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Firenze. A metà giugno la consegna Nuovi Uffizi: ecco le prime otto sale
Marco Ferri
Il Giornale della Toscana 26/2/2010

Nostro viaggio nel cantiere dove si lavora per terminare gli spazi destinati ad accogliere decine di dipinti di artisti stranieri, traslati dalla Galleria o provenienti dal deposito Insieme alle sale saranno ultimati anche i nuovi elegantissimi bagni
Quattro anni fa i primi colpi di scalpello. Tra meno di quattro mesi la consegna delle prime otto sale. Nasce così la prima porzione dei Nuovi Uffizi, estesa per 500 metri quadrati e pronta per ospitare decine e decine di dipinti provenienti sia dalla Galleria sia dal ricchissimo deposito del museo.
Ieri abbiamo avuto la possibilità di fare un nuovo giro nel «ventre» del cantiere dei Nuovi Uffizi, verificando di persona lo stato di avanzamento dei lavori. In particolare ci sono stati presentati questi nuovi spazi museali che si trovano al Piano Nobile degli Uffizi e che originano alle spalle della Loggia dei Lanzi, stendendosi in direzione dell'Arno. L'ambiente ha una vaga forma a «T», con un corridoio centrale (che ospiterà anch'esso dei dipinti), tre sale per lato e un'altra, più grande, in senso longitudinale. Quel che le caratterizza è la luminosità che arriva direttamente dal lucernario grande praticamente quasi quanto tutto il tetto, com'è stato possibile verificare all'altezza del secondo piano degli Uffizi dal ponteggio esterno. Nella prima sala di sinistra, in particolare, è stato scelto di non intonacare la parete. In questi spazi lo stato dei lavori è avanzato e sulle pareti dell'ultima sala ci sono delle prove per la scelta del colore: si oscilla dal grigio al blu notte, passando per varie scale cromatiche comprendenti il pervinca, il celeste l'azzurro cielo etc... Saranno poi gli storici dell'arte - e in particolare il direttore degli Uffizi, Antonio Natali - a operare la scelta definitiva. Intanto in quest'area del cantiere, dov'è ben evidente che il grosso è stato fatto, l'attività è comunque frenetica per giungere in tempo all'appuntamento di metà giugno. Per quel periodo, infatti, pare sia programmata la cerimonia di consegna delle otto sale alla presenza delle principali autorità coinvolte. A queste si accederà alla fine del percorso espositivo al secondo piano degli Uffizi (zona del bar vicino la terrazza sulla Loggia de' Lanzi), scendendo lungo la nuova scala costruita alle spalle della Loggia. Da qui si potrà scegliere se «infilarsi» nella sequenza delle sale al Piano Nobile (le cui finestre «guardano» dentro il Loggiato degli Uffizi), oppure percorrere questo piccolo percorso lungo le nuove sale, che non ha sbocco, cioè costringerà i visitatori a tornare sui propri passi. Da sottolineare che questi nuovi spazi rappresentano circa il 30% della nuova parte del museo.
Il contenuto - Ma cosa conterranno, di preciso, le nuove sale? Ci soccorre il direttore Natali che, una volta per tutte (e avendo già i rendering, cioè le simulazioni spaziali, tra le mani), ci tiene a chiarire «che nelle nuove sale ci andranno solo dipinti di stranieri dal Cinquecento al Settecento. In particolare ci saranno opere di francesi, spagnoli, tedeschi, fiamminghi e olandesi. Manterremo lo stesso livello qualitativo del restante museo, ma a me interessa, oltre che esporre opere attualmente in deposito, far veder meglio, ovvero pausare, quelle già presenti in Galleria. Dall'attuale percorso della Galleria, per esempio, si sposteranno le opere di Chardin e di Goya, mentre dal deposito proverranno le opere dei fiamminghi e degli olandesi. E dal momento che i quadri di questi ultimi sono di piccole dimensioni, riusciremo a metterne qualcuno in più.
Gli altri interventi - E gli altri lavori? Come sottolineato dal commissario Elisabetta Fabbri e da Sirio Orsi, direttore di produzione della CMSA (una delle ditte che fa parte del consorzio CCC che ha in appalto il cantiere), insieme alla consegna delle nuove otto sale al Piano Nobile, nel cantiere si sta operando per consegnare, nella stessa data, anche altri spazi. In particolare gli eleganti nuovi bagni vicino alle nuove sale destinate agli stranieri, per un totale 100 metri quadrati, dove pavimenti e arredamenti sono in «pietra luna» e i lavabi in massello. Sempre a metà giugno, se il cronoprogramma sarà rispettato, saranno consegnati anche gli spazi (al piano terra) destinati a ospitare il Gabinetto Fotografico della soprintendenza, che in pratica tornerà dove si trovava prima del trasloco per far spazio al cantiere. Anche in questo caso il grosso è fatto e manca solo di tinteggiare le pareti degli ambienti (molti dei quali sono soppalcati per un più razionale sfruttamento degli spazi) con un color crema chiaro che darà un tocco di luminosità all'ambiente. Nel frattempo si lavora in varie altre aree: lungo le (nuove) sale della cosiddetta «infilata» del primo piano (sempre in zona nord del braccio di Ponente), sono al lavoro i restauratori delle finestre (che le stanno ripulendo e trattando) e quelli delle pareti affrescate. In varie zone ieri abbiamo visto posatori all'opera mentre sistemavano il cotto toscano, in altre sono appena finiti gli interventi per la predisposizione impiantistica degli ambienti, così come il prossimo 8 marzo inizierà il rivestimento della nuova scala di collegamento sorta alle spalle della Loggia de' Lanzi. E anche se il cantiere, dall'esterno, sembra «in letargo», sono almeno una novantina le maestranze impegnate in questo periodo, dirette da una dozzina di persone della struttura tecnica.



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