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Italia passatista, ignora l`arte contemporanea
PIERLUIGI PANZA
Corriere della Sera 07/11/2007

VENEZIA - Siamo un Paese senza leadership anche nel mondo dell`arte. A Documenta di Kassel, di italiano c`era solo il gelataio; alla Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia non c` nemmeno un nostro artista e la nuova galleria d`arte che sta per aprire a Roma del collezionista newyorkese Larry Gagosian.
un peccato, perch gli artisti italiani contemporanei hanno valutazioni alte e meritate. Purtroppo l`Italia si interessa assai poco di loro. Ad affermarlo Monique Veaute, nuova direttrice e amministratore delegato di Palazzo Grassi e del futuro museo veneziano di Punta della Dogana.
L`Italia vista dalla responsabile delle collezioni veneziane di Francois Pinault, procede come l`Angelo di Paul Klee: cammina in avanti con lo sguardo rivolto all`indietro. E chiaro che in Italia afferma la Veaute, gi direttrice del festival Romaeuropa la conservazione del patrimonio artistico sia fondamentale.
Ma non si pu ignorare la contemporaneit! Non nascono musei per il contemporaneo e invece ci vorrebbero, i collezionisti italiani sono pochi sul mercato mondiale e, come risulta anche dalla Topl00 pubblicata da Art Review, nessun italiano tra le prime
cento persone pi influenti del mondo dell`arte.
Sono usciti dalla classifica anche Maurizio Cattelan e Miuccia Prada (presenti l`anno scorso). E mentre i musei stranieri aprono
sedi in tutto il mondo (ultimo l`Ermitage a Ferrara dopo il Louvre ad Abu Dhabi) quelli italiani restano chiusi in se stessi.
L`Italia si sta cullando sul suo glorioso passato - continua la Veaute - e non si fanno mostre sui contemporanei italiani, che devono andare a Parigi o a New York per farsi conoscere. Noi ci proveremo nel 2008 con una rassegna intitolata "Italics" curata da Francesco Bonami, ma credo che debba essere un impegno comune.
Gi, peccato che la Biennale in corso, curata da Robert Storr, rleghi gli unici italiani, Francesco Vezzosi e Giuseppe Perone, nel l`ultima location dell`Arsenale privilegiando ovunque artisti newyorkesi. Tuttavia, anche l`attuale rassegna in corso a Palazzo Grassi - intitolata Sequence 1 e curata da Alison M. Gingeras espone un solo contemporaneo italiano, il giovane Roberto Cuoghi (Modena 1973). Il quale ha realizzato per l`esposizione
un ciclo di nove carte geografiche simboliche dei Paesi che George W.Bush ha definito stati canaglia. Non credo che quella
di Cuoghi sia necessariamente un`opera di denuncia - afferma la Veaute -; una interrogazione.
E poi noi non interveniamo per verificare se l`arte sia politicamente corretta.
Nel catalogo (Skira) che accompagna l`esposizione, scritto comunque che Cuoghi proietta su terreni stranieri finzioni culturali o agende politiche, come quelle delle dichiarazioni
demagogiche di Bush. Quello che importa sottolineare alla Veaute che, a differenza del lavoro sul passato, sull`arte contemporanea si pu lavorare insieme tra committenti e artisti ancor pi che in altri settori, come danza e teatro. Solo che in Italia quasi nessuno lo fa. E per questo Palazzo Grassi e
Venezia vorrebbero tornare ad essere anche luogo di produzione artistica. Ma quali sarebbero questi artisti italiani
che vale davvero la pena di promuovere ed esporre? Penso a Michelangelo Pistoletto, a tutta l`Arte povera, a Roberto Cuoghi, Enzo Cucchi, Giulio Paolini, Maurizio Cattelan e anche altri, conclude la Veaute.
Il j`accuse della Veaute trova conferme nel pensiero dei critici Philippe Daverio e Achille Bonito Oliva. In Italia sono in corso varie crisi di identit; oltre a quella politica anche quella artistica - dice Daverio -. I galleristi sono diventati dei negozianti e per un artista sembra che se non vivi a New York non sei nessuno. Sul tema si espresso con toni analoghi anche Bonito Oliva: In Italia non esiste un sistema dell`arte come nei Paesi anglosassoni o come sta incominciando ad accadere in Oriente. La nostra una realt troppo "singola" per essere apprezzabile.
In attesa di farsi locomotiva del contemporaneo, tuttavia, anche Palazzo Grassi guarda alla storia. La prossima mostra sar Roma
e i barbari, 1.700 pezzi da tutto il mondo.
La tesi che fu grazie ai barbari, all`incontro tra loro e il morente impero romano, che nacque l`Europa. Allo stesso modo dall`incontro tra immigrati e civilt europea pu nascere
oggi qualcosa di nuovo. Una tesi che far discutere. Ma che anche un indirizzo dei nuovo Palazzo Grassi: Cerchiamo di vedere
quanto la tradizione possa offrire alla contemporaneit. Con la mia nomina, Pinault mi ha lanciato una sfida: portare nella
citt pi bella del mondo opere di artisti contemporanei.
Come se si dovesse fare in modo che il "Balloon dog" di Jeff Koons o il teschio di Subodh Gupta sulla piattaforma galleggiante
nel Canal Grande andasse a dare il cambio ai leoni alati che vegliano sulla citt dei dogi. Per ora sono appena stati restaurati i Mori.



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