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Per non incenerire anche il nostro futuro, cambiamo aria. Messa al bando degli inceneritori

PETIZIONE NAZIONALE PER LA RIDUZIONE E IL RICICLO TOTALE DEI RIFIUTI E LA MESSA AL BANDO DEGLI INCENERITORI


1. Direttive Europee: primo ridurre e riciclare i rifiuti. Incenerimento non riuso n riciclo
Tutte le Direttive europee sui rifiuti stabiliscono che il problema va risolto con la riduzione/prevenzione dei rifiuti all'origine (vuoto a rendere, liquidi alla spina, compostaggio domestico, etc.), la raccolta separata dei materiali, il riciclo e la produzione di nuove merci, la progettazione di merci pi facilmente riciclabili. Solo in via del tutto subordinata si pu ricorrere a discariche ed inceneritori.
Una furbesca interpretazione di tali direttive fa credere che gli inceneritori (chiamati solo in Italia termovalorizzatori) comportino la riutilizzazione dei rifiuti. In realt, anche se il calore della combustione utilizzato per produrre elettricit, si tratta sempre di inceneritori a bassissimo recupero di energia: riciclare la carta fa recuperare 4 volte lenergia che si produce bruciandola; riciclare le plastiche fa recuperare da 10 a 26 volte lenergia prodotta col loro incenerimento.

2. Inceneritori di RSU non sono centrali termoelettriche
Non vero che un inceneritore simile ad una centrale termoelettrica, che invece progettata per bruciare un combustibile la cui composizione relativamente costante e il cui inquinamento, se si vuole, pu essere analizzato, e in parte ridotto.

3. La separazione meccanica non funziona
La grossolana separazione di una frazione "umida" (ed eventualmente del vetro) dal resto, destinato all'incenerimento, con eventuale sua trasformazione in CDR (combustibile derivato dai rifiuti), sono operazioni mirate soltanto a legittimare i grossi affari associati alla vendita di inceneritori o alla riconversione di vecchie centrali termoelettriche dismesse.

4. Se si brucia carta, plastica e legno, si vanificano le raccolte separate. C' bisogno di riciclare la carta invece di importarla
Gli inceneritori possono funzionare soltanto bruciando materiale combustibile e le frazioni combustibili dei rifiuti sono soltanto carta, plastica, eventualmente legno. Gli inceneritori impediscono perci la possibilit di riutilizzare e riciclare la carta e la plastica. Viene cos anche vanificato il generoso impegno di tante associazioni di volontariato, scuole e famiglie per la raccolta separata dei rifiuti. C unenorme bisogno di riciclo: degli oltre 10 milioni di tonnellate di carta e cartoni "consumati" in Italia, solo poco pi di 2,5 milioni sono riciclati e circa 7,5 milioni vanno in discariche e inceneritori.

5. Inceneritori e riciclo sono due scelte alternative: la Germania lo dimostra
La scelta di costruire inceneritori scoraggia lo sviluppo di tecniche di raccolta separata, frazionamento e arricchimento delle frazioni riciclabili, riciclo e commercializzazione delle merci riciclate, analisi merceologica delle frazioni destinate al riciclo e delle merci riciclate; scoraggia la progettazione di merci, oggetto e macchinari pi duraturi, che generano minori quantit di rifiuti durante la produzione e dopo l'uso, che possono essere usati pi volte, pi idonei ad essere riciclati. Tutte operazioni che potrebbero assicurare occupazione e innovazione tecnico-scientifica. In Germania la riduzione dei rifiuti (-16%) e l'aumento del riciclo degli imballaggi iniziati con il decreto Toepfer del 1991 ha mandato in crisi gli inceneritori programmati e costruiti dal 1980 al 1995.


6. Dai camini degli inceneritori esce la peste del 2000
Con la combustione di rifiuti contenenti carta, legno e plastiche (anche clorurate), si liberano metalli tossici, micro- e nanopolveri, si formano acidi, diossine, Pcb (policlorobifenili), sostanze tossiche e cancerogene, che non sono significativamente filtrate neanche dai pi sofisticati mezzi di abbattimento.
Dai documenti ufficiali Europei risulta che in Italia il 64% delle diossine prodotto dagli impianti di incenerimento.
La normativa inadeguata a tutelare la salute: un inceneritore pu legalmente immettere nellambiente sostanze nocive, compresi cancerogeni certi, in quantit rilevanti, e con controlli assai poco soddisfacenti:
ad esempio, un inceneritore da 800 tonnellate di rifiuti al giorno, rispettando i limiti di legge, emette 504.000 nanogrammi di diossina al giorno, che sono lequivalente della dose massima giornaliera di 720.000 adulti.
Le emissioni degli inceneritori sono una delle cause principali (subito dopo il traffico) del moltiplicarsi di malattie degenerative in Europa, con enormi costi sociali. Perci, come chiedono, tra gli altri, lOrdine dei Medici francesi e quello dellEmilia Romagna, gli inceneritori vanno messi al bando.

7. Le ceneri sono un quarto dei rifiuti inceneriti, vanno in discariche pi pericolose e pi costose
Gli inceneritori lasciano un residuo (circa il 25% in peso dei rifiuti trattati) di ceneri, contenenti sostanze chimiche pi facilmente solubili in acqua dei rifiuti originari. Tali ceneri devono essere smaltite in discariche molto pi sicure di quelle ordinarie. Costruire inceneritori comporta quindi costruire anche discariche, con ulteriori effetti ambientali su acque superficiali e sotterranee.

8. La convenienza economica dell'incenerimento una truffa pagata con le nostre tasse
Incenerire i RSU costa molto pi che raccoglierli separatamente e riciclarli: da 100 a 300 euro a tonnellata.
La "convenienza" economica sta tutta nella truffa del finanziamento statale che paga,con i nostri soldi, l'energia elettrica prodotta dagli inceneritori circa 18 cent al KW/h, oltre 4 volte il suo prezzo di mercato. E' un conto truccato che paghiamo noi cittadini con le tasse e le bollette.

9. Verso Rifiuti Zero con la raccolta differenziata porta a porta
In Italia molte decine i comuni, non solo piccoli, superano l80% di raccolta differenziata e qualcuno sta puntando a superare il 90%. Questi risultati si ottengono con una buona informazione e coinvolgimento degli abitanti, un sistema di raccolta domiciliare, fatto porta a porta, in giorni diversi per tipi di rifiuto diversi; cos si facilita al massimo il riciclo e, rivendendo i vari materiali alle industrie di carta, vetro, metalli ecc. si riducono i costi complessivi e le tasse sui rifiuti. Anche il residuo finora chiamato non riciclabile viene ora trasformato, con tecnologia italiana, in una sabbia per arredi da esterno e calcestruzzi.
Investendo meno di 1 miliardo di euro, il governo pu servire con la raccolta domiciliare i 45 milioni di italiani che ancora non lo sono, creando 200.000 posti di lavoro, invece di investire 10-15 miliardi di euro in inceneritori e loro discariche, con soli 3.000 occupati: la ricaduta occupazionale del riciclo rispetto allincenerimento di 1000 posti a 1. Questa economia verde.

10 Verso Rifiuti Zero: paghi meno chi fa meno rifiuti
I rifiuti si riducono ulteriormente se le tariffe non sono legate alla dimensione degli alloggi o al numero del nucleo famigliare, ma alla quantit di rifiuto non riciclabile conferito.
Ulteriori sconti possono riguardare chi composta nel proprio orto gli scarti organici di cibo o potature e i genitori che addottano per i neonati i pannolini lavabili.
(a cura di Michele Boato)



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