccoli comuni rimangono come forte elemento di identita' civica, ma dovranno gestire i servizi in

forma associata.

LE PROVINCE - avranno competenza esclusiva nei compiti e nelle funzioni di 'area vasta'. Anche Comuni e Province sono chiamati ad associarsi per poter avere gestioni piu' efficienti ed economiche. Sono previsti incentivi per favorire le aggregazioni. E' stata tra l'altro prevista una revisione delle circoscrizioni provinciali, ottimizzando il rapporto tra estensione territoriale e popolazione residente. Conseguentemente, verranno sottoposti a revisione anche gli

ambiti territoriali degli uffici decentrati dello Stato.

REGIONI - possono trasferire agli enti locali alcune competenze; devono prevedere che in ogni territorio ci sia un solo livello per l'esercizio delle funzioni.

CITTA' METROPOLITANE - sono nove: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli che possono - o non - essere costituite. Dovranno infatti essere gli stessi territori a promuovere l'iniziativa; sulla proposta di istituzione verra' indetto un referendum senza quorum se il parere della Regione sara' favorevole, in caso contrario il quorum e' del 30%. Per le citta' metropolitane si introduce un sistema elettorale ricalcato sul modello dell'elezione diretta dei sindaci, con il correttivo di una garanzia di rappresentanza per i comuni diversi dal capoluogo. E' anche prevista la possibilita' di introdurre, nei rispettivi statuti, il diritto di voto nelle elezioni circoscrizionali agli stranieri in possesso di carta di soggiorno.

ROMA CAPITALE - viene riconosciuto a Roma il ruolo di capitale della Repubblica a cui vengono attribuiti poteri speciali in relazione ad una serie di funzioni: ad es. edilizia pubblica e privata, trasporti, mobilita', servizi sociali. ''Con la definizione dei decreti delegati che verranno successivamente adottati - ha commentato il sindaco di Roma, Walter Veltroni - Roma potra' finalmente disporre, come in tutti gli ordinamenti stranieri, dell' autonomia necessaria per svolgere efficacemente, nell' ambito dell' attuale Provincia che resta istituzione fondamentale per le esigenze di area vasta, le funzioni di capitale, di cui la nostra citta' si onora e che intende esercitare al meglio nell' interesse dei cittadini e della nostra Repubblica''.

Soddisfatti per il nuovo Codice per le Autonomie i ministri Lanzillotta e Amato. ''Questo provvedimento chiede un po' a tutti di rimettersi in discussione,di ridefinire il proprio ruolo - ha detto Lanzillotta - e c'e' stato apprezzamento anche da parte di quelle Regioni che si sono spinte a volte sulla linea di una autonomia in forme estreme.

Abbiamo raggiunto un risultato molto condiviso''. Per Amato ''il testo che attua la parte piu' importante del Titolo V: c'e' un rovesciamento della piramide italiana per cui in principio era lo Stato. Si torna all' Italia radicata nei comuni''.

In questa architettura tuttavia -fanno osservare alcuni amministratori locali - sembrano permanere alcuni nodi irrisolti che forse saranno i decreti delegati, in alcuni casi, a sciogliere. Per esempio: quante citta' metropolitane effettivamente verranno costituite? Gia' a Roma il presidente della Provincia Enrico Gasbarra afferma che ''la Provincia di Roma continuera' ad esistere e a svolgere il suo ruolo''. Anche a Torino il presidente della Provincia Antonio Saitta, dice che ''a Torino restera' la Provincia''. E, date le dimensioni dei territori interessati, e' possibile che le aree effettivamente coinvolte dalle dalla costituzione della citta' metropolitana

siano solo Napoli e Milano.

L'intero percorso dovra' essere completato con l'attuazione del federalismo fiscale, per ridurre il carico fiscale e per il quale il Governo si e' impegnato a presentare un disegno di legge delega entro i primi mesi del 2007 e con il disegno di legge sui servizi pubblici locali.
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(regioni.it) Valutazioni sostanzialmente positive, ma anche una certa prudenza nelle prime dichiarazioni di Regioni ed enti locali.

Si chiude una fase di lavoro importante alla quale Regioni hanno dato un contributo positivo, questo il primo commento del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al varo da parte del Consiglio dei Ministri del Disegno di legge che delega il Governo a individuare e ripartire le funzioni amministrative che spettano a Comuni, Province, Citt metropolitane, Regioni e Stato e ad adottare la Carta delle autonomie locali, un testo su cui Regioni ed enti locali si esprimeranno in sede di Conferenza Unificata.

Va sottolineato che ora ha aggiunto Errani - si apre unaltra fase ed fondamentale che nellattuazione della delega ciascun livello istituzionale sia chiamato a dare il proprio contributo.

Lobiettivo di fondo quello di dare piena attuazione al Titolo V della costituzione secondo unottica basata sulla concertazione e definendo un assetto equilibrato nelle relazioni fra le istituzioni

L'approvazione in cdm del Codice delle autonomie ''da' il via alla grande stagione di riforme, dando nuova forza alle Province e rendendole ancora piu' capaci di rispondere alle esigenze del Paese''. Lo dichiara il presidente dell'UPI, Fabio Melilli, per il quale il provvedimento ''portera' ad una riorganizzazione dei livelli di governo intorno alle istituzioni piu' vicine ai cittadini e ai territori, Comuni e Province, rafforzandone ruoli e funzioni''.

Le Province - sottolinea Melilli - vengono confermate come unico ente di governo di area vasta. A loro si assegna la competenza esclusiva nei compiti e funzioni di 'area vasta': programmazione e coordinamento di attivita' e servizi attinenti il governo e la gestione del territorio; regolazione dei servizi a rete con il conseguente snellimento degli attuali organismi, come gli Ato''. Inoltre l individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni e Province consentira' di ''distinguere con chiarezza il ruolo di ogni livello di governo'' delineando ''un quadro certo delle responsabilita''' ed eliminando le sovrapposizioni. Melilli aggiunge che finalmente Roma capitale avra' ''strumenti e risorse adeguate al proprio ruolo'' e per quanto riguarda le Citta' metropolitane, trova ''positivo che si sia scelto la strada di non definire un modello unico, ma invece di prevedere schemi differenziati a seconda dei territori. Una richiesta che come Upi avevamo avanzato, perche' tiene conto delle variabili economiche, sociali e geografiche delle realta' su cui le aree metropolitane individuate si trovano ad insistere. Determinante e' stato l avere assicurato a questo sistema di governo una dimensione territoriale tendenzialmente coincidente con quella della Provincia''.

L'ANCI in una nota ''giudica con grande favore il varo del 'Codice delle Autonomie da parte del Consiglio dei Ministri, anche se alcuni nodi restano ancora da sciogliere''.

Per l'associazione dei comuni''il primo elemento positivo risiede proprio nel fatto che dopo piu di cinque anni si da finalmente il via al processo di attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione. Ed e altrettanto importante che il Governo abbia deciso di ripartire, in questo senso, proprio dal Codice delle Autonomie, riconoscendo quindi l importanza dei governi territoriali. Il varo del provvedimento da parte del Consiglio dei Ministri - aggiunge l 'Anci- rappresenta quindi una tappa fondamentale per la modernizzazione del sistema-Paese ed uno dei capitoli principali delle riforme che dovranno essere realizzate nel corso di questa legislatura.

L'associazione poi, sottolinea ''in positivo, che il testo in questione e stato in parte condiviso con Regioni, Province e Comuni, ma ricorda che rimangono ancora alcuni nodi irrisolti, legati in particolare a questioni che riguardano soprattutto i piccoli Comuni''.

La nota aggiunge che ''per contro, non viene peraltro sottovalutata l importanza del via libera alla nascita delle citta metropolitane - come peraltro previsto dal Testo Unico degli Enti Locali (Tuel) - e della norma di delega sullordinamento di Roma Capitale''.

''L'ANCI, il cui direttivo si esprimera ufficialmente sul Codice delle Autonomie il 24 gennaio prossimo, attende quindi con serenita'- commenta Angelo Rughetti, Segretario Generale della Associazione l avvio del confronto con il Governo in Conferenza Unificata, certa che in quella sede anche i nodi irrisolti potranno trovare adeguate risposte''.

(red/19.01.07)


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