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L'ultima beffa del Satiro danzante: i politici festeggiano, chi lo pesc piange
Antonella Barina
Venerd di repubblica 26/3/2004

MAZARA DEL VALLO (Trapani). In epoca di politica plateale, si prepara l'ultimo spettacolo. Protagonista: Gianfranco Fini. Produttore: la Regione Siciliana. Regista: l'assessore ai Beni culturali, Fabio Granata (in quota An).
Dopo Pasqua, il vicepresidente del Consiglio indosser pinne, muta ed occhiali per un'immersione ufficiale nel mare di Sicilia. Protetto - si presume - dai sommozzatori dei Servizi di sicurezza. Seguito - forse - da foto-
grafi e operatori con brevetto subacqueo. Certo che sar ritratto sullo sfondo di relitti archeologici sommersi. Perch Fini, appassionato diver, ha accettato di essere la star di una grande prima: la nascita in Sicilia dell'unica Soprintendenza del mare italiana (e in tutta Europa ce n' solo un'altra, in Grecia). Chiss se a fargli da comprimario nello show subacqueo ci sar il nuovo soprintendente, Sebastiano Tusa. La neo-istituzione far certo parlare di s con questi tuffi d'eccezione. Ma subito dovr passare ai fatti: tra i suoi mille impegni per tutelare e valorizzare il patrimonio archeologico dei mari siciliani c' gi una grana. Proprio a marzo si festeggia il sesto anniversario di uno dei pi importanti ritrovamenti nel Canale di Sicilia: quello del Satiro danzante che, esposto l'anno scorso al Quirinale, stato poi visitato da oltre 100 mila persone in sei mesi, nel suo nuovo museo a Mazara del Vallo.
Eppure l'equipaggio che pesc quel demone danzante del IV-III secolo avanti Cristo aspetta ancora il premio che gli spetta per legge. E per rivendicare i propri diritti minaccia oggi gesti di protesta clamorosi.
La prima fase della pesca miracolosa risale addirittura al '97, quando le reti del motopesca Capitan Ciccio si fecero troppo pesanti, per poi alleggerirsi di botto, mentre venivano su: emerse una gamba di bronzo che doveva essersi staccata, riaffiorando, da una statua di straordinaria fattura. Intervenne la soprintendenza di Trapani, che fece una ricognizione, ma fu bloccata dalla Farnesina per questioni di territorialit nelle acque internazionali. Anche a noi pescatori era stato chiesto di tenerci alla larga, per non fare danni, spiega oggi Francesco Adragna, in arte capitan Ciccio, comandante dell'omonima barca. Ma quando vidi in tv che in quel
tratto di mare girava il sottomarino di Robert Ballard, lo scopritore del litanie, mi spaventai: "Mica la troveranno gli americani la nostra statua". E sono tornato a pescare l. Per mesi non s' visto niente. Finch, quando non ci speravamo pi....
Il trambusto fu grande quando riaffior il Satiro danzante: capitaneria, Beni culturali, esperti, curiosi. Perfino la mafia progett di rubarlo, riveler poi un pentito. E intanto Ciccio fece domanda per il premio di rinvenimento: un quarto del valore del reperto, da dividere tra gli armatori e l'equipaggio, come prevede la legge. Ancora ricoperto da una crosta di sedimenti marini e ancora di datazione incerta, il Satiro fu valutato dalla Soprintendenza un miliardo e 700 milioni di lire: siccome agli armatori spetta la met del premio, i nove membri dell'equipaggio si sarebbero divisi 212 milioni.
Troppo poco: con il restauro e la grande pubblicit il satiro si rivalutato molto, sbotta capitan Ciccio. E comunque in sei anni non abbiamo visto una lira. Soldi che servirebbero a chi, come me, ha tre figlie da sposare. Ma non si vive solo di pane e pasta: quel che brucia di pi la ferita all'orgoglio. Nessun riconoscimento. Eppure senza 'sti scemi dei pescatori il Satiro sarebbe ancora a 500 metri di profondit. Ero cos felice quando mi invitarono a Roma per la presentazione della statua. Ma poi parl Casini, il ministro Urbani, il presidente della Sicilia Cuffaro: ringraziarono tutti, meno noi. Ne fui mortificato. Quando tornai a casa, l'equipaggio chiese: "almeno grazie ce lo dissero?", e risposi di s. Barai perch in futuro nessuno avesse la tentazione di ributtare in mare le opere d'arte che si impigliavano nelle reti, come fanno quelli che non vogliono guai. Amo l'arte e dipingo: avessi studiato, facevo il pittore. Capitan Ciccio ha anche pescato una zampa d'elefante in bronzo, a grandezza naturale, che gli archeologi dicono cartaginese, del III secolo avanti Cristo: oggi nel museo del Satiro.
Due intralci hanno bloccato finora l'erogazione del premio, spiega l'assessore regionale Fabio Granata. Il fatto che la procura abbia avviato un'inchiesta - poi archiviata - su presunti illeciti legati al rinvenimento del Satiro. E il fatto che gli armatori del peschereccio, insoddisfatti dell'entit del premio e mal consigliati dal loro avvocato, hanno avviato un'azione legale rivendicando addirittura la propriet della statua. Assurdo: la legge dice che qualunque bene archeologico venga ritrovato, in terra o in mare, propriet dello Stato. Non solo: finch loro non revocano quell'atto giudiziario, non possono venire ricompensati.
Capitan Ciccio replica: Ma noi non vogliamo la statua, tant' che ve l'abbiamo consegnata. Chiediamo di essere ricompensati il giusto: un quarto del suo valore attuale.
vero: oggi il Satiro vale molto pi di quel che stato stimato all'inizio, conferma Granata. Ci si resi conto della sua straordinaria importanza storico-artistica. E l'enorme afflusso di turisti a Mazara, per vederlo, gli d un valore economico aggiunto. Ma non pu essere lo Stato, che gestisce fondi pubblici, a proporre una ricompensa pi alta, se non viene chiesta per vie legali. Questione di tattica processuale: l'avvocato del peschereccio dovrebbe chiudere l'assurda causa in corso per la propriet del satiro e aprirne un'altra, in cui rifiuta la vecchia valutazione. Solo cos si potrebbe procedere, con perizie di parte, a una nuova stima.
nell'interesse di tutti far s che capitan Ciccio sia premiato con la giusta ricompensa, basata sul valore attuale del Satiro, che si aggira intorno ai 3 milioni e mezzo di euro, aggiunge Tusa, neo-soprintendente del mare. I pescatori sono preziosi: conoscono il mare meglio di chiunque altro e senza di loro riaffiorerebbe ben poco. E questa zona - Selinunte in testa - da decenni la culla del commercio clandestino mondiale. Che il Satiro sia oggi in un museo siciliano ha del miracoloso. Va incoraggiato.
L'interlocutore dei pescatori, in futuro, sar proprio la nuova Soprintendenza del mare. Che promette di cambiare registro. Snellendo la burocrazia che tanto scoraggia la collaborazione di chi va per mare. E creando una rete di rapporti personali, di fiducia, con i pescatori. I nostri compiti? continua Tusa. Tutelare il patrimonio archeologico sommerso, pi di quanto non abbiano potuto fare fino a oggi le soprintendenze territoriali. E sviluppare il turismo archeologico subacqueo, straordinaria risorsa della Sicilia, che non si trova alle Maldive o alle Seychelles. Due obiettivi che possono legarsi tra loro. La mia idea stimolare diving club, albergatori, enti locali e tutti coloro che lavorano con il turismo subacqueo a farsi tutori in prima persona dei beni culturali sommersi. Loro si danno da fare perch i reperti vengano rispettati; noi in cambio valorizziamo con attivit culturali quel patrimonio che attira turismo.
E grazie ai fondi europei, la Soprintendenza avvier anche la ricerca archeologica subacquea, finora lasciata al caso o agli archeologi stranieri.
Primo progetto (appena sar siglato un accordo con la Tunisia per la perlustrazione delle acque internazionali): la ricerca dei compagni di ballo del Satiro danzante. Secondo proposito: la caccia all'elefante cartaginese di cui capitan Ciccio ha trovato la zampa...




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