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Condono edilizio in zona vincolata: ruolo e poteri dellente locale
(Alessandro Del Dotto)


Consiglio di Stato , sez. IV, decisione 20.03.2007 n 3020
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Deve premettersi, sotto un profilo strettamente metodologico, che, nei casi in cui il provvedimento impugnato risulti sorretto da pi ragioni giustificatrici tra loro autonome, logicamente indipendenti e non contraddittorie, il giudice, qualora ritenga infondate le censure indirizzate verso uno dei motivi assunti a base dellatto controverso, idoneo, di per s, a sostenerne ed a comprovarne la legittimit, ha la potest di respingere il ricorso sulla sola base di tale rilievo, con assorbimento delle censure dedotte avverso altri capi del provvedimento, indipendentemente dallordine con cui i motivi sono articolati nel gravame, in quanto la conservazione dellatto implica la perdita di interesse del ricorrente allesame delle altre doglianze.


Il Comune, nellesercizio della funzione, ad esso intestata, relativa al condono di opere edilizie realizzate in assenza di titolo conserva la potest di apprezzarne la compatibilit con i vincoli gravanti sullarea di riferimento (quale autorit, peraltro, anche istituzionalmente preposta al compimento di tale valutazione) e che la circostanza che gli atti di autotutela di precedenti assensi siano stati successivamente annullati in sede giurisdizionale per vizi meramente formali non priva lAmministrazione titolare della competenza relativa alla verifica di tutti i presupposti prescritti per la concessione della sanatoria (tra i quali il rispetto dei vincoli assume valenza primaria e prioritaria) del potere di apprezzare, anche autonomamente, la coerenza dellintervento con le esigenze di tutela paesaggistica ed ambientale imposte dai vincoli gravanti sullarea interessata dallopera


Le determinazioni relative alla compatibilit di un intervento edilizio con la disciplina vincolata della zona su cui insistono sono state, in particolare, ritenute sindacabili, in quanto espressive di discrezionalit tecnica, nelle sole ipotesi di illogicit manifesta, di deficit motivazionale ovvero di conclamato errore di fatto.

La valutazione espressa dal Comune circa la sussistenza di un pericolo di tenuta idrogeologica del terreno ove insiste linsediamento turistico in questione non pu, in particolare, ritenersi manifestamente illogica, risultando, al contrario, coerente con le risultanze emerse dallespletata istruttoria, sprovvista di adeguato sostegno motivazionale, essendo stati espressamente ed analiticamente indicati, nel corpo dellatto, gli elementi di fatto sulla cui base stato assunto lapprezzamento negativo, ovvero inficiata da palesi errori di fatto, non essendo dato di riscontrare una comprovata discordanza tra la reale situazione dei luoghi e quella esaminata dallamministrazione.

E' questa la pronuncia che il Consiglio di Stato ha ritenuto di emettere in un giudizio di appello avente ad oggetto una decisione del T.A.R. Puglia Lecce che respingeva il ricorso presentato contro un diniego di condono per immobili realizzati in zona sottoposta a vincolo idrogeologico e paesistico.

Sul punto, preme sottolineare alcune delle affermazioni di principio maggiormente significative rese, nella vicenda in esame, dai Giudici di Palazzo Spada.

Un primo appunto riguarda i poteri del giudice, ovvero la legittimit di una tecnica di giudizio per cos dire complessa nella quale si combina un duplice profilo: il principio di conservazione degli atti amministrativi e il principio di assorbimento dei motivi di ricorso.

In ordine al primo, esso pu semplicemente sintetizzarsi nellassunto secondo cui basta che vi sia un solo motivo capace di sostenere la legittimit di un atto amministrativo perch il Giudice possa respingere il relativo ricorso che quellatto mirava a veder cassato.

In relazione al secondo, si dice normalmente il Giudice non tenuto a pronunciarsi su tutti i motivi di ricorso rappresentati dal ricorrente (ivi, appellante) qualora, fra tutti quelli dedotti in giudizio, ve ne sia uno che attribuisce la massima utilit possibile in relazione alla domanda giudiziale posta dal ricorrente allorgano giudicante (pur con tutti i dubbi che sullargomento si gi avuto occasione di esprimere: vedi, La battaglia fra principi di logica ed economia del diritto e di diritto processuale).

Un secondo appunto riguarda, invece, i poteri dellente locale in materia di vigilanza, repressione e sanzione degli abusi edilizi: infatti, per il solo fatto che il cittadino possa ricorrere al condono edilizio, il Comune non deve considerarsi spogliato di quegli ordinari poteri di valutazione e giudizio dellaedificandum (anzi, ad esser precisi, aedificatum); la circostanza, cio, che nella fattispecie della sanatoria straordinaria si sia gi costruito e solo in un secondo tempo si chiede di essere messi in regola, non inficia quei poteri discrezionali di cui ordinariamente lamministrazione pu far uso laddove, ci che viene costruito, prima viene posto progettualmente al vaglio della p.a. e, solo successivamente, viene materialmente realizzato.

Infine, il Collegio affronta la questione relativa alla natura della valutazione che lente locale appresta in sede di esame della domanda di condono: si tratta di unattivit caratterizzata da una profonda discrezionalit tecnica (sulla falsariga di quella che di trova nella pianificazione urbanistica), di modo che solo eccezionalmente (illogicit manifesta, carenza di motivazione, errore materiale) lespressione di volont dellamministrazione pu essere censurata dal Giudice.

Ecco, dunque, un breve quanto interessante elenco esemplificativo dei casi in cui questa discrezionalit tecnica potrebbe non superare il vaglio di un organo giurisdizionale: manifestamente illogica quella decisione [in]coerente con le risultanze emerse dallespletata istruttoria; carente di motivazione quella decisione che non riporti espressamente nel corpo dellatto, gli elementi di fatto sulla cui base stato assunto lapprezzamento negativo; manifestamente erroneo latto amministrativo nel quale stato dato di riscontrare una comprovata discordanza tra la reale situazione dei luoghi e quella esaminata dallamministrazione.

(Altalex, 18 settembre 2007. Nota di Alessandro Del Dotto)




Consiglio di Stato

Sezione IV

Decisione 20 marzo 2007, n. 3020

Massima e Testo Integrale

http://www.altalex.com/index.php?idstr=3&idnot=37742


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