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Puntiamo sull'eolico per avere energia pulita
LA PROVINCIA DI COMO, 25 FEBBRAIO 2010


Egregio direttore,
l'eolico è un settore fortemente in crescita e con grandi possibilità di sviluppo

Egregio direttore,
l'eolico è un settore fortemente in crescita e con grandi possibilità di sviluppo. Gli impianti eolici in Italia stanno per raggiungere un traguardo importante, perché siamo ormai alla soglia dei 5mila Mw installati. Alla base di questo successo è la spinta di una tecnologia oggi competitiva e affidabile, capace di produrre circa 6,7 Twh di energia elettrica nel 2009, pari al 2,1% del consumo interno lordo e di occupare direttamente e stabilmente oltre 2500 lavoratori.
Eppure sull'energia del vento in Italia si è scatenato un dibattito aspro e confuso. Nonostante i risultati, lo si accusa di fare scempio del paesaggio, di non essere abbastanza efficiente e di accaparrare tutti gli incentivi destinati alle rinnovabili. Ma è davvero l'eolico il nemico dell'ambiente?
I risultati europei confermano il trend positivo dell'eolico: in Europa solo nel 2009 sono stati complessivamente installati ben 10.163 mw, mentre nessun'altra fonte energetica ha avuto una performance paragonabile.
Secondo i dati Ewea, in Germania lo scorso anno sono stati 1.917 i mw installati e la capacità totale installata da fonte eolica ha raggiunto 25.777 mw. In Spagna si è arrivati a fine 2009 a 19.149 mw installati con un record di 2.459 mw installati quest'anno, in Francia a 4.492 con 1.088 mw installati nel 2009, stesse performance nel Regno Unito (4.051 mw totali e 1.077 lo scorso anno).
Il Gwec - Global wind energy association ha annunciato che il potenziale eolico mondiale è cresciuto del 31% nel 2009 con il primato di Usa, Cina e India. Come si fa allora ad accusare l'eolico di inefficienza?
È evidente l'urgenza di costruire una informazione trasparente e chiara sull'eolico, sulla reale situazione del settore in Italia e sgombrare il campo dalle falsità che girano. Per quel che riguarda gli incentivi, per esempio, non esiste alcun privilegio o possibilità di sottrarre risorse ad altre fonti: i certificati verdi valgono per tutte le fonti rinnovabili (solare escluso, che ne ha di ben più vantaggiosi) e non sono in concorrenza.
Rispetto all'impatto dell'eolico sul paesaggio poi, le accuse sono quanto meno ipocrite. Va detto con chiarezza che gli impianti eolici installati interessano una porzione assai limitata del territorio e cioè meno del 3% dei Comuni. Parliamo quindi di numeri e impatti nemmeno lontanamente paragonabili a quelli, per esempio, delle cave (18 mila tra attive e abbandonate).
Per spianare la strada dalle incomprensioni e dagli equivoci è necessario però che il Governo e le Regioni stabiliscano finalmente regole certe e garantiscano procedure univoche per lo sviluppo dell'energia eolica in Italia e per il raggiungimento del famoso obiettivo Ue al 2020. Solo con una crescita diffusa delle fonti rinnovabili, capace di valorizzare il potenziale presente nelle diverse regioni, sarà possibile infatti raggiungere quel 17% di energia pulita richiesto.
Eppure, come noto, non sono mai state approvate le linee guida nazionali per la valutazione e approvazione degli impianti da fonti rinnovabili, e quindi, per l'eolico come per le altre rinnovabili, si continua a lavorare in una situazione assurda nella quale, di volta in volta, occorre trovare soluzioni diverse nei territori col rischio di ricorsi e polemiche.
La responsabilità di questa situazione, del ritardo normativo e della confusione in atto sta nella totale assenza di una politica per la diffusione delle rinnovabili nel territorio italiano. Forse per colpa della "distrazione" portata dal nucleare, l'approvazione delle linee guida viene continuamente rinviata, ma non solo. In diverse parti dell'Appennino l'energia pulita prodotta dagli impianti eolici non riesce ad essere completamente portata alla rete.
Occorre mettere al centro il tema dell'integrazione nel paesaggio dell'eolico. Una responsabilità che spetta in primo luogo al Governo cui però devono far seguito precise indicazioni da parte delle Regioni per uno sviluppo adeguato e pianificato dell'eolico. Ciò vuol dire indicare con chiarezza le aree in cui vietare la costruzione degli impianti per motivi naturalistici e storico-archeologici, e insieme fissare le attenzioni e le procedure più trasparenti per svilupparlo nelle aree più idonee in cui il vento lo consente.
La sfida consiste nel trovare la sintesi più efficace tra l'immagine di modernità dell'eolico e i caratteri tipici dei diversi paesaggi italiani.
Secondo Legambiente quindi, l'eolico è una fonte energetica fondamentale per ridisegnare lo scenario energetico italiano e renderlo finalmente pulito, efficiente, moderno. Ma soprattutto l'eolico, e in generale tutte le fonti rinnovabili, sono un'occasione per un cambiamento positivo. Per questo occorre promuovere una discussione all'altezza della sfida che questi impianti pongono nel loro rapporto con il paesaggio.
Legambiente



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