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CAMPOBASSO - Piano casa senza misteri
Aldo Ciaramella
IL TEMPO 24/02/2010


L'idea delle associazioni Api e Acem per agevolare chi intende ampliare o ricostruire i propri alloggi

Cinquemila opuscoli divulgativi uno sportello informativo e tutte le strutture dell'Associazione a disposizione dei cittadini. Sul Piano casa è scattata una mobilitazione formativa e informativa capillare in tutta la regione messa a punto dall'Associazione costruttori edili e delle piccole imprese del Molise che ieri mattina hanno presentato la nuova normativa sperando che lo stesso Piano possa contribuire al rilancio del settore e ai bisogni abitativi. Le prime due domande su cui ci si sofferma di più preleiminari all'intero dispostivo sono «per quali edifici è possibile usufruire del Piano casa e e quali sono le esclusioni». Le norme già on vigore dal 14 febbraio approvate dalla Regione Molise riguardano edifici esistenti o in fase di costruzione o edifici in demolizione e ristrutturazione alla data del 29 giugno del 2009 eccezion fatta per gli ampliamenti fino al 30% per i quali le volumetrie e le superfici di riferimento sono calcolate sulle differenti tipologie edificate o con struttura completate esistenti alla data di entrata in vigore delle legge. I bonus volumetrici dal 20 al 50% sono permessi in deroga ai regolamenti comunali ed agli strumenti urbanistici territoriali. La legge prevde quindi gli ampliamenti le demolizioni e ricostruzioni. Non sono permessi ampliamenti agli immobili ricadenti all'interno dei centri storici sui fabbricati abusivi anche solo parzialmente non sanabili e soggetti all'obbligo della demolizione, gli edifici che sorgono su aree dichiarate inedificabili per legge per sentenza o provvedimento amministrativo o in forza del vigente strumento urbanistico: «Si tratta di misure straordinarie di sostegno al settore - ha spiegato il presidente dell'Api Mario Colalillo - che possono consentire anche il miglioramento della qualità abitativa, per difendere, mantenere, ricostruire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente, nonché per migliorare le caratteristiche architettoniche, energetiche, tecnologiche e di sicurezza degli immobili. La legge della Regione Molise è piuttosto permissiva, con ampliamenti concessi non solo in sopraelevazione e contiguità ma anche in via separata, purché rientranti in un'area di pertinenza del fabbricato originario, con bonus per gli ampliamenti fino al 40% e fino al 50% per le sostituzioni». Misure tra l'altro attese da tempo dagli operatori del settore che dovrebbero puntare alla riqualificazione urbana «Noi operatori del settore - ha continuato Colalillo - vogliamo assumere un ruolo da protagonisti nella concreta messa in campo di queste misure attese da lungo tempo, che non si limitano come in passato a prevedere la costruzione di nuovi alloggi per le fasce deboli della popolazione, ma puntano in senso molto più ampio alla riqualificazione e al rilancio di vaste zone delle città.

Ora ci attende una importante sfida alla quale tutti i soggetti coinvolti dal Piano Casa non possiamo lasciarci trovare impreparati: sindaci, professionisti, tecnici, cittadini privati, imprenditori: tutti dobbiamo unire risorse e competenze, mettendole a disposizione reciprocamente, allo scopo fondamentale e precipuo di assicurare la realizzazione di interventi di qualità». Un piano di fronte al quale c'è anche la responsabilità degli imprenditori edili a cui è affidato un restyling importante dal punto di vista archittotonico e della sicurezza del vasto patrimonio immobiliare locale «Gli imprenditori edili devono essere interlocutori privilegiati ed insieme garanti della fabbricazione che deve mirare al risparmio energetico, alla mobilità sostenibile - ha concluso il presidente dell'Api - Tuttavia, affinché ciò sia possibile, occorre una vasta e ramificata azione di divulgazione e di formazione tra i cittadini. L'Acem e l'Api si sta già attivando per intervenire sul territorio in maniera diffusa, tramite i nostri professionisti che garantiranno la disponibilità ed il necessario supporto alla Regione ed agli enti locali, ai quali spettano in definitiva le principali responsabilità, soprattutto sul fronte della programmazione».

Lavoro e competizione, si apre un fronte nuovo ma senza dubbio positivo nel rilancio dell'economia «Se l'organizzazione amministrativa e gli operatori coinvolti agiranno in maniera sincronizzata ed efficiente - conclude il direttore Gino Di Renzo - si potrà realmente avere una boccata d'ossigeno per il settore dell'edilizia e sull'indotto, con conseguenti benefici in termini di occupazione e di reddito per i lavoratori». Ovviamente sui tempi di integrazione della nuova normativa da parte dei Comuni molti di quest'ultimi si sono lamentati per non aver avuto il tempo necessario di adeguare il Piano alle proprie esigenze territoriali. In questo caso si attua la legge regionale così come approvata dal Consiglio regionale. In caso contrario i Comuni hanno avuto tempo fino a metà febbraio per determinare ulteriori limitazioni rispetto a quelle previste dalla legge. Tra l'altro i Comuni possono deliberare di escludere l'applicabilità sia delle norme sugli ampliamenti sia di quelle che riguardano le demolizioni e ricostruzioni in ralazione a specifiche zone urbanistiche. Gli enti locali, infine devono pronunciarsi con motivata deliberazione del Consiglio comunale entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. Per le costruzioni che hanno valore culturale o paesaggistico necessita il nulla osta dell'autorità preposta, per gli immobili che insistono su aree demaniali o vincolate a uso pubblico è necessario l'assenso dell'ente titolare della proprietà demaniale o del tutore del vincolo.



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