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Oristano. Un ecomostro nel futuro del Ponte grande
La Nuova Sardegna, 10 settembre 2007

Ambientalisti contro cavalcavia e svincolo. Il progetto va fermato. Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra giudicano lopera inopportuna e non necessaria.

ORISTANO. La fantasia stavolta ha partorito un mostro. Un gigante di cemento e ferro che, secondo le idee di chi lo ha progettato, servir un giorno per migliorare la vita degli automobilisti. Siccome il mondo bello perch vario, dice il proverbio, quellenorme arco sospeso a poche decine di metri dal corso del fiume Tirso, per il Gruppo di intervento giuridico non solo non risolver i problemi del traffico, ma avr un devastante impatto ambientale e in pi coster tanti soldini senza raggiungere lo scopo che ci si prefissati o che si racconta di voler raggiungere. Il guaio che a Oristano i progetti pi che correre, camminano al rallentatore. Cos quello (di massima) datato 1995, approvato dalla giunta provinciale nel giugno di dieci anni dopo, vedr la luce soltanto nel futuro. Pi che prossimo, meglio usare laggettivo remoto perch, di certo, il giorno dellultimazione della mastodontica opera assai lontano. Interrogativi e domande del Gruppo di intervento giuridico si mischiano a certezze. La prima di queste ultime, dalla quale non si scappa salvo variazioni sempre possibili in corso dopera, quella dei costi. La Provincia spender 6 milioni 878 mila euro e spiccioli. Per far che? Nelle intenzioni il ponte uno dei tasselli della grande circonvallazione che collegher la zona portuale con i territori del nord-ovest della provincia e per indirizzare il traffico turistico proveniente da sud verso le coste del Sinis e la marina di Torregrande. Serve una veduta dinsieme per capire la complessit dellintera opera. Lungo il tracciato della circonvallazione erano previsti tre svincoli: uno sul prolungamento di viale Repubblica-ponte di Brabau sul fiume Tirso; un secondo per il collegamento dellarea portuale industriale con la zona nord-ovest della provincia; e un terzo - quello che ci interessa - con il collegamento del ponte grande sul Tirso a nord della citt. Allaltezza del centro commerciale Porta Nuova, la strada che conduce a Sil e che ora si interseca con il ponte sul Tirso avr una prosecuzione con un secondo ponte che sovraster il primo. Tutto chiaro. Almeno sulla carta. Sin troppo chiaro da meritare una serie infinita di critiche da parte del Gruppo di intervento giuridico. Lerrore primordiale quello che il Comune, mai al passo coi tempi in questi ultimi anni, non si ancora dotato di un piano del traffico. Del Puc si gi detto e scritto in abbondanza, per cui mancano due strumenti necessari per valutare quali siano le reali necessit del capoluogo e quali direttrici segua il traffico veicolare. Se due pi due fa quattro ecco che lopera - sostiene il Gruppo - appare come il risultato di unimpostazione di analisi della viabilit oramai superata da nuove acquisizioni, perch la priorit non pi solo il collegamento tra due punti distanti, ma anche la valutazione del rapporto tra i costi e i benefici, lincidenza di fattori inquinanti nellaria, il disturbo provocato dal rumore, limpatto con il paesaggio circostante, lopportunit o meno di erodere porzioni di territorio, i costi di manutenzione. Non si pu dire che questo ponte sar invisibile, visto che il cavalcavia avr la lunghezza di 71 metri e sar alto 25. Su questo tratto di strada, secondo le stime, dovrebbe affluire il traffico di provenienza da Sil. Gli automobilisti hanno per unimportante valvola di sfogo in una strada di servizio del centro commerciale, dalla quale si immettono facilmente in via Cagliari attraverso via dei Maniscalchi. Il nuovo ponte non agevoler, invece, chi vuole raggiungere le coste del Sinis o Torregrande, perch il progetto non prevede alcun collegamento con le coste n col nord della provincia. Eppure di soluzioni alternative ve ne sarebbero, eccome. Lasciando intatto lambiente, garantendo una vita migliore allinterno degli abitacoli delle auto e risparmiando non pochi soldi. Basterebbe ad esempio - spiega il Gruppo di intervento giuridico - abbattere la barriera che impedisce laccesso a via Brianza e prolungare questampia via, in modo da garantire facile accesso a via dei Maniscalchi e da questa a via Cagliari. Una semplice rotatoria poi avrebbe leffetto di snellire ulteriormente il traffico. Certo che poi se la Provincia decidesse che trentanni per mettere in piedi il ponte di Brabau sono sufficienti, si avrebbe unopera che garantirebbe il principale collegamento tra il sud della provincia, le coste del Sinis e Torregrande. Il discorso potrebbe poi estendersi a questioni di bellezza architettonica e di estetica. Magari lo faranno il sindaco, il presidente della giunta provinciale ? O magari gli assessori allambiente e ai lavori pubblici della Regione, ai quali le osservazioni e rilievi sono stati sottoposti ? Magari.



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