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Piano rilancio edilizia: 9 Regioni al traguardo



(regioni.it) Dopo Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto e Provincia autonoma di Bolzano, giungono la traguardo dellapprovazione del Piano regionale per lattuazione dellIntesa per il rilancio delledilizia privata (siglata il 31 marzo 2009), anche la Valle dAosta e il Lazio (vedi notizie successive). Nelle prossime ore la Giunta delle Regiona Calabria dovrebbe licenziare il proprio disegno di legge, completando cos loperato delle Giunte, ma appare gi a buon punto il lavorio delle Assemblee (sono infatti gi 9 le Regioni che si sono dotate dei previsti piani regionali per il rilancio delledilizia). Si resta in attesa del previsto decreto di semplificazione che sempre in attuazione della citata intesa dovrebbe essere varato dal governo, recependo le indicazioni delle Regioni, soprattutto quelle relative alla prevenzione in chiave antisismica.
Questo il quadro riassuntivo di attuazione (con i link ain provvedimenti) della Intesa rilancio edilizia privata del 31 marzo 2009.
Stato di attuazione a livello regionale
(situazione al 7 agosto 2009)

REGIONE Stato di attuazione dellintesa
Abruzzo DdL approvato dalla Giunta
Basilicata DdL approvato dalla Giunta
Calabria La Giunta dovrebbe approvare il disegno di legge regionale nella seduta del 7 agosto 2009
Campania DdL approvato dalla Giunta
Emilia-Romagna Approvata Legge regionale
Legge regionale 6 luglio 2009, n.6
Friuli-Venezia Giulia DdL approvato dalla Giunta
Lazio Approvata Legge regionale
Il Testo stato approvato dal Consiglio Regionale il 6 agosto
Liguria DdL approvato dalla Giunta
Lombardia Approvata Legge regionale
Legge regionale approvata il 14 luglio 2009
Marche DdL approvato dalla Giunta
Molise DdL approvato dalla Giunta
Piemonte Approvata Legge regionale
Legge regionale 14 luglio 2009, n.20
Puglia DdL approvato dalla Giunta
Sardegna DdL approvato dalla Giunta
Sicilia DdL approvato dalla Giunta
Toscana Approvata Legge regionale
Legge regionale n.24/2009
Prov. Aut.Bolzano Approvata Legge provinciale e deliberazione di Giunta attuativa
Legge provinciale n.1/2009, art.51
Delibera di giunta n.1609 del 15 giugno 2009
Prov. Aut.Trento Nessun atto predisposto in quanto la legislazione provinciale gi prevede misure premiali analoghe a quelle previste nellintesa
Umbria Approvata Legge regionale
Legge regionale 26 giugno 2009, n.13
Valle d'Aosta Approvata Legge regionale
Il testo stato approvato dal Consiglio Regionale il 30 luglio
Veneto Approvata Legge regionale
Legge regionale 8 luglio 2009, n.14
Fonte: Segreteria della Conferenza delle Regioni


(red/07.08.09)

Marrazzo: obiettivo "qualit, sicurezza, trasformazione urbanistica, sviluppo economico ed equit sociale"Lazio approva Piano per l'edilizia

(regioni.it) Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato nella seduta del 6 agosto il piano per il rilancio deledilizia in attuazione dellAccordo Stato-Regioni del 31 marzo 2009.
"Portiamo a casa un provvedimento di cui andiamo orgogliosi, che sar una legge modello per tutto il Paese - ha dichiarato il presidente della Regione, Piero Marrazzo - E' frutto di un lavoro collettivo e comune: sono state recepite le indicazioni delle categorie, degli enti locali, in primo luogo del Comune di Roma, dei movimenti di lotta per la casa. Questa Regione, con la legge approvata, pu ottenere al tempo stesso qualit, sicurezza, trasformazione urbanistica, sviluppo economico e equit sociale. Difesa dei territori e sviluppo dell'edilizia. Nella Capitale, innanzitutto: con questa legge non ci sar bisogno di consumare nuovo territorio, l'agro romano, in particolare, per dare vita a un nuovo piano di edilizia popolare. Questo il manifesto del riformismo del centrosinistra nel Lazio".
Ecco i punti principali del provvedimento in una scheda curata dal Consiglio regionale del Lazio.
Premi di cubatura e interventi di demolizione-ricostruzione
E la parte del piano casa direttamente collegata allaccordo Stato-Regioni. Sono esclusi da qualsiasi tipo di intervento i centri storici, le aree naturali protette, le zone a rischio esondazione, le zone sottoposte a vincolo di inedificabilit assoluta, le fasce di rispetto dei territori costieri, dei fiumi e dei laghi.
Potranno ampliare la loro casa del 20 per cento, i proprietari di immobili a uso residenziale, con volume non superiore a 1.000 metri cubi. Lincremento massimo per lintero edifico sar pari a 62.5 metri quadrati. Il premio di cubatura (in questo caso del 10 per cento) si applica anche agli edifici a destinazione non residenziale per artigianato e piccola industria con superficie non superiore a 1.000 metri quadrati. Limmobile dovr mantenere la stessa destinazione duso per 10 anni.
Per quanto riguarda le zone agricole, potranno usufruire dei benefici previsti dalla legge solo i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli a titolo professionale e i loro eredi.
Lampliamento sar possibile costruendo a lato delledificio esistente. Sono escluse le sopraelevazioni, fatta la salva la possibilit di realizzare un nuovo tetto o modificare lesistente al fine di rendere abitabili i sottotetti, come previsto dalla legge regionale approvata di recente. Tutti gli interventi dovranno rispettare le norme antisismiche e la legge regionale in materia di bioedilizia. Gli edifici non devono essere abusivi e devono essere dotati del fascicolo di fabbricato. Ove non sia possibile la realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria (parcheggi, servizi ecc) ammessa la monetizzazione, con un incremento pari al 50 per cento degli oneri concessori. Nelle borgate gli oneri saranno utilizzati direttamente dai consorzi di auto recupero.
I Comuni potranno ridurre del 30 per cento limporto degli oneri concessori se lintervento riguarda la prima casa.
I premi di cubatura sono aumentati (rispettivamente al 35 e al 20 per cento) nelle zone a pi alto rischio rismico, per favorire gli interventi di messa a norma.
Per quanto riguarda, invece, gli interventi di demolizione-ricostruzione, il premio di cubatura sale al 35 per cento: se vengono realizzate nuove unit immobiliari, il 25 per cento di queste deve essere destinato alla locazione a canone concordato.
Sar possibile realizzare una cubatura maggiore (il 40 per cento) se la demolizione-ricostruzione sar realizzata tramite un concorso di progettazione, a patto che lintervento sia realizzato sulla base del progetto vincitore.
Sono infine previsti interventi per il recupero a fine residenziale dei volumi accessori degli edifici (ferme restando le limitazioni rispetto al volume complessivo delledificio stesso).
Per avviare i lavori baster una dichiarazione di inizio attivit (Dia), se la demolizione-ricostruzione interessa un complesso con volume superiore ai 3.000 metri cubi sar necessario il permesso di costruire.
Le Dia dovranno essere presentate entro due anni dallentrata in vigore della legge.
Programmi di recupero ambientale e di riordino urbano
Si tratta di due strumenti urbanistici collegati agli interventi di demolizione-ricostruzione che potranno essere adottati dai Comuni. In pratica, in presenza di territori pregiati dal punto di vista ambientale, naturalistico, culturale, le amministrazioni locali potranno predisporre dei programmi integrati che prevedano non solo la demolizione-ricostruzione di edifici, ma lo spostamento degli stessi al di fuori dellarea vincolata. In questo caso il premio di cubatura sale fino al 50 per cento. Per quanto riguarda, invece, le zone del litorale, lincremento viene portato al 60 per cento, se la nuova destinazione delledificio sar turistico-ricettiva.
Stesso discorso (ma la cubatura in pi, in questo caso, si ferma al 40 per cento) vale se il programma intergrato interessa una zona urbana da riqualificare o una periferia con presenza di funzioni eterogenee, tessuti edilizi disorganici.
Edilizia residenziale sociale
Per la prima volta si introducono norme sulla cosiddetta edilizia residenziale sociale. In pratica si tratta di un ampliamento delle possibilit di intervento da parte della Regione che non si limiter pi alledilizia agevolata (ad esempio le cosiddette zone 167) e alledilizia sovvenzionata (case popolari), ma potr proporre alloggi in affitto a canone sostenibile o con diritto di riscatto.
La legge prevede la predisposizione di un piano straordinario di durata decennale per realizzare nuove case popolari. Che, dopo i finanziamenti previsti gi nellassestamento di bilancio in discussione nei prossimi giorni, sar finanziato in maniera stabile: a partire dallesercizio finanziario 2010, al piano straordinario sar destinato il 5 per cento del gettito della tassa automobilistica.
Accanto ai classici standard urbanistici, inoltre, viene introdotta una quota che i proprietari delle aree interessate da varianti urbanistiche dovranno cedere ai Comuni il 20 per cento della superficie fondiaria edificabile. Almeno il 50 per cento di queste aree sar destinato alla realizzazione di case popolari.
Previsto un iter semplificato per il cambio di destinazione duso se questo riguarda immobili ad uso non residenziale di propriet dellAter. LAter avr, poi, la possibilit di realizzare alloggi accessibili ai disabili utilizzando il piano terra delle case popolari. Per accelerare la conclusione degli interventi regionali di edilizia residenziale pubblica la Regione stessa potr esercitare poteri sostitutivi nei confronti dellAter in caso di inadempienza.
Prevista, inoltre, per i Comuni, la possibilit di aumentare la previsione edificatoria nelle zone gi destinate a edilizia residenziale pubblica, fermo restando il rispetto degli standard urbanistici. Leventuale eccedenza di tali standard potr essere convertita in edilizia sociale.
Previsti, infine, contributi regionali e mutui agevolati per chi intende acquistare, costruire la prima casa. Misure analoghe per sostenere i progetti di autorecupero. Tali contributi potranno essere richiesti da nuclei familiari con reddito Isee fino a 40 mila euro.
I Comuni potranno istituire commissione per favorire il passaggio da casa a casa.
I beneficiari dei finanziamenti regionale per ledilizia residenziale pubblica, devono curare la redazione del fascicolo di fabbricato.
Il Consiglio ha approvato un ordine del giorno che impegna la giunta a approvare una legge organica sul diritto allabitare entro il mese di ottobre.
Semplificazione delle procedure
Si tratta di norme che tendono a disciplinare in maniera pi semplice liter dei provvedimenti urbanistici. Viene esclusa, ad esempio, la necessit di varianti per quanto riguarda la definizione della viabilit primaria, il reperimento allesterno degli ex nuclei abusivi delle aree per il verde, i servizi pubblici e i parcheggi, il mutamento delle destinazioni duso. Basteranno piani attuativi, con un iter pi semplice e abbreviato rispetto agli strumenti classici. Per quanto riguarda la prevenzione del rischio sismico, infine, la Giunta adotter uno specifico regolamento entro 90 giorni dallentrata in vigore della legge.

(red/07.08.09)
Valle d'Aosta: Ok a Piano edilizia

(regioni.it) L'Assemblea regionale della Valle dAosta del 29 luglio ha esaminato il disegno di legge riguardante le misure per la semplificazione delle procedure urbanistiche e la riqualificazione del patrimonio edilizio regionale, che modifica la normativa 11/1998.
Il provvedimento stato approvato con 26 voti favorevoli, 5 contrari (VdAV/R) e 3 astenuti (PD).
Nello specifico, il testo disciplina l'ampliamento, non superiore al 20 per cento delle volumetrie esistenti, di singole unit immobiliari - che devono avere acquisito il titolo abilitativo edilizio entro il 31 dicembre 2008 - in deroga agli strumenti urbanistici generali. Viene poi consentito l'ampliamento volumetrico fino al 35 per cento delle volumetrie esistenti a condizione che si utilizzino criteri e tecniche di edilizia sostenibile, fonti di energia rinnovabile o misure di risparmio energetico o idrico - considerando che si pu intervenire attraverso la demolizione e ricostruzione di edifici realizzati anteriormente al 31 dicembre 1989. Infine, sar possibile intervenire per la riqualificazione di zone e quartieri con ampliamenti fino al 45 per cento delle volumetrie esistenti, qualora si ricorra a programmi integrati, a intese e a concertazioni promosse dalle pubbliche amministrazioni, oppure con Piani urbanistici di dettaglio (PUD) di iniziativa privata, sempre a condizione dell'uso di tecniche di sostenibilit ambientale.

(red/07.08.09)

http://www.regioni.it/newsletter/newsletter.asp?newsletter_data=2009-08-07&newsletter_numero=1426#art1art1


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