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LA DENUNCIA "I monumenti muoiono" - Allarme di La Regina per colonna Traiana Colosseo e arco di Tito
Francesca Giuliani
la Repubblica, Roma 15-APR-2004


L'intervento-denuncia del soprintendente ai Beni archeologici al convegno dell'Accademia dei Lincei.


II grido di dolore di La Regina: "Smog, macchine, incuria "

Dopo ricerche e studi venne messa a punto nel 1981 la legge Biasini, grazie alla quale si intervenne nei luoghi di maggiore degrado
L'inquinamento dovuto al traffico delle auto e agli impianti di riscaldamento tra le cause principali della rovina dei monumenti
. Con la legge del 3 per cento si potr usufruire di risorse per il patrimonio archeologico in occasione della realizzazione della linea C della metro
Le immagini dei principali monumenti di Roma distratti dal degrado e dall'inquinamento diffuse nel 1979 fecero il giro del mondo

I NOSTRI monumenti stanno morendo: il grido di dolore si leva nella grande sala dell'Accademia dei Lincei, sede del convegno Ecosistema Roma, tre giorni di una passerella di studiosi intorno al tema della vivibilit della citt. L'allarme sul patrimonio artistico viene dal soprintendente Adriano La Regina che parla fra i primi, ieri mattina alle undici: La lenta azione di decadimento della superficie marmorea dei monumenti romani prosegue inesorabile. necessaria una nuova politica di conservazione dei beni artistici, tesoro che appartiene all'umanit intera. Salvaguardare il patrimonio monumentale della Capitale sempre pi difficile. Inevitabile ed immediato, il
collegamento con quello che fu l'altro, storico grido d'allarme sul tema, lanciato alla fine degli anni Settanta, quando per intervenire sul degrado cronico dei monumenti si var una legge speciale, la Biasini che serv a finanziare importanti restauri. Ma sono passati gi pi di vent'anni. Di smog, riscaldamento, d'incuria.
Oggi, molto tempo dopo la chiusura degli ultimi interventi di restauro, la situazione torna ad essere critica: D punto che non si riesce a lavorare ad una manutenzione accurata e costante, anche non straordinaria. Per intervenire si aspetta sempre che le situazioni siano irrimediabili. Per il lavoro di tutti i giorni non ci sono soldi. E non ci sono soldi perch di queste cose non importa niente a nessuno. Anzi, spesso la tutela del patrimonio
considerata un limite allo sviluppo. In un quadro di inquinamento pesante rimediabile soprattutto, aggiunge la Regina, attraverso interventi di carattere urbanistico come la riduzione del traffico automobilistico, sono tante le situazioni a rischio che richiedono interventi in tempi rapidissimi.
il caso della colonna Troiana, con le sue decorazioni che rappresentano il racconto quasi cinematografico della campagna contro i Daci, ora transennata per proteggerla da chi ci lancia dentro rifiuti; della Colonna di Marco Aurelio in piazza Colonna che porta addosso gi con evidenza i danneggiamenti degli agenti atmosferici; degli archi di Tito, di Costantino e di Settimio Severo, e persino del Colosseo i cui restauri proseguono a fatica. Certamente negli ultimi anni intorno all'area archeologica centrale il traffico stato dimolto ridotto. Ma non basta: su questi monumenti servono interventi entro il prossimo anno al pi tardi, continua La Regina.

In un quadro decisamente fosco, il soprintendente ricorda come proprio ieri sia stata presentata dai ministri Lunardi e Urbani la cosiddetta "legge del 3%" sulla base della quale nuove risorse potranno venire ai beni culturali e al patrimonio dei monumenti antichi con investimenti nei grandi progetti: nel caso di Roma potr essere fonte di risorse la nuova linea della metropolitana C che solcher il cuore dell'area archeologica tra il Foro romano e piazza Venezia. Oltre agli scavi preliminari, indispensabili per individuare i punti adeguati alle entrate e alle uscite della metro, con le nuove risorse ricavate da questa grande opera si potr rimettere in sesto il Palatino che gravemente a rischio, conclude La Regina.
Grazie al grido d'allarme del 1979 e agli studi che ne seguirono, si salv dall'edificazione, per esempio, parte dell'Appia antica. Venticinque anni dopo rimangono conclude La Regina due principi imprescindibili da perseguire. Il primo l'idea di Roma di Argan, secondo cui la parte centrale della citt va sgravata dalle funzioni insostenibili che devono essere ridistribuite su tutta l'area e sempre pi concentrata su funzioni culturali: l'opposto di quello che sta avvenendo e il secondo di non consumare ulteriormente i suoli della fascia suburbana che hanno mantenuto il tradizionale carattere agricolo, per salvaguardare ci che resta del suburbio romano con l'effetto di indurre processi di autorisanamento nelle aree gi urbanizzate e degradate della periferia. In sala, applausi e molta preoccupazione.



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