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Il Piano casa decolla a fatica ma c’è tempo fino al 2011
Giovedì 11 Febbraio 2010 L'ARENA




VILLAFRANCA. Il bilancio dell’amministrazione: dall’autunno a oggi solo 30 richieste presentate, di cui 20 già avviate





Faccioli: «Riceviamo domande da molte famiglie interessate agli ampliamenti» ma la crisi economica fa rinunciare ai lavori

La montagna ha partorito un topolino. Il Piano casa è entrato in vigore, ma per ora non decolla. Secondo le previsioni, della nuova legge doveva approfittare l’85 per cento della popolazione italiana: i cittadini con abitazioni di proprietà. Sono stati in pochi invece a sfruttare sinora la possibilità di ampliare o ricostruire la propria casa. Nel comprensorio, solo Villafranca spunta dati a due cifre: all’ufficio tecnico è depositata una trentina di pratiche, di cui 20 già istruite. Nei Comuni limitrofi le domande si contano sulle dita di una mano. «C’è molto interesse», spiega il sindaco di Villafranca, Mario Faccioli. «Parecchi cittadini chiedono informazioni, soprattutto per gli interventi di ampliamento». C’è ottimismo a palazzo. L’applicazione della legge, però, si scontra da un lato con le esigue disponibilità economiche delle famiglie, dall’altro con la mancata attuazione dello snellimento burocratico che il Piano prometteva agli esordi. La legge, partita in primavera dal Governo, è passata in estate in Regione e in autunno di Comune in Comune. Molte tappe, che l’hanno snaturata.
Il Piano casa a Villafranca è stato recepito in maniera integrale. «Non abbiamo posto prescrizioni o limiti», continua Faccioli, «se non quelli imposti dalla Regione per la tutela di beni ambientali, culturali e storici». Le richieste potranno essere presentate entro l’11 luglio 2011.
Cosa si potrà fare? A Villafranca il Piano casa non si può applicare ai centri storici e nelle aree vincolate, in aree inedificabili o tutelate. Sono esclusi gli edifici abusivi con obbligo di demolizione e quelli a destinazione commerciale, se volti a eludere le disposizioni sulla programmazione di centri commerciali; quelli in aree ad alta pericolosità idraulica.
Il centro storico di Villafranca resta blindato. Idem per quelli delle frazioni. Escluse dal Piano le corti di antica origine e le unità residenziali a valore storico ambientale nel parco del Tione. Fuori gli otto Piruea insistenti sulle vie Vivenza, Volturno, Troiani, Fantoni, e sulle aree ex Publigas, Metropol, Mazzi di Dossobuono e in via Pellico a Quaderni; fuori anche i Pua (Piani urbanistici attuativi), gli edifici in zona F “servizi aeroportuali”, attività industriali o produttive in contesti residenziali e urbani, edifici non residenziali in zone agricole.
Negli altri casi si può ampliare un’abitazione del 20 per cento del volume. Il volume aumenta del 10 per cento se si utilizzano fonti di energia rinnovabile. Se la casa è di prima del 1989, la percentuale sale al 40 se l’edificio viene demolito e ricostruito utilizzando tecniche di edilizia sostenibile. Nelle case a cortina (attaccate le une alle altre, con la sola facciata esposta alla strada) sarà possibile recuperare il sottotetto con una sopraelevazione.



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