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I dipendenti della Soprintendenza BAPPSAE del Friuli Venezia Giulia: appello contro la separazione

Udine Trieste 11 febbraio 2008


Al Direttore Regionale
prof. Roberto Di Paola
TRIESTE

Al Soprintendente
arch. Guglielmo Monti
Sede TRIESTE

La disposizione ministeriale che impone, a partire dalla fine del prossimo mese di marzo, la divisione della Soprintendenza per i Bappsae del Friuli Venezia Giulia in due Soprintendenze:
-ai Beni architettonici e per il paesaggio,
-al Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico
uniforma lamministrazione dei beni culturali del Friuli Venezia Giulia alle linee seguite da tempo nella maggior parte delle altre regioni italiane.

I sottoscritti fanno presente alle SS. LL la loro profonda convinzione che questa disposizione, pur sorretta dalle migliori intenzioni a livello ministeriale, se applicata alla specifica realt regionale avr esiti negativi per il lavoro di tutela.

Si chiede dunque con forza che si cerchi una deroga allapplicazione di tale disposizione, essendo invece indispensabile, ad avviso dei sottoscritti, adoperarsi per il potenziamento della esistente struttura della Soprintendenza mista, gravemente depauperata di personale.

Le ragioni della nostra richiesta sono radicate nella storia della Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia che, sin dalla sua istituzione, ha assommato le competenze della tutela sui beni architettonici e su quelli storico artistici.

Questa duplice competenza si rivelata preziosa per affrontare i problemi posti dal difficile momento vissuto dal Friuli Venezia Giulia col terremoto del 1976. Laver avuto ununica direzione ed ununica guida ha reso pi veloci ed efficaci gli interventi di restauro e ha favorito la naturale collaborazione tra tecnici dei due settori, collaborazione che sarebbe risultata meno incisiva in presenza di due autonome strutture.

I sottoscritti richiamano inoltre lattenzione sul fatto che la logica conseguenza del lavoro comune compiuto per circa ottanta anni si traduce nella presenza di Archivi comuni, sia cartacei che fotografici, strettamente legati alla documentazione di restauri quasi sempre compiuti in collaborazione da architetti e storici dellarte.

Vi poi, sempre come conseguenza del comune lavoro condotto, il patrimonio bibliotecario: strumenti di lavoro e fonti cui attingere nellattivit di tutela, che sarebbe non solo assurdo ma profondamente sbagliato dividere.

Anche il lavoro eseguito dai restauratori (operosi nei due Laboratori di Udine e Trieste) si spesso indirizzato ad affiancare decisioni prese da architetti sui cantieri di restauro degli affreschi e del materiale lapideo e con risultati positivi per avviare a soluzione problemi non facili, affrontati in accordo tra tecnici che ora si vorrebbe dividere.

Il territorio regionale, pur non essendo molto esteso, presenta tuttavia una notevole complessit, come conseguenza della sua storia che ha determinato di fatto la compresenza di due realt culturali assai diverse come il Friuli da un lato e Trieste, con quanto rimane della Venezia Giulia, dallaltro.

Questo dato di fatto ha consigliato in passato listituzione di uffici staccati prima a Gorizia e poi a Udine, con lo scopo di creare un supporto, rivelatosi prezioso, per far fronte a problemi legati anche alla sua delicata posizione di confine e insieme di incontro di culture.

Ad avviso dei sottoscritti, la divisione producendo frammentazione indebolirebbe una presenza che, pur affiancata dalle encomiabili iniziative della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, costituisce un punto fermo nellindirizzo corretto dei lavori di restauro e nel controllo degli stessi.

Lemorragia di personale che ha colpito lIstituto con il passaggio di numerosi tecnici e funzionari alla Direzione Regionale e limpossibilit, manifestata dallAmministrazione negli ultimi anni, di rimpiazzare con nuove assunzioni le uscite per quiescenza di vari architetti e tecnici, rende a nostro avviso ancora pi dannosa e improponibile la divisione dellattuale Soprintendenza mista.

Le due ipotetiche Soprintendenze risulterebbero composte da sparute presenze e prive dei supporti amministrativi indispensabili (Ragioneria, Segreteria, Direzione Personale e cos via) per esercitare una vera funzione autonoma.




I dipendenti della Soprintendenza BAPPSAE del Friuli Venezia Giulia



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