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PRATO. Case nella villa storica. In Santa Cristina dodici unità immobiliari di lusso
MARIA LARDARA
MARTEDÌ, 23 FEBBRAIO 2010 IL TIRRENO - Prato



Prato. Esperto del restauro uno dei consulenti del sindaco, il Pd promette battaglia


La storica villa Santa Cristina del Settecento trasformata in un condominio residenziale di lusso con 12 unità abitative. Sarà pronto tra un paio di anni. Ogni appartamento sarà di 150 metri quadrati. La Soprintendenza ha sottoposto l’intervento a un severo vincolo. A costruire sarà il gruppo Polistrade di Campi. Il Pd promette battaglia: «Perché manca il parere definitivo della Soprintendenza e perché non c’è progettualità urbanistica». Esperto per il restauro uno dei consulenti del sindaco Roberto Cenni, l’architetto Giuseppe Centauro.

Sui lavori nell’immobile del ’700 si è espressa la Sovrintendenza ma si aspetta il via libera ufficiale


PRATO. Metti 12 camere a Villa Santa Cristina con vista panoramica su Prato. Non sono quelle dell’albergo-ristorante ormai dismesso da tanti anni sulle prime pendici della Calvana, dove una volta tante coppie pratesi si sposavano. E’ il condominio residenziale composto da 12 unità abitative che nel giro di un paio d’anni sarà costruito dentro e fuori il complesso architettonico del Settecento.
Vivere lassù sarà che lusso. Ogni appartamento sarà di 150 metri quadrati: 7 ricavati dal corpo centrale della villa, 4 dalla foresteria e uno dall’ex Limonaia (sotto il piazzale ci sarà posto anche per 3 studi professionali).
Opera che la Soprintendenza ha sottoposto a un severo vincolo e su cui costruirà il gruppo Polistrade di Campi, che detiene la proprietà di mille metri quadrati e passa di quest’immobile di pregio, una volta dimora storica delle famiglie Leonetti e Benelli.
Il cambio di destinazione d’uso della villa ha avuto l’ok della commissione urbanistica venerdì scorso, con l’astensione dell’opposizione (Pd e Idv). Stasera il piano di recupero approderà in consiglio alla Circoscrizione Est, ma qui il capogruppo Pd Simone Tripodi promette più battaglia. «Non solo manca il parere definitivo della Soprintendenza - incalza Tripodi - ma il progetto è privo di una progettualità urbanistica. Per quanto sia importante l’iniziativa privata in tempi di crisi, si tratta di uno spazio di pregio storico-artistico da poter destinare anche ad uso pubblico».
Non solo dunque mega appartamenti di lusso in via Poggio Secco. Roba da ricchi, in cui basta poco per ritrovarsi con una volta affrescata del Cinquecento in casa propria. «L’amministrazione - sollecita Tripodi - dovrebbe chiedere la cessione di una porzione della proprietà, per adibirla ad attività di pubblico interesse, come scuole, asilo nido o laboratori di creatività, dandola in gestione a cooperative e associazioni».
Se poi dodici famiglie andranno ad abitare in via Poggio Secco, dovranno per forza parcheggiare la propria auto. Per questo, inizialmente si pensava a scavare un tunnel sotto la villa per i parcheggi condominiali.
Ma la Soprintendenza ai beni architettonici ha detto no. «Ho chiesto che il parcheggio venisse spostato sul lato destro rispetto alla facciata della villa», fa sapere Fiorella Facchinetti della Soprintendenza (la stessa coinvolta nel sequestro della fattoria medicea delle Cascine di Tavola).
«Ho effettuato un sopralluogo due mesi fa. Piano di recupero interessante - fa notare Facchinetti - perché restituisce un minimo di dignità all’edificio. Con le opportune modifiche del parcheggio, ho dato parere favorevole». Nessun via libera ufficiale, per il momento. «Il punto non è la bontà dell’intervento, ma il fatto che la Soprintendenza non si sia formalmente pronunciata crea una forzatura», fanno notare i membri della commissione Urbanistica Matteo Biffoni (Pd) e Aurelio Donzella (Idv).
Che la soluzione per i posti auto sarà diversa da quella contemplata dal piano iniziale, lo assicura Giuseppe Centauro, consulente per il restauro della villa. «Alla luce della verifica geologica - spiega l’architetto - il parcheggio sarà interrato sul lato destro, in modo da non intaccare la fontana e due magnolie di pregio della villa. In tutto una ventina di posti auto». Dunque nessuno “scempio” architettonico? «L’intervento ripristinerà gli ambienti originali della villa, il cui corpo centrale rimarrà intatto. Entro l’anno - conclude Centauro - il progetto architettonico avrà il nulla osta della Soprintendenza».



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