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LIVORNO. Ospedale: «Si può tornare indietro»-L’Osservatorio chiede a Regione, Comune e Provincia di adottare una variante
ALESSANDRO GUARDUCCI
12 febbraio 2010, IL TIRRENO - LIVORNO

Firmato l’esposto-denuncia. «L’iter di approvazione per la costruzione a Montenero non è regolare»

E’ stato firmato ieri mattina a Palazzo Granducale (non nella sala Nomellini e neppure nel salone del consiglio, inutilizzabili - secondo la Provincia - nel periodo elettorale per questo genere di iniziative, ma nella saletta “prestata” in extremis dal gruppo consiliare di Rifondazione Comunista) l’esposto-denuncia sul nuovo ospedale di Montenero.
A sottoscrivere l’atto - che ha anche il sostegno di Medicina Democratica e di Senza Soste - sono stati Daniela Bertelli, Daria Faggi, Leonardo Bertelli, Ignazio Monterisi (per l’Osservatorio trasformazione urbane), Stefano Romboli e Enrico Pompeo (per l’Assemblea permanente per la partecipazione). Ma altre firme potrebbero aggiungersi prima della sua notifica, che dovrebbe avvenire presumibilmente nella mattinata odierna.
L’esposto, indirizzato ai presidenti Claudio Martini e Giorgio Kutufà, si propone un duplice obiettivo dal punto di vista giuridico: ottenere da Regione Toscana e Provincia la sospensione degli atti finora approvati nel procedimento per la realizzazione del nuovo ospedale (primo fra tutti la delibera del consiglio cimunale sulla localizzazione a Montenero) “per la grave violazione della legislazione urbanistica”. E come immediata conseguenza, “la necessità di adottare, prima di procedere alle scelte di localizzazione del nuovo ospedale, quantomeno una variante al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico seguendo la prassi e le disposizioni dettate dalla legge regionale in vigore”.
Già, ma in concreto, come possono concretizzarsi queste due soluzioni? «L’esposto sarà consegnato al sindaco Alessandro Cosimi e ai soggetti che sono protagonisti dell’operazione del nuovo ospedale - spiega uno dei firmatari, Leonardo Bertelli - Questo perché in fase di autotutela abbiano la possibilità di correggere gli errori fatti finora».
«Oggi chi svolge l’azione di governo non riesce più ad ammettere un errore - intervengo Daria Faggi e Daniela Bertelli - Speriamo che in questo caso possano ravvedersi: serve una conferenza dei servizi tra Regione, Provincia e Comune per verificare se tutti gli atti finora approvati corrispondano o meno al piano strutturale, al piano sanitario, etc.: noi siamo convinti che la procedura non sia corretta e quindi speriamo che ci sia la volontà di riaprire un nuovo percorso con una variante al regolamento urbanistico per la scelta della localizzazione dell’ospedale. Perché di fatto è stata decisa una variante saltando il passaggio obbligato di un’adozione formale, da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale e alla verifica del governo regionale dopo i tempi stabiliti dalla legge per le osservazioni dei cittadini».
Insomma, per i rappresentanti dell’Osservatorio, tornare indietro sulla scelta dell’ospedale di Montenero è ancora possibile. Anche se ci sarà da fare i conti con l’accordo di programma tra Regione Toscana, Comune e Asl 6 previsto per la fine del mese: insomma, il tempo stringe.

URBANISTICA
Gruppo di lavoro con 60 aderenti e un manifesto



LIVORNO. L’Osservatorio territoriale sulle trasformazioni urbane di Livorno è un gruppo di lavoro composto da professionisti (legali e architetti, ma non solo) e da cittadini in vario modo competenti e portatori di esperienze, culture e sensibilità riguardanti le tematiche del governo del territorio. E’ nato sotto l’impulso di Sergio Nieri, il volto più noto tra i membri fondatori (forte di una precedente esperianza con l’Osservatorio Civile), e grazie all’impegno congiunto di associazioni (fra cui Sequenze Culture, Agire Verde, Cittadinanza Attiva), comitati civici (Salute e Ambiente, Difesa Teatri e Cinema) e sindacati della casa (Unione Inquilini).
Sotto la lente di ingrandimento di questo gruppo sono finite tutte le principali operazioni di trasformazione urbana, a cominciare ovviamente dalla Porta a mare (l’Osservatorio ha sostenuto il ricorso al Tar), per poi proseguire con il progetto di riqualificazione del Luogo Pio, la Stu Nuovo Centro, l’abbattimento del cinema Odeon, il terminale off-shore, fino ad arrivare all’attualità con il monitoraggio sul piano strutturale. Nel 2007, poi, è stato messo a punto un manifesto dal titolo “Per la città nuova”, a cui hanno aderito numerosi professionisti e anche noti esponenti politici: Daniela Bertelli, Antonio Breschi, Paolo Bruciati, Fosco Cavallini, Davide Burchi, Fosco Cavallini, Guido Cei, Giovanni Ceraolo, Daria Faggi, Paolo Gangemi, Vito Lo Piccolo, Francesco Marani, Ignazio Monterisi, Mauro Parigi, Salvatore Picardi, Graziella Pierfederici e Marco Sisi. Alcuni di questi nomi - come si legge nell’articolo a fianco - sono impegnati in prima linea nella vicenda del nuovo ospedale in quanto firmatari dell’esposto. Ad oggi riunisce una sessantina circa di aderenti.

LOCALIZZAZIONE
Mancano degli studi approfonditi



LIVORNO. L’Osservatorio per le trasformazioni urbane ritiene che il nuovo ospedale possa essere realizzato nell’area del vecchio ospedale e zone limitrofe. Ma soprattutto ritiene sbagliata la scelta di Montenero. «Non è stata fatto nessuno studio approfondito - spiega l’architetto Leonardo Bertelli - sugli effetti che il nuovo insediamento produrrà sugli equilibri generali della città. Non ci dimentichiamo che il nuovo ospedale si porterà dietro una serie di servizi che ricadranno sul territorio di Montenero e Ardenza: in questa maniera continueremo a consumare altro territorio, mentre sarebbe assai più utile reinvestire sulla città esistente. Senza tralasciare il problema della sostituzione delle residenze per anziani: temnpistica e modalità non sono state chiarite».

I COMMENTI
Così il sindaco ci ha dato ragione



LIVORNO. «Il sindaco, almeno in parte, ci ha dato ragione». I rappresentati dell’Osservatorio - che protestano per “l’assenza di un percorso partecipativo” - commentano con un pizzico di soddisfazione l’intervento del sindaco sul Tirreno. E spiegano: «Cosimi ha detto che la trasformazione del vecchio ospedale verrà effettuata con una variante generale al Piano Strutturale. Ma questa operazione è strettamente correlata con la realizzazione del nuovo ospedale a Montenero, per la quale - però - il sindaco ha dichiarato che non è necessaria una variante urbanistica. Noi riteniamo che le cose non stiano così: la variante è necessaria per entrambi gli interventi. Ecco perchè dal punto di vista delle norme urbanistiche, la scelta della localizzazione è illegittima».



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