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L'AQUILA - Tarantini, i fratelli Calvi e gli affari sul G8 de L'Aquila. Gian Michele è il braccio operativo di Bertolaso in Abruzzo
di Antonio Massari
“Il Fatto Quotidiano”, 9 feb. 2010




C’è un filo rosso che lega Gianpi Tarantini con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Un filo rosso che va seguito passo dopo passo. Incontro dopo incontro. Data dopo data. E che trova un punto di congiunzione in Gian Michele Calvi, “braccio destro” di Bertolaso, fratello di quel Gian Luca Calvi, amministratore delegato della “Myrmex”, che ha rilevato l'azienda della famiglia Tarantini. Gian Michele Calvi oggi è uno degli uomini più potenti della Protezione Civile: professore universitario dell'Università di Pavia, al dipartimento di Meccanica struttura-le, nonché direttore dell'Eucentre, organismo fondato dalla Protezione Civile, oggi dirige il progetto C.A.S.E., ovvero la ricostruzione post terremoto dell'Aquila. Un progetto che riguarda ben 183 edifici: 4.600 appartamenti per 17mila persone . Appalti per 695 milioni di euro. E ora torniamo a Tarantini. Lasciamo sullo sfondo le escort che “Gianpi” presentava al premier. Teniamo a mente, piuttosto, il suo obiettivo: “Gli ho solo chiesto di presentarmi il responsabile della Protezione Civile, il dottor Guido Bertolaso, in quanto volevo che Enrico Intini (noto inprenditore pugliese, ndr), mio amico, con il quale avevo stipulato un contratto di collaborazione, potesse esporre, allo stesso Bertolaso, le competenze del suo gruppo industriale, nella prospettiva di poter lavorare con la Protezione Civile. Una sera Berlusconi mi presentò Bertolaso, con il quale, in seguito, mi sono incontrato unitamente a Intini”. Tarantini spiega che affari non ce ne furono. Ma restiamo alle cronache di quei giorni. È lo stesso Intini che spiegherà – al Corriere della Sera – d'aver firmato una consulenza da 150mila euro a Tarantini. Intini – con la sua SMA – si occupa anche di “costruzioni generali, sistemi e servizi per la protezione ambientale e la gestione dei rischi naturali”. Ambiti che ben s'inseriscono negli affari che la Protezione Civile affida in appalto. La consulenza offerta da Intini viene raccolta, da Tarantini, con una sua nuova società: la C&G Consulting. Diamo un'occhiata alle date e ai nomi di questa storia. L'incontro a Palazzo Grazioli, tra Gianpi e Bertolaso, secondo una testimone, avviene il 2 dicembre 2008. Bertolaso, attraverso il suo staff, smentì l'episodio (ricostruito la scorsa estate da la Repubblica). Ma torniamo alle date. Soltanto un mese prima della cena in questione, Berlusconi, emana un'ordinanza. È la n° 3170, firmata il 31 ottobre 2008, riguarda la Protezione Civile e – per la precisione – il “G8”. Berlusconi sostuisce il terzo “soggetto attuatore” in pochi mesi. Dal 19 marzo al 13 giugno 2008, il “soggetto attuatore” di tutte le opere del “G8” è Angelo Balducci. Il 13 giugno, un'ordinanza del premier, lo sostituisce con l'ingegnere Fabio De Santis. Il 31 ottobre, l'ennesima capriola: fuori De Santis, dentro Gian Michele Calvi, che diventa il nuovo braccio operativo della Protezione Civile per il summit degli 8 grandi della terra. Siamo a ottobre e, come sappiamo, Gianpi ha già portato decine di donne a Berlusconi. Inclusa Patrizia d'Addario. Inizia a chiedere il conto: vuole conoscere Bertolaso. E in quel momento, come adesso, il braccio destro di Bertolaso si chiama Gian Michele Calvi. Di lì a poco – causa il terremoto dell'Aquila – avrà tra le mani i cordoni della borsa: parliamo di oltre 600 milioni di euro. Esclusi gli appalti coperti da segreto di Stato per il G8: per il summit, sul sito della Protezione Civile, scopriamo che si spendono, soltanto per il “rimborso oneri pubbliche amministrazioni”, ben 41 milioni di euro. Si scopre anche che un appalto per la ristorazione, nel novembre 2008, viene affidato a una società partecipata da Tarantini, la “Prod.eco. Srl”. I soci di maggioranza, però, dicono di non sapere che “Gianpi” avesse una quota nelle società partecipate. E aggiungono che l'appalto arrivava dall'Arma dei Carabinieri. In realtà, il dato più interessante, è un altro: Gianpi, proprio a ridosso degli incontri con Bertolaso, siamo a dicembre 2008, costituisce la sua nuova società, la “G&C Consulting”, con la quale abbandona le protesi sanitarie e ottiene una consulenza dalla SMA, di Enrico Intini, che, come abbiamo visto, si occupa di un business molto vicino al settore della Protezione Civile. La società nasce il 20 gennaio. Tre settimane dopo gl'incontri con Bertolaso. E il soggetto attuatore per il “G8” a l'Aquila, in quel momento, è Gian Michele Calvi. È lui l'uomo che controlla appalti per centinaia di milioni di euro. Sei mesi dopo, però, scoppia lo scandalo d'Adda-rio. Tarantini è bruciato. La G&C Consulting non chiude un solo affare. E anche la società di famiglia, la Tecno Hospital, versa in gravi condizioni. Ma a rilevarla – con un atto, citiamo testualmente, “di trasferimento di proprietà o godimento d'azienda” - è la Myrmex di Gian Luca Calvi. Fratello di Gian Michele, il braccio destro di Bertolaso. La “Myrmex” “s'impegna ad acquistare”, per 300mila euro, i beni mobili, inclusi il software, ed esclusi debiti e crediti. E il filo rosso si chiude. Ritorna, da Tarantini, agli uomini vicini a Bertolaso e Berlusconi. Nessun reato. Soltanto questo strano filo rosso.
Sperperi. La procura di Roma indaga sul summit
di Rita di Giovacchino, ivi
Nuova inchiesta sugli appalti del G8 alla Maddalena. La procura di Roma vuole vedere chiaro sullo sperpero di quei 300 milioni destinati a trasformare l'ex base Nato in un villaggio a cinque stelle che, nel luglio 2009, avrebbe dovuto ospitare i potenti del pianeta. Il fascicolo, aperto dal procuratore capo Giovanni Ferrara e affidato al pm Sergio Colaioccio, è ancora contro ignoti ma presto potrebbero esserci degli indagati. I reati ipotizzati vanno dall'abuso di ufficio alla corruzione. Nel mirino sono finite le procedure firmate dall'allora commissario straordinario Angelo Balducci, ex braccio destro di Bertolaso, poi promosso a presidente del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici. I magistrati vogliono fare luce sui legami più o meno diretti tra Balducci, alcuni suoi familiari e le società di costruzione. La nuova indagine potrebbe anche assorbire il filone fiorentino nato dalle intercettazioni del Ros sugli appalti cui era interessato Salvatore Ligresti e su quello di Tempio di Pausania mai eseguito.



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