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Nuove regole pi trasparenti
intervista di F. Erbani a Luigi Mazza
la Repubblica 8/4/2004

Professor Mazza, la filosofia che ispira il testo Lupi sembra essere "pi contrattazione, meno piani regolatori". Lei d'accordo con questa impostazione?
una semplificazione eccessiva. Il problema mal posto, perch l'alternativa non tra "pi contrattazione" e "meno piani" (le regole sono indispensabili), ma tra contrattazione trasparente e contrattazione opaca e collusiva, come quella che si praticata finora nelle sedi dei partiti, delle banche, negli studi professionali, nelle associazioni sindacali e imprenditoriali. Ogni scelta urbanistica comporta una discriminazione che richiede contrattazione e accordo. Il problema, tutto politico, quale sia il senso degli accordi, se gli accordi servano interessi particolari oppure generali.
In che modo questo testo pu correggere le storture che gravano sulle nostre citt?
Nessuna legge pu correggere storture che sono il prodotto dei sistemi di valori della nostra cultura e anche della cultura tecnica. La nostra cultura tecnica non sar mai una cultura adulta sino a quando i tecnici per progettare avranno bisogno di una legge che imponga, per esempio, densit edilizie, dal momento che la loro integrit professionale non sufficiente a impedire che si progetti con den-
sit eccessive. Bisogna costringere tecnici e politici ad assumersi le loro responsabilit senza nasconderle dietro il paravento delle leggi.
Una delle obiezioni mosse al testo che con la via negoziale la citt non verrebbe pi governata con un'attenzione unitaria.
Se si escludono quelle di fondazione, le citt si sono sempre trasformate con progetti parziali. Se un disegno complessivo disponibile, talora i progetti parziali lo completano o reinterpretano, talora segnano uno scarto rispetto ad esso, uno scarto che pu indicare l'avvio di un nuovo disegno complessivo. Ilriconoscimento del carattere parziale dei processi di trasformazione urbana ricorda che il perseguimento di un disegno complessivo ostacolato dal fatto che il disegno tende ad essere stabile nel tempo, mentre le tra-
sformazioni sono il prodotto della dinamica di interventi settoriali e di interessi individuali. Il disegno complessivo non pu essere congelato in un modello rigido come il piano regolatore, deve essere un costrutto sociale, la metafora spaziale di un programma politico che diviene un quadro di riferimento, continuamente ricostruito e reinterpretato con il contributo dei progetti parziali.



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