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Mini-metro sopravvalutato Punto sulla pianificazione
Francesco Clementi
CORRIERE DEL TRENTINO 4 apr 2010 Alto Adige




Il bilancio di Pardatscher: Comune, la macchina funziona

In scadenza il mandato del direttore che guida la ripartizione pi importante del municipio Pronto a proseguire
Riqualificazione Unipotesi elaborata dal caporipartizione per la nuova zona residenziale prevista dal masterplan nellarea di Maso della Pieve

BOLZANO Disegni, schizzi, progetti. Tutti rigorosamente eseguiti amano libera. L'ufficio in municipio di Wolfram Pardatscher assomiglia, pi che a quello di un caporipartizione, a quello di un progettista. De resto ci che l'architetto ha fatto per trent'anni prima di intraprendere la sua prima avventura nel settore pubblico. Ora che il suo mandato in scadenza, (il suo incarico di direttore della ripartizione pianificazione e sviluppo del territorio legato a quello del sindaco), Pardatscher traccia il primo bilancio della sua attivit iniziata nell'estate del 2008. Un momento delicato per l'urbanistica comunale, rimasta senza guida dopo la scomparsa di Silvano Bassetti e la partenza di Helmuth Abram (andato in pensione), con il nuovo piano regolatore che sembrava bloccato.

I politici amano parlare dei loro primi cento giorni. Io ci ho messo sei mesi per capire bene come funzionava la complessa macchina comunale. Nel successivo anno, credo siamo riusciti a portare a casa diversi risultati importanti, fino all'elaborazione del masterplan e del piano mobilit.

Com' stato passare dal privato al pubblico?

Un cambio di prospettiva. I problemi sono gli stessi, ma prima li vedevo dal punto di vista del privato. Il bello dellamministrazione pubblica il continuo contatto con tanti cittadini. Lurbanistica un po una giungla: lavorando qui ti senti un po' come una "guida" che aiuta le persone a districarsi.

Periodicamente riparte il dibattito sull'efficienza del Comune. Che idea si fatto?

Posso parlare del mio settore. Qui vedo funzionari alle prese con una grande mole di lavoro, e il gradimento dei cittadini alto. Per la mia ripartizione, il ministro Brunetta non ha di che preoccuparsi.

Quali risultati tra quelli raggiunti in questi due anni ritiene pi significativi?

Ho fatto introdurre i diritti di segreteria: novit impopolare, ma che contribuisce a finanziare il nostro lavoro. Poi abbiamo istituito la commissione che valuta banchi e chioschi: un bel risparmio di burocrazia per i richiedenti, visto che prima dovevano presentare la domanda in 5 uffici diversi. Ho anche cambiato la disposizione dei banchi del Mercatino di Natale. E poi ovviamente ci sono Piano mobilit e masterplan.

A proposito di masterplan: per qualcuno si sono usati troppo i consulenti e poco le risorse interne.

Non sono d'accordo. Prima di partire ho chiesto una tabella dettagliata con le risorse a disposizione di ciascun ufficio. Tutto il lavoro che potevamo fare in casa lo abbiamo fatto: per esempio la fase di raccolta dati sul verde stata fatta interamente da dipendenti.

Avete scelto di non fare un Puc "tradizionale": se cambia il sindaco, il masterplan diventer carta straccia?

Questo uno strumento nuovo, ma l'esempio sar seguito presto anche a Merano e Bressanone. Il Puc legge, il masterplan non lo . Ma una valida guida che tiene assieme esigenze diverse, dalle infrastrutture all'energia.

Anche il piano mobilit rischia di diventare carta straccia se la Provincia insiste sul mini-metro

Non mi preoccupo pi di tanto, e non vorrei sopravvalutare il progetto Leitner. Ogni azienda cerca di vendere il prodotto che ha. Se produco docce, propongo docce e non vasche da bagno. Lo stesso fa la Leitner col mini-metro. Mi sono fatto una certa esperienza lavorando alla metropolitana di Vienna, e penso che a Bolzano sia pi utile la tramvia. Per quali motivi? Innanzitutto il tram pi elastico. In caso di necessit, pu camminare anche sui binari di Rfi. E poi c' il tracciato. Noi abbiamo studiato un collegamento utile non solo per il trasporto extraurbano ma anche per quello urbano. Il mini-metro della Leitner, lungo l'Isarco, troppo marginale per i bolzanini.

Il suo incarico in scadenza. Le piacerebbe continuare?

Se ne avr la possibilit, certamente. Ho ancora qualche idea che vorrei sviluppare per questa amministrazione. Per esempio creare un ufficio unico per la pianificazione cittadina. Oggi abbiamo la mobilit in via Lancia, il verde al secondo piano di vicolo Gumer, l'urbanistica al terzo piano. Con questa dispersione a volte manca la comunicazione diretta: pianifichiamo senza parlarci tra noi. Per il futuro, immagino un "loft" dove favorire gli scambi interdisciplinari. Poi ci sarebbe da mettere mano alla Cosap (canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche, ndr), ormai stravecchia. E ci sono tanti altri progetti urbanistici per i quali, se interpellato, do volentieri un contributo.

Si riferisce agli schizzi del suo album?

Qualche idea gi stata realizzata, come la nuova sistemazione della piazzetta in vicolo Gumer e la rotatoria della stazione, dove abbiamo usato "respingenti" originali come omaggio ai ferrovieri. Ho buttato gi qualche proposta per la nuova zona residenziale a Maso della Pieve, l'area verde di via Novacella, l'areale del Santissimo Rosario a Oltrisarco. Oppure per l'inserimento di alberi in via Cassa di Risparmio e al parcheggio della Fiera a Bolzano Sud. C' un'idea per la nuova piazza dei Piani, dove sul selciato vorrei ricreare uno specchio della bella facciata razionalista della chiesa. Con l'assessorato alla cultura stiamo lavorando all'inserimento dei resti dell'antico teatro nei giardini della stazione: se qualcuno mi chiama, non mi tiro indietro.



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