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VENETO - Nelle viscere dellex base Nato Un museo della guerra mancata
10 aprile 2010, CORRIERE DEL VENETO



I segreti della citt sotterranea sotto il monte Moscal, spunta un progetto per salvarla

VERONA L'orario dei due barbieri ancora appeso su una delle lavagne. Si davano il turno. In mensa ci sono le oliere e le posate. Non ci sono pi i tavoli e le sedie. Probabilmente erano parte del materiale sensibile, da portare via. Sono rimasti i paesaggi surreali delle Alpi. Due poster a misura di parete. Perch altro paesaggio, se non quello stampato, da l non si pu vedere. I lavandini dei bagni sono di marmo. L'unica sciccheria, se cos si pu chiamare, in un posto del genere dove le piscine sono tre vasche gigantesche, la cui acqua nulla ha a che fare con le bracciate a stile libero, ma serviva per la sopravvivenza . Ma quando si entra in quella che si chiamava sala Tempest che si realizza dove veramente si . Prima quella sensazione te la danno le porte. Sono come quelle di un sottomarino. Spesse almeno una ventina di centimetri.

Quelle porte che garantiscono la pressurizzazione. Che separano con il loro spessore, in maniera definitiva e assolutamente fisica da qualsiasi elemento ti circondi. Sia esso acqua, aria. Sia esso contaminazione. Mafino a quando non si arriva alla sala Tempest , il tutto ha il sapore di una sorta di viaggio in nave. E' l, in quella che una sala insonorizzata, con uno specchio dietro al quale stavano gli interpreti che traducevano per i vari ufficiali, che ci si rende conto. Che si tocca con mano, realmente, cosa sia stata quella che ormai per la Storia altro non che la guerra fredda. E guardando una mappa, disegnata con dei pennarelli che spaziano dal blu allazzurro, che si capisce. Ci sono cartine dellItalia gigantesche, in quella sala. Ma solo quella disegnata a mano. E ha un linea netta. La cartina di unEuropa datata prima del patto di Varsavia. Quella che divideva i Paesi Nato dagli altri, quelli segnati da una sola dicitura: Urss. LUnione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Eccola, la base West Star dentro alle viscere del monte Moscal, ad Affi. Eccola, quella che per i veronesi - per decenni - stata qualcosa di quasi innominabile. Quel monte che nellimmaginario collettivo aveva la pancia piena di chiss quali missili, la cui vetta si sarebbe dovuta aprire per il lancio di chiss quali bombe. Il deposito dei segreti militari di quella Nato che Verona nel suo territorio ha sempre accolto, ma mai inglomerato. Una pancia, quella della stella dellOvest , ormai svuotata. Tredicimila metriquadrati, incavati nella roccia. Ci stavano cinquecento militari, in quello che nel gergo militare ormai definito Ex sito Nato. Affi-Verona . Hanno cominciato a sfiancare il monte negli anni Cinquanta, gli uomini degli eserciti di mezzo mondo. E diventata una citt sotterranea , assolutamente operativa solo 13 anni dopo, nel 1963. E imissili da l non partivano. Perch quella base stata costruita e programmata per lesatto opposto. Per un attacco - nucleare o batteriologico - che nella logica di quella guerra fredda che mai c stata, sarebbe potuto partire dallex Urss. Avrebbe dovuto proteggere gli ufficiali e i militari delloganizzazione del Trattato Nord Atlantico, la stella dellOvest .

Li avrebbe dovuti sigillare, per permettergli la difesa dei territori che erano al di l della cortina di ferro, la linea di confine che divise lEuropa dopo la seconda guerra mondiale. E stata sventrata, la base West Star. Quella guerra fredda non c mai stata. E quel pachiderma inglobato in un monte, non ha pi una ragione. Ma se esiste larcheologia industriale, ce n anche una che archeologia militare. E quel pachiderma antiatomico rischia di essere abbandonato a se stesso. A salvare quello che potrebbe essere un set da Ottobre rosso stato luscente assessore regionale alla sicurezza, Massimo Giorgetti. Il 4 febbraio un emendamento del consiglio veneto ha stanziato centomila euro per i prossimi tre anni, per far sopravvivere West Star. Non ci sta pi nessuno, in quei cunicoli alimentati da unaria riciclata, indispensabile perch quei muri non vengano sopraffatti dalle muffe e dai muschi della montagna, dopo che non lo hanno fatto le ipotetiche scorie nucleari. Viene trattata come un malato terminale, la citt sotterranea, utilizzata lultima volta sei anni fa, per unesercitazione virtuale tra i vari comandi europei. Si stava gi smantellando, alla stella dellOvest, ma vennero messe delle colonnine per i computer. Perch la guerra adesso si prova cos. Ieri ci arrivato anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Per lesercito West Star - che ha un solo esempio simile, in Belgio - ormai una sorta di metastasi. Venni qui per unesercitazione - ha raccontato il generale Armando Novelli, comandante del Comfoter -. Rivederla adesso d lidea di come sia cambiato il mondo. Da qui si sarebbero dovute dirigere le "battaglie difensive". Non ci sono mai state, grazie anche a strutture come queste. Erano loro stesse dei deterrenti. Ormai a noi non serve pi. Mantenerla ha un costo preoccupante... Quei centomila euro della regione Veneto sono aria per tre anni a una struttura asfittica. Vorrei - ha detto Massimo Giorgetti - che qui si potesse realizzare un museo militare. Lemendamento di 300mila euro copre le spese di tre anni per la base inattiva. Stiamo cercando un accordo perch non venga dismessa.Matredicimila metriquadrati sono la superficie di un paese.

La stella dellOvest tenuta in vita dal tenente colonnello Giovanni Basile. E lui che si occupa delle aree dellesercito nel Veronese. Lui che ieri ha guidato tutti in quella citt sotterranea di cui conosce ogni valvola. E la guerra fredda ti viene incontro subito, con larea decontaminazione, con le docce sigillate, con quella sovrapressione dellaria costante, che impedisce a quella esterna di entrare. Con quelle porte spesse che si ritrovano ogni pochi metri. Ci sono i segni degli uomini e delle donne che ci hanno vissuto, nellex sito Nato di Affi. Le scritte - tutte in italiano e in inglese - Stop-Think-Search. Fermati. Pensa. Cerca, per evitare che qualcuno portasse da fuori oggetti contaminati. Parlare a bassa voce. Pass bene in vista. Tutto sempre e solo alla luce dei neon. Tutto e sempre sotto laria a circuito chiuso. Tutto e sempre senza mai vedere un cielo, se non quello dei poster alla mensa. Si sono portati via i documenti sensibili, quelli della Nato. Il resto l, nel ventre del monte Moscal. Che non ammufisce solo perch lavorano gli impianti dellaria, quelli che non smettono mai di produrre brusio. Ti manca il profumo dellaria, alla stella dOriente, ti manca un orizzonte da guardare. Ti manca il silenzio. Eccola, nei suoi tre piani, la base West Star. Dove cinquecento militari non solo sarebbero sopravvissuti, ma avrebbero potuto contrastare un attacco nemico per almeno quattro mesi. Lesercito italiano ci ha tenuto quello che la Nato non ha rimosso. E cos in un armadietto dietro a un angolo ci trovi ancora le maschere antigas, con tanto di filtri di ricambio. E su una parete c un calendario di Tot. Ha fatto cinquecento metri del tunnel che portano alla citt sotterranea, il ministro della Difesa La Russa. E entrato in quella sala con la cartina dellex Urss. La Regione Veneto ha fatto bene a stanziare i 300mila euro. Per noi questa sede non ha alcuna valenza strategica e da tempo stiamo razionalizzando le spese. Se arriver un progetto per un museo cercheremo di agevolare loperazione, soprattutto adesso che si pensa di creare una realt come "difesa spa". Il museo non dovrebbe essere quello della "guerra fredda", ma quello della "guerra mancata". Per noi non ha senso avere dei siti solo per tenerli e questa iniziativa di Giorgetti mi sembra fondamentale, per una realt come quella di questa base. Poi, andando al buffet, si guardato attorno. Ha visto gli spazi. E linsonorizzazione. Potremo fare qui la sede del Pdl, ha detto ridendo. Beh, qui i cellulari non prendono. Non ci sarebbe il rischio delle intercettazioni, ha detto una persona del suo staff. Dalla guerra fredda a quella dei telefonini...
Angiola Petronio



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