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TOSCANA - GROSSETO. Recupero del territorio: interventi di grande valenza storica, economica e culturale
SABATO, 13 FEBBRAIO 2010 IL TIRRENO - Grosseto



Illustrati alla presenza del presidente Martini





RICOSTRUITE LE PORTE VINCIANE



Intervento delle “porte vinciane”
Progettato dal Consorzio Bonifica Grossetana con il lotto n.254, consiste nella ricostruzione, in chiave moderna, dell’impianto di paratoie collocato presso il ponte sul canale Essiccatore in prossimità della sua confluenza con il fiume Ombrone vicino allo sbocco in mare. Tale zona è delimitata a nord dall’argine sinistro dell’Ombrone, ad est e sud dal Mare Tirreno e dal bacino scolante dell’idrovora di S. Paolo e ad ovest dai monti dell’Uccellina. L’intervento assume una triplice valenza: ambientale, economica per agricoltura locale e storica in quanto unisce un’opera per la difesa dal cuneo salino con il recupero di una struttura di valore storico e paesaggistico.
Con la chiusura delle “porte” si determina un maggior livello liquido nel canale Essiccatore e nei confluenti Perazzeta e Barbicato, per un tratto di circa mt.10.000 e un innalzamento liquido tale da aumentare il volume di invaso nel sistema di oltre 150.000 mc, portando l’invaso totale a circa 200.000 mc.
L’intervento riveste particolare importanza anche sotto l’aspetto della lotta alla risalita del cuneo salino interrompendo l’ingresso di acqua salata o salmastra che, per effetto delle maree, risale il canale e va a mescolarsi con le acque dolci; lo sbarramento impedisce il propagarsi del cuneo salino nelle zone interessate da tale bacino e favorisce l’infiltrazione di acqua dolce nelle falde.
Il sistema comprende anche un quadro di regolazione e controllo di tutti i parametri di funzionamento delle porte (elettrici ed idraulici) che sarà in grado di memorizzare i dati su supporti fissi e trasmettere le informazioni ad unità remote.
La regolazione del livello di monte avviene tramite l’opportuna apertura di due porte a saracinesca, funzionanti sotto battente, poste nello sbarramento centrale; detti organi hanno anche lo scopo di facilitare l’apertura delle porte in presenza di ostruzioni nella zona antistante il manufatto e saranno comandate sia dal sistema automatico di apertura e regolazione che manualmente.
L’importo complessivo dei lavori è stato di 660.880,35, totalmente coperto dalla concessione della Regione Toscana.

L’incontro con il Presidente Martini.
Un incontro che è stato caratterizzato anche dalla “posa della prima pietra” relativa ad un altro importante intervento nella zona di Bocca d’Ombrone finalizzato alla difesa della costa e dell’entroterra nella zona di Alberese compresa la pineta granducale.
Oltre al forte arretramento della linea di riva, in questo tratto di costa si osserva che, durante le mareggiate, l’acqua di mare invade il territorio depresso retrostante, non più protetto dalla duna naturale e dall’argine artificiale costiero in pietrame (che era stato realizzato a difesa), risale i canali di bonifica con effetti di progressiva moria delle specie vegetali presenti, dai pascoli alla pineta Granducale di Marina di Alberese.
L’intervento, previsto dall’Accordo di programma sottoscritto il 4 dicembre 2008 tra Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Ente Parco, Consorzio Bonifica Grossetana, Azienda Regionale Agricola di Alberese e Comune Grosseto, è realizzato con il concorso di risorse finanziarie regionali specificamente destinate alla difesa delle coste - 4.008.737,95 (Delibera C.R. 47/2003) e da fondi POR - 1.670.136,28 per un importo complessivo di 5.678.674.00.
A seguito della approvazione del progetto integrato, al fine di scongiurare ulteriori aggravamenti dei fenomeni di criticità in essere, si è convenuto sulla opportunità che il Consorzio provveda ad anticipare con intervento diretto la realizzazione di alcune delle opere più direttamente mirate a contrastare l’ingressione di acque marine ed in particolare i lavori di risistemazione e potenziamento dell’argine sottostante la strada di accesso al mare e quelli di costruzione di un argine di protezione a mare nella zona più prossima a bocca d’Ombrone.
Questi interventi, funzionalmente propedeutici alla realizzazione dell’intero progetto, saranno conclusi entro marzo-aprile 2010.
La conferenza stampa.
L’incontro con la stampa e il Presidente Martini, iniziata sui luoghi degli interventi e proseguita presso la sede del Consorzio Bonifica Grossetana, è stata l’occasione per presentare anche le due “dighe mobili” installate sui canali Montalcino e Molla nella zona di Barbaruta. Le opere, ultimate e funzionanti, insieme ad un manufatto di derivazione dal Fiume Bruna in località Ponte alle Tenaglie, assicureranno il rifornimento e l’invaso lungo i suddetti canali di acqua utile per l’irrigazione di vasti territori nelle zone di Barbaruta e Cernaia.
L’intervento riveste grande importanza sia sotto l’aspetto economico, per un razionale sviluppo di zone caratterizzate da vocazione e qualità agronomiche notoriamente ottime, sia sotto l’aspetto ambientale perchè il riequilibrio idrico delle falde tende a mitigare l’ingressione del cuneo salino nell’entroterra. Non dimentichiamo che questo fenomeno è dovuto a molteplici cause ma la più importante è l’emungimento di acque sotterranee mediante pozzi.
Particolare importanza riveste, in questo senso, la diga realizzata sul canale Molla in loc.tà Ponti di Badia la quale, interrompendo l’ingresso di acqua salata o salmastra che, per effetto delle maree, risale il canale e va a mescolarsi con le acque dolci, impedisce il propagarsi del cuneo salino nelle zone interessate da tale bacino e favorisce l’infiltrazione nelle falde di acqua dolce.
Con le opere in oggetto saranno invasate durante la stagione primaverile-estiva le acque superficiali nei due canali Molla e Montalcino determinando un innalzamento del livello liquido nei canali stessi ed in quelli periferici ad essi affluenti tale da consentire un volume di invaso di circa 600.000 mc.
Il bacino irriguo servito sarà di complessivi ettari 1400.
Il sistema è costituito da sbarramenti trasversali in materiale flessibile, gonfiabili, ancorati (a tenuta) ad una soletta di calcestruzzo ed azionati da un impianto di pompaggio e regolazione alimentato elettricamente con pannelli fotovoltaici. Nei periodi di inattività gli sbarramenti saranno sgonfiati e, adagiandosi sul fondo, consentiranno il normale deflusso delle acque. Con questo sistema, l’impatto ambientale è praticamente nullo in quanto la barriera permette il passaggio delle piene senza rischio di danni alle strutture ed all’ambiente circostante e rimane nascosta al di sotto del pelo libero di bacino in modo da non costituire motivo di impatto ambientale.
L’importo complessivo delle opere è di 562.988,46 ed è stato interamente finanziato dalla Regione Toscana.



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