LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

TOSCANA - Ricerca e tecnologia, la ricetta degli atenei. Firenze, Pisa e Siena: ecco le richieste dopo l'accordo con la Regione
LAURA MONTANARI
MARTEDÌ, 09 FEBBRAIO 2010 LA REPUBBLICA - Firenze






L'ACCORDO fra la Regione e le tre università per ora è una bella cornice a cui manca la tela. Una scatola vuota dove ognuno può immaginare di metterci quel che serve.E da Sienaa Pisaa Firenze le necessità certo non mancano. La lista della spesa è lunga come i desideri in tempi di crisi. Pisa chiuderà il bilancio 2010 in pareggio, almeno stando alle previsioni, ma è l'unica. Le altre due annaspano in conti imbevuti di segni meno: Firenze prevede un deficit di 18 milioni di euro e se la caverà vendendo qualche altro immobile, Siena riesce a fare peggio con un deficit di 32 milioni di euro (senza contare la montagna di debiti pregressi). Una strada per riossigenare le finanzeè quella di vendere alla Regione gli immobili ospedalieri: le cliniche di Careggi e quelli delle Scotte. Ma questo potrebbe essere il salvagente immediato, la ciambella per restare a galla. Il futuroè altrove. L'accordo con la Regione guarda allo sviluppo e investe la riorganizzazione dell'intero settore universitario a cui si chiede di rendere razionale l'offerta formativa eliminando quei corsi doppio tripli con pochi iscrittia 50 o a 100 chilometri di distanza.

«Questo è possibile, ma non sarà facile perché ciascuna università si porta dietro una storia e delle radici - spiega Marco Pasquali, rettore di Pisa - Però possiamo cominciare a ragionare in termini di sinergia per le lauree magistrali dove può essere utile unire le forze». Pisa che non ha da vendere immobili alla Regione pensa a un intervento a sostegno mirato per esempio sui macchinari: «Per fare ricerca ci servono attrezzature sempre più moderne e sofisticate, investimenti che vanno in questa direzione potrebbero essere molto utili» prosegue Pasquali. Da Pisa anche il desiderio di un finanziamento pluriennale per posti da ricercatore: «Sarebbe un modo per non fermare il reclutamento e il necessario ricambio generazionale» aggiunge Pasquali che immagina un ricercatore pagato dalla Regione per alcuni anni, ma in pianta organica dell'ateneo che si accollerà il suo stipendio quando cesserà il finanziamento regionale. Un'idea che piace al rettore di Siena Silvano Focardi che al momento ha però un altro problema: vendere in fretta le Scotte (100110 milioni di euro il valore stimato degli immobili) per far cassa.

Intanto Siena, assieme a Firenze, sta portando avanti un progetto coordinato per la laurea specialistica di Odontoiatria: «La sede di iscrizione al corso sarà a Firenze, unico anche il concorso, Firenze e Siena i luoghi delle lezioni e docenti interscambiabili fra i due atenei. Questo è un primo esempio di come, in sinergia, si possa risparmiare tenendo alta la qualità dell'offerta formativa» precisa Focardi. Secondo il prorettore dell'università di Firenze Marco Bellandi uno dei settori in cui la Regione dovrà intervenire per aiutare gli atenei sarà quello della ricerca e del trasferimento tecnologico: «E' stato creato presso l'Irpet un osservatorio per la ricerca e l'innovazione per fare il punto su quello che già esiste in Toscana e valutare poi quello che resta da fare». Altra area di intervento è quella delle biblioteche: «Un sistema coordinato invece degli attuali tre disgiunti sarebbe un grosso aiuto» dice ancora Focardi. La Regione in cambio degli aiuti chiede una rappresentanza dentro le accademie e quello che in un primo momento pareva un attacco all'autonomia universitaria oggi è un nodo superato: «Nessun problema, nel nostro consiglio di amministrazione siede già un rappresentante della Toscana» dice Focardi e Pasquali aggiunge: «Non è detto che debba sedere in cda potrebbe far parte di altri organismi di controllo sulla spesa». Il nodo vero sarà quello di tagliare i corsi di laurea fotocopie cosa che significa toccare i delicati equilibri accademici. E' lì il punto critico della sfida e da lì comincerà la battaglia, dalle elezioni in poi.

Il candidato/1. Rossi: "Adesso stop alle operazioni immobiliari"

L.M.


«L' UNIVERSITÀ deve fare la sua parte diventando sempre più efficiente e razionale e, voglio dirlo chiaro, credo che la Regione non debba più fare operazioni immobiliari per rimettere a posto i bilanci delle università». Così dice l'assessore regionale alla salute e candidato del centrosinistra Enrico Rossi in un incontro con i giovani del Pd dedicato agli atenei del territorio.

Ieri mattina Rossi è andato in visita al polo universitario di Sesto Fiorentino incontrando i responsabili dei vari centri di eccellenza a cominciare dal Lens: «Sono qui per capire cosa può fare la Regione per sostenere il mondo dell'università e della ricerca, vista anche la latitanza del governo nazionale su questo tema. Una richiesta che ho sentito spesso e che trovo giusta è la creazione di un ufficio regionale a Bruxelles che monitori tutto ciò che si muove a livello europeo, dalle novità nella ricerca ai bandi della Ue».

Rossi, i tre atenei generalisti della Toscana hanno appena firmato un accordo con la Regione. «Penso che sia importante procedere come si è fatto sulla sanità. Dobbiamo ragionare in termini di sistema integrato sapendo che siamo una regione di 3,6 milioni di persone e che le università devono coordinarsi perché i fondi vista la politica che sta facendo il governo nazionale diminuiranno ancora e gli atenei dovranno affrontare una situazione drammatica dal punto di vista dei finanziamenti».

Traduca con un esempio cosa significa «sistema integrato».

«Se il politecnico di Milano e di Torino si mettono insieme per fare dei corsi perché non lo possono fare Firenze, Pisa e Siena? Mi chiedo, tanto per fare un esempio: è necessario avere tre facoltà di Ingegneria che svolgono corsi simili? o è meglio che si specializzino in settori diversi?» Sulla carta, conoscendo il mondo accademico, si possono immaginare delle resistenze.

«Il processo di integrazione e coordinamento dei corsi è necessario così come è importante per la Regione valutare poi gli interventi che si fanno e i risultati raggiunti. Non siamo il Bancomat dell'università. Abbiamo investito molto sulla ricerca applicata e continueremo a farlo perchéa quellaè legata l'innovazione e la ricaduta sul territorio.

Può essere il motore dello sviluppo».


Il candidato/2. Faenzi: "Niente copertura a chi ha gestito male"

L.M.


MONICA Faenzi, candidata del centrodestra per la presidenza della Regione. Le università toscane sono in difficoltà anche per via dei tagli ai finanziamenti ministeriali: a suo avviso cosa può fare la Regione? «Cambiare la politica che ha fatto fino a questo momento.

La Regione non deve acquistare gli immobili per mettere una pezza ai bilanci degli atenei. Io sono d'accordo con la politica del ministro Gelmini: nessuna copertura a chi ha gestito male le università. Gli atenei hanno la loro autonomia e devono camminare da soli».

Sì, ma il governo ha tagliato i fondi per il funzionamento ordinario e sulla ricerca, come si vede chiaramente dai dati nazionali, non scorrono certo fiumi di denaro.

«Ripianare i conti dell'università non è comunque un compito della Regione. La Regione investa piuttosto su una politica di diritto allo studio, investa per dare case e alloggi agli studenti e non costringerli a pagare affitti altissimi per un posto letto».

E per quanto riguarda la ricerca? «La Regione investa sulla ricerca applicata lavorando poi su come i risultati possano essere spendibili sul mercato».

E' quello che è stato fatto nell'accordo sui brevetti dell'area biomedica.

«Veramente io sto pensando a lanciare un altro progetto».

Quale? «Un voucher. L'idea sarebbe quella di mettere a disposizione delle imprese che ne facciano richiesta un assegno da spendere nella ricerca tecnologica presso le università. Ma non voglio dire di più perché questo progetto intendo svilupparlo nel corso della campagna elettorale».

A suo avviso il voucher aiuterà a migliorare il rapporto tra ricerca universitaria e territorio con una ricaduta su quest'ultimo? «Penso che possa essere una soluzione. Fino ad oggi si è pensato a un intervento che partisse dai laboratori universitari e si facesse strada sul territorio. Io penso a ribaltare il sistema: partiamo dalle necessità delle imprese e vediamo a chi si rivolgono per sviluppare progetti innovativi e ricerca applicata dentro i vari atenei della toscana



news

25-02-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 25 febbraio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news