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VERONA - Un parcheggio per 6.000 auto al posto del Polo Finanziario
L'ARENA - Venerdì 09 Aprile 2010 CRONACA Pagina 17



OPERAZIONE URBANISTICA. Riunione straordinaria del Consiglio comunale per l’illustrazione dell’intesa con la società




L’Amministrazione acquisirà dalla Fondazione Cariverona l’area vicina alla Fiera, offrendo in permuta Palazzo Forti

L’area di 40mila metri quadrati, adiacente la Fiera, dove la passata amministrazione comunale voleva costruire il Polo Finanziario - progetto poi stoppato dalla giunta di centrodestra - sarà temporaneamente dedicata a un parcheggio per seimila posti auto a servizio della manifestazioni espositive. Intervenendo ieri all’inaugurazione di Vinitaly il sindaco Flavio Tosi aveva anticipato l’accordo con le istituzioni finanziarie proprietarie del terreno e ieri, nel corso di un Consiglio comunale straordinario svoltosi prima dell’arrivo del presidente Napolitano, ne ha illustrato i dettagli. L’operazione patrimoniale prevede la riacquisizione dell’area dell’ex Polo finanziario e la permuta con la Fondazione Cariverona di Palazzo Forti, sede della Galleria d’arte moderna e contemporanea.
«Visto l’intento del Comune di rientrare in possesso dell’area per dedicarla allo sviluppo della Fiera», ha spiegato Tosi, «è stata avviata una trattativa con Fondazione Cariverona che ha dato la disponibilità di rilevare l’intero capitale azionario della Polo finanziario Spa, divenendo così l’unico proprietario dell’area».

L’area era stata ceduta dal Comune nel luglio 2005 per la cifra di 33 milioni di euro alla Fondazione che poi, attraverso la Polo finanziario Spa, l’aveva condivisa con Banco Popolare di Verona e Cattolica Assicurazioni. Ora, per cederla la Fondazione ne chiede 39, cifra comprensiva dei costi, anche legali, finora sostenuti.
Il Comune acquisirà l’85 per cento del capitale azionario della Polo finanziario Spa attraverso la permuta con Palazzo Forti mentre la Fiera, con un esborso di circa sei milioni di euro, acquisirà il restante 15 per cento. Per non perdere i benefici fiscali, che ammontano a circa tre milioni di euro, acquisiti con la prima transazione (un’imposta dell’1 per cento anziché del 10, a condizione che fosse realizzato entro il 31 dicembre 2010 le opere pubbliche previste), il Comune in accordo con la Fiera realizzerà entro l’anno un parcheggio per seimila posti auto, riservandosi di decidere in futuro la destinazione definitiva dell’area. La variante urbanistica dovrà essere approvata dal Consiglio comunale.
Edoardo Tisato e Patrizia Bravo di Verona civica, pur apprezzando «la volontà di portare avanti un costruttivo confronto con il Consiglio», hanno invitato il sindaco «a pensarci bene prima di dismettere la società Polo finanziario o di realizzare altrove il progetto perché di parcheggi, che non crerano occupazione, la Fiera ha bisogno solo per una manciata di giorni l’anno».
Stefania Sartori del Pd ha definito una «forzatura inutile l’operazione di vendita di Palazzo Forti non andata in porto solo per la forte opposizione di tanti cittadini e se è rimasta sede di galleria d’arte», ha aggiunto, «lo si deve alla disponibilità della Fondazione e non alla lungimiranza dell’amministrazione comunale». Il suo collega di partito Roberto Uboldi ha aggiunto: «Se il Polo Finanziario, come sostenuto da questa amministrazione, è una idea buona pensata in un posto sbagliato, attendiamo di vedere se il piano degli interventi ne prevederà la realizzazione in una nuova area».
Ha difeso l’operazione Marco Gruberio di Forza Italia: «In un momento di crisi economica è importante sostenere l’attività della Fiera che deve far fronte a una concorrenza sempre più agguerrita», E ha continuato: «Siamo d’accordo con l’idea di Polo Finanziario, ma il progetto andava realizzato altrove per lasciare libera l’area alla Fiera».
Nella sua replica il sindaco ha annunciato che la prossima settimana il vicesindaco e assessore all’urbanistica Vito Giacino presenterà il masterplan «con il disegno complessivo per l’area di Verona Sud». E ha sottolineato: «Con questa operazione di permuta abbiamo individuato la soluzione migliore per la città, per la Fiera e per l’intero sistema economico veronese poiché», ha concluso Tosi, «togliere quell’area alla Fiera significava condannarla a morte a comprometterne lo sviluppo futuro. Se saranno individuate soluzioni diverse per il Polo Finanziario, più idonee alle necessità della città, saremo disponibili a sostenerle».




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