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Petizione Online - LIBERI DALLE SCORIE
www.ilquotidianodellacalabria.it

Petizione Online, "Liberi dalle scorie" alle 09.30, superate le sette mila adesioni

http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/petizione_liberi_dalle_scorie.html

Calabria radioattiva. Il Quotidiano lancia una petizione per rimuovere i veleni dal mare e dalla terra. Sul nostro sito web o via posta puoi sostenere il documento da inviare a Berlusconi "Liberi dalle scorie, firma anche tu".
Petizione Online, "Liberi dalle scorie" alle 09.30, superate le sette mila adesioni 06/10/2009 Continua a crescere di giorno in giorno il consenso attorno alla petizione online lanciata da "Il Quotidiano della Calabria" per chiedere al Governo nazionale, un intervento diretto a rimuovere dal sottosuolo e dal mare calabrese le scorie radioattive che le 'ndrine vi hanno sepolto nel corso degli anni, alle 09:30 del quarto giorno, sono state superate le 7.000 adesioni. Le scoperte degli ultimi mesi sull'immenso quantativo di rifiuti tossici che sarebbe presente al largo delle coste calabresi e nel sottosuolo di alcune zone della nostra regione, hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica dati sconcertanti generando una reale preoccupazione per la salute di tutti.
Il Governo, in queste condizioni, deve necessariamente intervenire perch l'emergenza che si sta generando un problema nazionale sentito da tutti.
Ci lo testimonia anche il fatto che stanno aderendo alla petizione on line cittadini da ogni parte d'Italia e del mondo pronti a scendere in campo al fianco del Quotidiano e della Calabria per un battaglia a tutela della salute e della giustizia.

Il dato complessivo va depurato di una ventina di sottoscrizioni che da parte de Il Quotidiano sono state appurate come invalide o perch doppie o perch la procedura di firma non stata portata a termine in modo corretto.
Queste ripetizioni e questi errori resteranno comunque nella lista a garanzia della sua intangibilit e integrit.

Calabria Radioattiva

di MATTEO COSENZA


La pi grave delle sciagure incombe sulla Calabria: un nemico oscuro che pu attentare,se non lo ha gi fatto, alla salute di tutti. Ed questa gravit a spingerci a realizzare l'iniziativa che lanciamo oggi. Da ormai un mese non parliamo che di veleni, di materiali radioattivi, di mare a rischio, di navi trasformate in bombe chimiche, di suoli violati e, quindi, infidi. Lo facciamo ininterrottamente da quel pomeriggio in cui si ebbe la conferma che il sospettato relitto si trovava esattamente nel luogo indicato al largo di Cetraro, con il suo carico malefico di cui immagini pi o meno nitide di fusti indicavano la presenza. Lallarme che da anni aleggiava su questa terra e sul suo mare si materializzato e allora tutti gli altri sospetti, le soffiate, le confessioni di pentiti pi o meno credibili e soprattutto i silenzi assordanti di chi sa e tace hanno assunto proporzioni enormi. Si capito che la Calabria, complici i suoi figli degeneri - quella 'ndrangheta vile e senza onore che il cancro diquesta terra - stata probabilmente la pattumiera di tutte le schifezze indigeste del nostro Paese e non solo. Tutto da accertare, dalla quantit e qualit dei materiali scaricati in mare o sotto terra all'entit dei danni prodotti alla natura e alla gente. E quello che accade non riguarda solo la Calabria, per quanto qui si avrebbero le conseguenze peggiori, ma l'Italia intera: una faccenda pi grande di Seveso,che pure rappresenta la pi grande emergenza ambientale della nostra storia. Occorre, dunque, un grande impegno della comunit nazionale e segnatamente del Governo per garantire nell'immediato la ricognizione puntuale di tutte le aree a rischio, marine e terrene, la bonifica e tutto quello che serve a rassicurare la gente anche eventualmente in termini di prevenzione e cura. Mentre, naturalmente, si devono accertare tutte le responsabilit e perseguire gli autori e i mandanti di quanto accaduto, chiarendo fino in fondo il ruolo dei servizi segreti. In secondo luogo, pur tra allarmi e preoccupazioni crescenti, da pi parti stata rilevata una singolare assenza di iniziative da parte della collettivit. Le mamme di Crotone, che protestano per chiedere la sicurezza dei loro figli che studiano e vivono su terreni compromessi dalle scorie dell'industria che fu, sono un'eccezione. Non mancano le dichiarazioni o le interrogazioni di forze politiche e parlamentari, ma il rituale il solito. D'altro canto mancano le sedi e i luoghi che una volta consentivano alla gente di partecipare alla vita collettiva. In questi giorni ne abbiamo discusso, anche con associazioni dalla storia consolidata come Legambiente, e da questi due elementi - la dimensione del problema e l'assenza di una adeguata iniziativa pubblica - nata l'idea della petizione al Governo. Non contiene proclami o considerazioni, bens ricorda asciutti dati di fatto e soprattutto chiede interventi precisi: la Calabria non pu essere lasciata sola perch, anche volendo, non ha gli strumenti, le risorse e le competenze per affrontare un'emergenza strutturale di queste proporzioni. Tocca allo Stato, finch riusciremo a garantirne l'unit da Nord a Sud,fare la sua parte. E la deve fare non solo perch suo dovere, non solo perch lo chiedono le autorit pubbliche ma perch lo invoca un'intera comunit che vittima di immondi traffici nazionali e internazionali. Ci auguriamo che siano in molti a firmare la petizione. I primi che lo hanno fatto sono calabresi che amano e onorano la loro terra e che con entusiasmo hanno sottoscritto questo atto di fiducia e speranza. Per rivendicare il diritto a una Calabria libera dalle scorie chiediamo a tutti di firmare. Baster collegarsi al nostro sito www.ilquotidianodellacalabria.it, cliccare il banner Liberi dalle scorie e seguire le poche,semplici istruzioni, oppure utilizzare il tagliando che trovate sul giornale, compilarlo e farlo pervenire via fax (0984853893) o per posta o consegnandolo direttamente alle nostre redazioni. Le adesioni presentate attraverso il tagliando saranno trasferite sul sito e l contate e registrate. Ogni giorno sarete informati attraverso il giornale e il sito sull'andamento della sottoscrizionee tra qualche settimana la petizione con tutte le firme sar consegnata a Palazzo Chigi dove una terra poco ascoltata per colpe sue e per responsabilit esterne potr far sentire chiara e possente la sua invocazione di aiuto.

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