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Parla il capo del Macro di Roma, sede modello di sperimentazione e meta di viaggiatori
Francesco Galdieri
Il Mattino 11/4/2004

Dopo Gabriella Belli, direttrice del Mart e presidente dellAmaci (Associazione musei arte contemporanea italiani), riprendiamo il dibattito sullannunciato museo regionale, con Danilo Eccher, direttore del Macro di Roma. Struttura museale giovane che dispone di una collezione permanente di oltre tremila opere di artisti internazionali a partire dagli anni 60, frutto di oltre cinquantanni di una politica di acquisizione istituzionale. Museo-cantiere (come il MAXXI) che si sta imponendo come centro culturale dinamico, affiancando alla funzione tradizionale (nella sede principale, lex Birreria Peroni) unindagine a tutto tondo sulle nuove sperimentazioni in ambito visivo (danza, video, computer art) nel complesso dellex Mattatotio. Partendo dallesperienza del Macro, a Danilo Eccher chiediamo di illustrarci le linee guida fondamentali per la nascita di un nuovo museo.
Quali dovrebbero essere gli elementi imprescindibili di un nuovo museo darte contemporanea in grado di creare interesse nel grande pubblico e di accedere ad un circuito culturale europeo?
Il progetto per un museo in una grande citt del Sud va salutato con tutto lentusiasmo possibile, anche perch rappresenta un tassello importante per la creazione di una calamita nel Sud-Europa, una possibile nuova meta per il pubblico dellarte contemporanea, abituato a viaggiare. Un museo pu essere uno straordinario veicolo di promozione del territorio, in particolar modo per Napoli, dotata di un tessuto per il contemporaneo estremamente vivo. In un contesto nazionale e internazionale che nel corso degli ultimi decenni ha registrato molte modifiche e un notevole sviluppo della museografia, difficile individuare elementi universalmente validi.
Trova idoneo linserimento nelle collezioni di un nucleo di opere che possa testimoniare le dinamiche artistiche internazionali registratesi a Napoli nel corso degli ultimi quarantanni?
Oggi i musei darte contemporanea vivono in una dimensione internazionale da cui non si pu prescindere. Un museo pubblico deve tener conto del territorio: degli artisti, della critica e delle principali energie culturali e imprenditoriali, come del grande pubblico. Deve puntare alla valorizzazione del patrimonio intellettuale locale, ma non per questo essere il museo degli artisti napoletani. Spetter al direttore tracciare un programma idoneo alla storia e allo sviluppo della citt, alla quale va sicuramente riconosciuto un ruolo nella museografia europea.
Progetto architettonico, programmazione culturale e verifica di fattibilit economica non dovrebbero marciare paralleli?
Il progetto architettonico deve nascere in sintonia e a supporto del progetto culturale, che costituisce lorigine di una volont nel costruire un museo. Su questo nasce il contenitore, a cominciare dalla suddivisione della metratura in base agli spazi specifici. La strategia politico-culturale e quella economica sono punti imprescindibili sui quali occorre creare consenso, e successivamente strutturare un percorso di monitoraggio della realt.
Quali dovrebbero essere le competenze di un direttore; e come affidare lincarico, per chiamata diretta o per concorso?
La chiamata diretta la formula pi diffusa in tutto il mondo. Dirigere un museo richiede molta autonomia gestionale e quindi una notevole assunzione di responsabilit del tutto improbabile nel caso in cui a mancare sono le competenze specifiche. Un direttore dunque deve avere un profilo manageriale, ma anche disporre di capacit coordinative indispensabili per creare un team.
Si riferisce ai curatori, professionalit quanto mai indispensabili in anni di globalizzazione: come individuarli e di quali competenze devono disporre?
I musei richiedono sempre pi un lavoro di quipe, quindi i curatori rientrano a pieno titolo nella programmazione museale. Noi li abbiamo individuati secondo competenze specifiche: uno per la videoteca, uno storico dellarte per la collezione permanente, e alcuni indipendent curators, i nostri sismografi in ambito europeo. Questo il gruppo interno, ma ci avvaliamo anche degli apporti esterni, sia per le mostre che per altre attivit.



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