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CAMPANIA - Al Quirinale i tesori ritrovati
Maria Tiziana Lemme
18/12/2007 IL MATTINO




Apre la galleria Chigi per accogliere i Nostoi opere trafugate e restituite dal Getty e da altri musei



Sono stati scavati di notte, strappati dalle viscere della patria italica, nella cavit di una tomba etrusca o dalle pareti di una villa vesuviana ancora sotterrata dai lapilli. Opere di secoli prima di Cristo, o di subito dopo, hanno conosciuto le mani del XX secolo: predatori e mercanti, pochi scrupoli, le cure di restauratori svizzeri, gli interessi di intermediari internazionali. Sono stati battuti a aste di prestigio o, spezzati in pi parti, sono espatriati attraverso la Svizzera nascosi nei Tir. Hanno fruttato un giro di miliardi di miliardi di dollari e poi si sono trovati esposti nei musei stranieri. Oggi, i capolavori sottratti illecitamente dallItalia sono ritornati a casa, a Roma. Sar il Presidente della Repubblica a inaugurare, questa mattina al Quirinale, nella casa degli italiani, la mostra Nostoi. Capolavori ritrovati (fino al 2 marzo 2008). Nostoi una parola greca, significa coloro che ritornano. Ma questi 68 pezzi rientrati dal Getty Museum di Malibu, dal Metropolitan di New York, dal Fine Art Museum di Boston, non hanno subto, come Odisseo, le traversie di un destino voluto dallOlimpo. Piuttosto, come sostiene Luis Godart, consigliere del Patrimonio Artistico della Presidenza della Repubblica e curatore della mostra, sono stati ammutoliti: Strappare unopera dal contesto nel quale inserita, vuol dire renderla irrimediabilmente muta. Per esempio, laffresco vesuviano strappato a Boscoreale. una lunetta, un mascherone che rappresenta Eracle, ossia Ercole. La villa vesuviana fu violata una ventina di anni fa, il furto dellaffresco non ha mai avuto segnalazione ufficiale. Ma sul catalogo della collezione Fleischmann Passion for Antiquity, apparve, verso la fine degli anni 90, quellaffresco, stimato 1 milione e 395mila dollari. Poi, razziato da SantAgata dei Goti, lenorme cratere firmato dal pittore pestano Assteas con il ratto dEuropa: per anni ha fatto bella mostra di s nella sale del Getty Museum di Los Angeles. Anfore, statue, antefisse, crateri, kylix, affreschi: sono il nostro passato, la civilt mediterranea dalla quale proveniamo. E sono il bisogno di eternit e di bellezza, tutto umano, che ha unito Roma con Atene. Non a caso, nella mostra romana la Grecia ha voluto essere presente con una Kore in marmo del 503 a.C. trafugata dallisola di Paros e restituita nel dicembre del 2006 dal Getty Museum. Nel 2008 rientrer a Roma dal Getty anche la Venere di Morgantina, una statua colossale scavata nellarea archeologica di Aidone. Fu venduta il 22 luglio dell88 da un antiquario londinese, Robert Symes, al Getty per 18 milioni di dollari. Nei primi dieci giorni di gennaio 2008 rientrer anche il Cratere di Eufronio dal Metropolitan. Per lAtleta di Lisippo, ritrovato nelle acque di Fano dal pescatore Romeo Pirani nel 1964, e rivenduta dopo molti passaggi per 4 milioni di dollari al Getty Museum da David Carrit, bisogner attendere il pronunciamento del tribunale di Pesaro. Decenni di indagini del Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri hanno permesso questi rientri. Per ognuno dei pezzi in mostra c una storia di interessi a molti zeri. Gira gira, i nomi implicati erano sempre gli stessi, cerano i collegamenti ma non le prove. Arrivano nel 95, quando si sequestrano i depositi ginevrini di Giacomo Medici: un intermediario tra lItalia e i livelli pi alti del traffico internazionale dellarte. Si ricostruiscono le strade dei trafugamenti. Si incardina a Roma il primo processo contro lex direttrice del Getty Museum, Marion True, ancora in corso. Le prove schiaccianti permettono al Ministero dei Beni Culturali la richiesta di restituzione dei reperti del nostro passato. Il primo pezzo riconosciuto dagli investigatori come trafugato dei reperti oggi in mostra il sostegno di mensa in marmo con due grifi che sbranano una cerva: fu sottratto in provincia di Foggia. La nostra battaglia - dice Francesco Rutelli, ministro per i Beni e le Attivit culturali - stata fatta nellinteresse di tutta la civilt dellarte. Da noi deve cominciare la sconfitta dei trafficanti darte. C un radicale cambiamento del traffico degli oggetti scavati clandestinamente e approdati in qualche museo. Prova ne la restituzione spontanea in questi giorni di una statua in bronzo del II secolo a.C. da parte di un collezionista svizzero che ha voluto conservare lanonimato. Il bronzetto rappresenta un oratore in procinto di parlare, viene dallEtruria. Nulla invece si sapr mai del frammento di volto di statua in avorio del I secolo a.C. Fu scavata a Anguillara. Giunone? O Apollo? vero: trafugare unopera darte significa ammutolirla. Possiamo almeno guardarlo. Silente, ci dir tutto.



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