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RIPARBELLA. Le pale? Non nel mio paese. Rivolta contro il sindaco: una rovina per il paesaggio
DOMENICA, 28 FEBBRAIO 2010 IL TIRRENO Toscana



Il Comune le vede come un’opportunità, per centinaia di abitanti sono una minaccia


Polemiche da tre anni: la soluzione potrebbe essere il referendum

Chiacchiere di piazza, invidie, amicizie raffreddate, una lettera esposta nella bacheca comunale e firmata dal vicesindaco Vincenzo Paroli per rispondere alle accuse dell’opposizione. E tutto per colpa del campo eolico che da quasi tre anni disturba i sonni di (almeno) mezza Riparbella, paesino in provincia di Pisa, a un tiro di schioppo da Cecina.
Ora c’è chi invoca il referendum: il sindaco Ghero Fontanelli, centrosinistra, rieletto un anno fa per il secondo mandato, sta per adesso «valutando la situazione».
Intanto i contrari al parco eolico che si trovano nella lista civica di opposizione Insieme per cambiare e nel comitato paesano fanno notare che lo scorso anno, al punto 11 del programma elettorale, Fontanelli aveva messo che «per una maggiore partecipazione democratica di tutti i cittadini non si dovrà escludere la possibilità di una consultazione referendaria o la compilazione di un questionario sul tema eolico».
Sul tavolo di Fontanelli è intanto arrivato un malloppo di firme che l’agente immobiliare Cristiano Meini dell’agenzia Arcadia, distante 20 metri dal municipio, ha raccolto in tre giorni aiutato da commercianti e operatori: 280 sono di residenti e 40 di “riparbellini per caso”. Per non parlare della protesta con trattori e fuoristrada il giorno in cui sono arrivati l’assessore regiornale all’ambiente Annarita Bramerini e l’assessore provinciale di Pisa Valter Picchi: un corteo organizzato dal Comitato e dalla lista civica, al quale hanno partecipato imprenditori agricoli e turistici che nelle pale vedono una minaccia per le loro attività e lo sviluppo del territorio.
Nessuno a Riparbella dice che l’energia eolica non va bene. Anzi, tutti sono d’accordo quando si parla di energie rinnovabili. Ma non lo sono più quando il discorso cade sul parco eolico il cui progetto, ma soprattutto le pale da 2 megawatt ciascuna alte 120 metri (80 di traliccio più 40 di raggio-pale), incombe su Poggio Malconsiglio, Poggio Lecceta e Poggio del Casone, proprio sopra il paese, allungato fra Valdicecina e Castellina Marittima.
In principio gli aerogeneratori previsti erano 17, poi scesi a 15 nell’ambito della procedura di Via, la valutazione di impatto ambientale da parte della Regione che ha dato l’ok a metà dicembre “licenziando” 15 pale. Ma il sindaco Fontanelli è perentorio: «Di pale ne faremo dieci: è scritto nel nostro programma». L’investimento previsto per le 17 iniziali era di 40 milioni, per 10 si scende a 25-30. «E almeno cinque saranno di ricaduta - dice il sindaco - per le imprese locali che lavoreranno nel cantiere».
Il Comune intascherà royalties per il 3,6% della produzione lorda di energia: «Sono 25-30mila euro a generatore - prosegue Fontanelli - con un minimo garantito di 15mila». In un anno nelle casse municipali potranno finire da 150 a 300mila euro: una bella sommetta su un bilancio complessivo di 3,4 milioni.
«Sono nato e vissuto a Riparbella. I nostri genitori e prima di loro i nonni e i bisnonni si sono spaccati la schiena per lasciarci il paese così come lo vedete adesso, fra campagna e bosco. Per questo attira un turismo di qualità che porta benessere, che dà lavoro, e che con le pale rischia di essere allontanato. Questa delle pale, e lo dice uno che non è né della lista civica né del Comitato, è una scelta che disegna il futuro di Riparbella per i prossimi vent’anni. Si vuole allora far decidere alla gente?», si chiede Cristiano Meini.
«Il Comitato si è formato in concomitanza con l’inizio della procedura di Via chiesta a metà 2008 dalla European Wind Farms. Quando abbiamo avuto in mano il progetto - racconta Sascia Lucibello Piani con il capogruppo della lista civica Emilio Mancini - ne abbiamo cominciato a discutere fra amici. Chiedemmo quali fossero i benefici e la ricaduta economica per Riparbella e i suoi abitanti. Alla fine abbiamo fatto noi un po’ di conti: più o meno 40-50 euro di sconto sulla bolletta elettrica di ogni famiglia a fronte di un impatto ambientale devastante».
La lista civica, in questi giorni, ha chiesto un consiglio comunale urgente e il Comitato sta studiando un ricorso al Tar per la procedura di valutazione d’impatto ambientale.
E.A.



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