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Firenze. Nuovo teatro, la firma. Ma senza chiarimenti
Mauro Bonciani
Corriere Forentino 26/2/2010

Stato-Regione-Comune, sì al protocollo con 40 milioni

Il presidente degli architetti: «Sistema sbagliato»

Ieri è arrivata la firma tra Stato, Regione e Comune per finanziare il primo lotto del nuovo teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ma resta il problema dell'aumento dei costi. Per Luigi Crisma, presidente della Federazione degli ordini degli architetti toscani, il problema nasce dal tipo di bando.
L'esterno è rimasto uguale - hanno voluto rassicurare tutti. Il primo lotto del nuovo teatro del Maggio si farà, con i soldi ed i tempi previsti. Ma nessuna spiegazione sui costi lievitati da 82,5 a 236 milioni - solo il commissario straordinario Elisabetta Fabbri ne ha parlato - né accenni al fatto che ancora non c'è un solo euro degli 80 milioni necessari per il secondo lotto. Soltanto la precisazione che Regione e Comune di Firenze sono solo finanziatori dell'opera e non sono coinvolti né nell'appalto per il nuovo auditorium, né nella sua gestione. La firma del protocollo tra gli enti locali e lo Stato di ieri mattina nonostante le perplessità espresse in primis dall'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi è stata l'occasione per Claudio Martini e Matteo Renzi per scommettere sull'apertura della sala lirico-sinfonica da 1.800 posti alla Leopolda il 21 dicembre 2011, mentre il commissario Elisabetta Fabbri ha invitato tutti a metà marzo per una visita al cantiere e aggiunto «l'accordo è una spinta importantissima per il cantiere». Con la firma, oltre alle rassicurazioni, sono arrivati 40 milioni della Regione e l'impegno di Palazzo Vecchio a versarne altrettanti, mentre la presidenza del Consiglio dei ministri dovrà metterne sul piatto 74, venti dei quali da trovare entro la fine del 2011. «La firma della convenzione conferma la volontà degli enti locali e del governo di concludere l'opera nei tempi previsti ha detto il presidente della Regione Martini In Italia raramente si rispettano i tempi, noi vogliamo farcela. Guardiamo con il massimo rispetto le indagini della magistratura e visto che non ci sono stati sequestri dei cantieri sarebbe stato strano se ci fossimo fermati noi: non ci sono più alibi. E più ci dicevano di non firmare, più ci siamo convinti di farlo. Un mio assessore era perplesso? Io sono il presidente» ha concluso Martini. «Confermiamo l'impegno a versare i fondi - ha continuato Renzi - e se non venderemo il Comunale lo faremo con un mutuo o vendendo altro. Collaboreremo con tutti per aprire nel 2011 il nuovo Maggio e nel 2012 i Nuovi Uffizi». Al commissario Fabbri, dopo le assicurazioni che i cantieri non hanno avuto alcun problema, è toccato l'onere di cercare di spiegare il perché dei costi lievitati e del progetto cambiato. «Il progetto andato a gara non comprendeva molte cose di quello approvato dalla conferenza dei servizi che ha visto al tavolo 24 enti - ha detto Fabbri - Non c'erano gli arredi, le forniture, è stato innalzato il fattore di protezione sismica per adeguarlo alla legge entrata in vigore successivamente, si sono ospitate, su indicazione del Maggio, funzioni che erano all'esterno. Il volume del fabbricato non è cambiato, altrimenti la gara andava rifatta, l'interno sì, scavando ad esempio le fondamenta a 12 metri e non ai 6 previsti dal primo progetto, adeguando le difese da esondazioni (oggetto di un'intercettazione agli atti dell'inchiesta, ndr); logicamente sono aumentati anche i costi, E normale che tra progetto preliminare e progetto esecutivo i cambiamenti siano del 20-30%», Ma passare da 82,5 milioni a 236 è cambiare molto più del 30%... «Non si possono paragonare due progetti diversi. E all'aumento dei costi ha contribuito anche il fatto che l'area non è stata consegnata libera, le demolizioni sono costate 20 milioni, Ma chiuderemo il primo lotto (che sarà di proprietà del Comune, ndr) e poi il secondo come da programma». Ma per il secondo lotto, ad oggi, non c'è un euro, Che impegni ha preso la presidenza del Consiglio? «Il governo mi ha assicurato l'impegno a trovare le risorse. Non c'è un solo giorno in cui ho pensato che i lavori si interrompessero conclude Fabbri e la presidenza del Consiglio ci ha detto andate avanti ».



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