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EDDYBURG. Appello del Comitatus Aquilanus
14.05.2009 EDDYBURG


Data di pubblicazione: 14.05.2009

Un appello, promosso da eddyburg.it, perch la ricostruzione nellarea del terremoto sia un fattore non di degrado ma di rinascita. Informeremo dei passi successivi.

Adesioni qui: comitatusaquilanus@gmail.com



Nella successione degli eventi sismici dellultimo secolo in Italia, quello del 6 aprile scorso assume un carattere eccezionale perch ha colpito un centro urbano di primaria importanza storica, istituzionale e rappresentativa. Una realt sociale ed economica, peraltro scarsamente dinamica, fortemente dipendente da una domanda pubblica, che negli ultimi tempi ha registrato un processo parzialmente involutivo con la crisi dellindustria manifatturiera e quindi degli altri settori produttivi.

Il rischio da evitare che levento sismico operi come un acceleratore di tale processo.
Il terremoto pu essere, invece, loccasione per invertire la tendenza e determinare un nuovo slancio delleconomia e della vitalit sociale e culturale. Com stato, per esempio, nel caso del Friuli Venezia Giulia dove la ricostruzione ha rappresentato uno degli elementi di avvio del cosiddetto miracolo del nord-est.

Per questa ragione il nostro comitato intende essere attivamente presente in tutte le fasi della ricostruzione per contribuire ad una sua impostazione corretta e lungimirante ed al tempo stesso per scongiurare errori irreversibili.

I punti principali sui quali si propone una riflessione sono i seguenti:

1. le decisioni non siano sottratte allarticolazione dei poteri democratici, ricordando che gli interventi di ricostruzione pi riusciti sono stati quelli del Friuli Venezia Giulia e dellUmbria e delle Marche dove le istituzioni e con esse le collettivit locali sono state autorevoli protagonisti;

2. la ricostruzione non pu riguardare solo gli alloggi ed bene evitare, da subito, decisioni che possono provocare la perdita o lindebolimento di funzioni importanti della citt capoluogo e lesodo di popolazione attiva che potrebbe essere indotta a trasferirsi altrove;

3. un corretto e lungimirante processo di ricostruzione, una volta effettuate - con la massima attenzione - le verifiche di agibilit, deve cominciare garantendo il rientro agli sfollati che ne hanno diritto, provvedendo, poi, ad una oggettiva valutazione del bisogno di alloggi temporanei, accuratamente calcolando le disponibilit offerte dal patrimonio abitativo non occupato o facilmente recuperabile, non escludendo interventi di cambiamento di destinazione duso, operando, se possibile, anche in comuni limitrofi.
Interventi ispirati esclusivamente ad una logica emergenziale potrebbero invece determinare, specie se fondati sullobiettivo di assicurare in pochi mesi migliaia di nuovi alloggi durevoli, un assetto urbanistico di pura espansione edilizia, accentuando errori e difetti dellurbanistica aquilana del dopoguerra. Si pone, inoltre, la necessit di evitare che anche il ricorso alle casette in legno - se totalmente a carico dei singoli e non adeguatamente regolamentato - trasformi irreversibilmente ed in via ulteriormente peggiorativa lintero tessuto urbano.

4. soprattutto importante lattenzione da porre nellimmediato ai centri storici del capoluogo, delle sue frazioni e dei comuni limitrofi (e ai beni culturali in genere) - simboli indiscutibili del territorio aquilano e cardini del suo sviluppo economico - finora trascurati. In proposito, decisivo latteggiamento delle principali istituzioni che devono, al pi presto, rivendicare la riassunzione del proprio ruolo e rientrare nelle loro sedi nel cuore della citt dellAquila. La scelta della Banca dItalia che, da subito, ha messo mano al recupero e al restauro della propria sede e del proprio patrimonio immobiliare, sia di esempio ai pubblici poteri e ai titolari di funzioni comunque rappresentative.
Da evitare, pi di tutto, il rischio che lUniversit, il Conservatorio ed altri prestigiosi soggetti siano costretti a localizzarsi in realt decentrate, compromettendo uno dei fattori identitari dellAquila. Per questa ragione, mediante il necessario confronto con gli interessati e loro associazioni, bisogna individuare e mettere a disposizione, a titolo gratuito, strutture di accoglienza sicure per gli studenti.

Va evitato, infine, che le famiglie gi residenti accettino sistemazioni solo apparentemente ed immediatamente pi convenienti, innescando in tal modo un processo di impoverimento sociale e di trasformazione turistica e terziaria del centro storico della citt.

Primi firmatari:
Vezio De Lucia, Roberto De Marco, Gino Di Carlo, Georg Frisch, Maria Pia Guermandi, Rita Innocenzi, Maria Pia Moretti, Valentino Perilli, Antonio Perrotti, Edoardo Salzano, Maria Scarsella, Armando Seccia, Giulio Tamburini

Le adesioni al presente appello possono essere comunicate allindirizzo: comitatusaquilanus@gmail.com

http://www.eddyburg.it/article/articleview/13157/0/341/


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