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SICILIA - Il piano casa. Ampliamenti anche per negozi e imprese. Accordo tra Mpa e Pdl Sicilia: via libera pure alla realizzazione di alberghi sulle coste
EMANUELE LAURIA
MERCOLEDÌ, 17 FEBBRAIO 2010 LA REPUBBLICA - Palermo

IL GOVERNO torna ad allargare il piano casa. Con un maxi-emendamento, partorito ieri sera alla fine di un incontro con i deputati del Pdl Sicilia, l'assessore alle Infrastrutture Luigi Gentile rilancia la norma che estende la possibilità di un aumento di cubatura (fino al 20 per cento) anche agli immobili non residenziali. Via libera agli ampliamenti di edifici che sorgono in zone omogenee «a destinazione commerciale, artigianale, agricola e direzionale».

Alla trattativa finale ha partecipato anche il presidente della Regione Raffaele Lombardo, che intorno a ora di pranzo aveva ospitato a Palazzo d'Orleans il capogruppo del Pdl Sicilia Giulia Adamo e il collega Guglielmo Scammacca della Bruca. I colloqui fra le due anime della maggioranza hanno riportato il sereno. L'Mpa ha fatto un passo indietro, il gruppo di Micciché ha incassato il risultato cercato: «Non è una cementificazione selvaggia, ma una misura a favore delle attività produttive - dice la Adamo - In ogni caso gli interventi di ampliamento non potranno essere di superficie superiore ai 400 metri quadri». Nel maxi-emendamento finisce anche una norma che consente il cambio di destinazione d'uso delle strutture costruite entro i 150 metri dalla battigia, per realizzare nuove iniziative alberghiere. Nel testo rimane la possibilità di aumentare il volume delle abitazioni oggetto di condono, non di quelle per cui la richiesta di sanatoriaè stata solo presentata.

Ma la strada è tutt'altro che spianata. Il Pd, che con il capogruppo Antonello Cracolici si era opposto all'estensione dei benefici del piano casa, oggi tornerà a discutere con Pdl Sicilia e Mpa del maxi-emendamento. Sia Cracolici che Davide Faraone, componente della commissione Territorio, sospendono il giudizio: «Non abbiamo ancora visto il testo». I democratici rischiano di trovarsi divisi. I deputati trapanesi Baldo Gucciardi e Massimo Ferrara, in un incontro tenuto nella sede di Confindustria di Trapani, si sono detti favorevoli all'ampliamento degli edifici non residenziali. In ogni caso, potrebbe essere il giorno decisivo per il piano casa. In mattinata la riunione della commissione Territorio, poi l'atteso sbarco in aula della legge. Il Pdl Sicilia ha annunciato che, dopo l'accordo, è pronto a ritirare tutti gli emendamenti al testo. Ma non è affatto scontato che lo stesso faccia il Pdl «lealista». Il presidente della commissione, Fabio Mancuso, lo dice chiaro e tondo: «Non credo che il percorso sia così facile.

La maggior parte degli emendamenti porta la mia firma, e io non ho proprio intenzione di metterli da parte». E il presidente della commissione Attività produttive, Salvino Caputo (altro lealista), fa il profeta: «Vedrete che il piano casa non sarà votato in aula se non dopo la Finanziaria e il Bilancio. Intorno al disegno di legge si sta creando un pesante clima politico tra il governo, il Pd e le altre forze che sostengono Lombardo, che impedirà qualunque accordo».

In questo clima, i sindacati insorgono. E la Cisl denuncia «la pressione di lobby politiche e clientelari». Non pochi, ieri, hanno additato un presunto tentativo del Pdl Sicilia di estendere i benefici della legge, attraverso l'ultimo accordo, anche alle cliniche private. «L'impasse in cui s'è imbattuto il piano casa, sommerso da una selva di emendamenti all'Ars e tirato per la giacca da ogni parte - dice il segretario regionale Maurizio Bernava - mostra che l'assenza di strategia anticrisi del governo regionale non agevola il rilancio dell'economia». Dice Bernava che il piano casa «potrebbe attivare quattrocinque milioni di spese di privati per 450 mila immobili mono e bifamiliari». Ma a patto che venga sostenuto «con l'introduzione della Dia (la dichiarazione di inizio attività) in luogo della concessione edilizia che rischia di mescolare assieme ricatto burocratico e pressioni mafiose». Anche la Uil, con Claudio Barone, chiede che l'Ars approvi il piano casa: «La Sicilia sarebbe altrimenti l'unica Regione a non varare questo importante strumento. Estendere i benefici agli edifici per le attività produttive è possibile ma la cosa più importante è comunque approvare la legge». Ma l'emergenza idrogeologica, dopo la frana di San Fratello, tiene alto l'allarme: «All'indomani degli episodi gravi di smottamenti in Sicilia - scrive il Wwf - è inaccettabile l'emendamento proposto che consentirà in Sicilia aumenti di cubatura.E in più sarà possibile aggirare l'ordinario iter legislativo e sostituirlo con la semplice dichiarazione Inizio attività corredata dalle sole relazioni tecniche: ciò porterà a un nuovo sacco edilizio in Sicilia».



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