LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Garibaldi, eroe in gabbia in un'Italia spenta
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
Corriere della Sera 17/4/2010

A pochi giorni dalle celebrazioni per il Centocinquantenario della spedizione dei Mille, il monumento a Garibaldi e alle Camicie rosse che si trova a Quarto, nel Levante genovese, ancora in restauro, dentro una gabbia di tubi Innocenti e reti metalliche. Il monumento il simbolo stesso di come un po' di persone di buona volont al servizio dello Stato siano ripetutamente chiamate a tappare le falle lasciate dall'incapacit e dalla sciatteria.

La storia del monumento infagottato (e dei restauri senza fondi e senza fine) dice tutto di un anniversario difficile
Ode al Duce qui effigiato/Duce nato sullo scoglio / scoglio-nato, ammiccava negli armi Venti sua eccellenza il senatore Paolo Emilio Bensa, gran giureconsulto e docente universitario, rimirando il monumento a Garibaldi e ai Mille di Quarto. Uno schizzo. Solo un piccolo e innocente schizzo d'ironia. Meno offensivo, per quella poderosa opera di Eugenio Baroni, dei chili e chili di cacca schizzati per decenni sulla scultura dai piccioni nell'incuria di ogni addetto alla manutenzione. Ma soprattutto molto meno insultante del disinteresse dimostrato per troppo tempo da Roma, dal govemo, dalle autorit di quel paese che fu unito da quei ragazzi arrivati da tutte le contrade del Paese per imbarcarsi 150 anni fa proprio da qui. Da questi scogli sulla costa a levante del centro di Genova. Manca solo una manciata di giorni alla ricorrenza del 5 maggio, quando il capo dello Stato vrr qui ad aprire il ciclo di manifestazioni del Centocinquantenario. Eppure il monumento ai Mille ancora infagottato dentro una gabbia di tubi innocenti, reti metalliche, teloni verdi... Ieri mattina ci andata anche il sindaco, Marta Vincenzi. Sar pronto per allora?, le hanno chiesto. Speriamo. Gli operai della ditta di Giovanni e Lorenzo Morigi di Bologna, specializzati nel restauro di metalli, stanno lavorando a ritmi forsennati. Li hanno chiamati all'ultimo istante. Praticamente prima ancora di definire la questione contrattualmente nei dettagli: Una faticaccia. Il mare, la salsedine, i colombi. Non hai idea in che condizioni fosse. L'architetto Annalaura Spalla, che segue le cose per conto del comitato per le celebrazioni, professa ottimismo: Non si trattava solo di restaurare il gruppo bronzeo ma di sistemare tutta l'area. E stato abbattuto un baretto dove si ritrovavano i giovani che sar ricostruito con pi qualit, sono stati ridisegnati gli spazi, da luned cominceremo a scaricare in mare dei nuovi scogli... Mi hanno detto: non si vede dove avete lavorato. Ho risposto: questo un complimento. E un lavoro a togliere, pi che ad aggiungere. Auguri. Certo che il Centocinquantenario sembra avere colto di sorpresa gli organizzatori come certe mogli che vedono spalancarsi la porta mentre stanno in dolce compagnia: Ops! Mio marito! Ops! L'anniversario! Al punto che, pur potendo essere programmato con calma, stato fatto tutto, come sempre, all'ultimo momento. Con la solita delega (ti pareva) alla Protezione civile di Guido Bertolaso come se un anniversario immutabilmente fissato sul calendario da decenni fosse inaspettato e sorprendente quanto un'onda anomala. Dice tutto, il monumento di Quarto. Tutto. E il simbolo stesso di come un po' di persone di buona volont al servizio dello Stato siano ripetutamente chiamate a tappare le falle lasciate dall'incapacit, dallignoranza, dalla sciatteria. Basti dire che a causa di questa sciatteria neppure il prossimo 5 maggio, nonostante le rassicurazioni, il monumento sar corredato finalmente dai nomi dei garibaldini che parteciparono alla spedizione. Un gesto di rispetto doveroso verso chi diede tutto se stesso perch credeva in questa patria. Tanto pi verso i morti. Come il bergamasco Gaspare Tibelli, che era poco pi che un ragazzino pieno di sogni e venne ammazzato nella battaglia di Calatafimi dieci giorni esatti dopo essere salpato, il 15 maggio 1860, nel giorno in cui compiva 18 anni. E da un secolo che Gaspare e gli altri ragazzi morti, sopravvissuti o impazziti in guerra e reclusi in giro per i manicomi aspettano che venga inciso il loro nome sulla base del monumento ai Mille. Fin da quando questo fu commissionato nel 1907 perch fosse pronto per il Cinquantenario nel 1910. Macch: i soliti ritardi, appuntamento saltato, nuova gara nel 1909. Vincitore: Eugenio Baroni. Che a quel punto, visto che sul bando c'en scritto che il contratto doveva essere firmato entro 30 giorni, cominci a tempestare le autorit. Una lettera dietro l'altra: in attesa che la signoria vostra i]lustrissima voglia comunicarmi l'invito per la stipulazione del contratto..., il sottoscritto in data 19 maggio scriveva all' illmo signor sindaco mettendosi a disposizione per la stipulazione del contratto... il sottoscritto in data 19 maggio e 15 luglio scriveva alla civica amministrazione.... E via cos, per mesi e mesi, senza che un cane, a leggere la biografia dello scultore di Sergio Paglieri, lo degnasse di risposta. Morale: invece d'essere pronto per il Cinquantenario, scolpito nel marmo di Carrara e con tutti i nomi dei Mille incisi alla base (una spesa pazzesca, gi all'epoca) il monumento venne piazzato accanto allo scoglio fatale con cinque anni di ritardo, in bronzo e senza nomi. L'inaugurazione, per, fu un evento epocale. Il re Vittorio Emanuele III, il capo del governo Antonio Salandra e tutti i ministri diedero buca perch tirava aria di guerra. Ma bast la presenza di Gabriele d'Annunzio per dare all'avvenimento un risalto enorme. Era in forma spettacolare, quel giorno, il Vate. Esord tuonando: Maest del Re d'Italia, assente e presente! Popolo grande di Genova! Corpo del risorto San Giorgio! Quindi si avvit in una giostra vertiginosa di citazioni dei Gemelli di Sparta e Michelangelo, Teseo e i figli d'Aimone. E pur lasciando basiti un po' di spettatori con frasi tipo non corbe di metallo bruto v'erano issate in sommo, si impossess dell'anima di Garibaldi dicendo che Egli, il Duce, avrebbe incitato: Tutto ci che siete, tutto ci che avete, e voi datelo alla fiammeggiante Italia!. Al che tutti capirono, dicono le cronache. E gridarono pazzi di patriottismo: Viva Trento e Trieste! Viva la guerra!
Questo Quarto: un luogo di passaggio centrale della nostra storia. Eppure, come ha ricostruito Daniele Grillo su Il Secolo xix dare una sistemata al monumento stato un calvario: Nel 2000 il Cnr e l Istituto centrale del restauro decisero di sottoporre il manufatto a un restauro che diventasse modello su scala nazionale per il recupero delle opere in bronzo vicine al mare. L'iniziativa fu sancita da un convegno, nel 2004 a Tursi, una mostra e un catalogo. Nel 2007 il monumento dei Mille venne circondato dalle impalcature. Si spesero i primi 80 mila euro per il restauro della figura di Garibaldi. A fine 2007 venne comunicato che il finanziamento promesso dal comitato nazionale per il Bicentenario della nascita di Garibaldi non era pi disponibile. Ma la (ex) direttrice regionale della Soprintendenza, Liliana Pittarello, riusc a ottenere i 200 mila euro necessari dal Ministero. Subito dopo le elezioni del 2008 il Ministero revoc il finanziamento. A quel punto il sindaco prese carta e penna invitando Sandro Bondi a ripensarci: E uno scandalo. Tanto pi che cominci lagnarsi col quotidiano locale perfino la ditta che aveva sponsorizzato il cantiere: La gente crede che siamo noi a fare i lavori e ci chiede: ma quando diavolo finite? C' da capire: in 1263 giorni i cinesi hanno costruito il fantastico ponte di Donghai: 32 chilometri, 8 corsie, in mezzo al mare. Vada s che il 29 marzo scorso, alla ripresa del restauro, avvenuto soprattutto per le pressioni di Giorgio Napolitano e del suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi, presidente del Comitato dei garanti per le celebrazioni, uscita sul Secolo una notiziola indicativa. Niente sponsor per il monumento di Quarto, che pure tra i simboli ufficialmente riconosciuti dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unit d'Italia. Nessuna azienda ha risposto al bando del Comune per la ricerca di privati disposti a contribuire al restauro dell'opera e dell'area circostante. L'assessore alla Cultura Andrea Ranieri ha fatto spallucce: Boh, le gare per le sponsorizzazioni vanno sempre deserte.... Fatto sta che nel pantano hanno intinto il biscotto, ironizzando sul nostro patriottismo, perfino i nostri nemici di allora, gli austriaci. Che in un articolo di Gerhard Mumelter su Der Standard hanno sottolineato come, mentre il Paese si prepara svogliatamente alla ricorrenza, un anonimo abbia pubblicato un thriller politico dove si immagma nel febbraio 2011, scadenza dei 150 anni dello Stato unitario, da parte del governatore leghista Luca Zaia, la proclamazione della Nazion Veneta. Per non dire delle citazioni della Padania (Unit d'Italia? Che ci sar mai da festeggiare?) secondo la quale la nascita dello Stato unitario fu un atto contro la natura e la storia, un relitto storico da rifondare attraverso il federalismo'. O della performance dell'europarlamentare Matteo Salvini, filmato a Pontida mentre intonava con le camice verdi un simpatico coretto sui napoletani colerosi e terremotati.
Il tema posto dal giornale austriaco : un Paese che elegge governatore del Piemonte, la regione fondante, quel Roberto Cota che meno di 3 anni fa partecip a un blitz leghista in Parlamento contro l'Eroe dei due mondi bollato come un criminale che seminava morte e distruzione, e che ora si ritrova addirittura alla presidenza del Comitato Italia 150 di Torino, da quasi cinque anni impegnato a preparare (suo malgrado autonomamente) le celebrazioni, crede ancora nella propria storia o no? Se questa l'Italia che si appresta a tagliare il traguardo dei 150 anni, non si fatica a immaginare che tutto si risolva con una passata di sidol alle statue, come ironizza un blogger online. Forse di pi, per come si son messe le cose, non si poteva davvero fare. In termini calcistici, stato un salvataggio in corner. E non pu non riconoscerlo lo stesso Paolo Peluffo, da anni collaboratore di Ciampi, entrato in scena in zona Cesarini, alla fine dell'ottobre scorso per tentare un'alternativa ai progetti via via evaporati. Il piano B messo a punto insieme con Marco Pizzo ed Emanuela Bruni e approvato nel gennaio scorso dal Comitato dei Garanti per le celebrazioni presieduto da Carlo Azeglio Ciampi, prevede interventi su decine e decine di luoghi della memoria. Un lavoro a tappeto. Ma difficile da portare a compimento: basti dire che le sole statue di Garibaldi sono 420. E che spesso questi sacrari versano in uno stato di penoso abbandono, umiliati dalla spazzatura e dalle erbacce. Quanto ai musei risorgimentali sparsi per l'Italia, meglio stendere un velo: per met sono chiusi. E probabile che il pacchetto Peluffo concentri gli sforzi (tanti) e i soldi (pochi) in sei progetti: il museo di Caprera e la casa di Garibaldi (sei milioni: l'investimento pi grosso), Quarto (un milione), il museo di Porta San Pancrazio a Roma, il monumento dei Fratelli Bandiera a Crotone; la Domus mazziniana di Pisa e la Torre di San Martino della Battaglia. Pi una decina di interventi medio-piccoli. Pare a Calatafimi, Mentana, Castelfidardo, Ravenna. Pastrengo, Sapri, l'obelisco di Montanara... In alcuni casi l'intervento consister semplicemente nel tagliare la cicoria intorno alle statue e mettere un cartello segnaletico. Ma i soldi sono quelli che sono. - Sono del parere che si possano fare cose egregie spendendo poco o niente, aveva detto Ciampi a settembre lamentando l'assoluta mancanza di finanziamenti. L'hanno preso in parola. Per il progetto luoghi della memoria si spera di racimolare, in totale, 35 milioni di euro. Meno della met di quanto stato buttato per fare l'hotel a cinque stelle ch doveva servire al G8 della Maddalena. Grossomodo quanto spende il governo in sei mesi di voli blu. Ma lo stanziamento reale, al di l dei denari da prelevare tra le disponibilit di Arcus, la societ controllata dal ministero che impiega ogni anno somme anche rilevanti per interventi (talora discussi) nel campo dell'arte e dei beni culturali, di 15 milioni. Prelevati dai residui di bilancio di Palazzo Chigi. Pochi. E nessuno lo sa meglio del Cavaliere: per i lavori a villa Certosa ne avrebbe spesi (soldi suoi, si capisce) dodici. Tanto per dare un'idea, ogni anno i ristoranti di Camera e Senato, di milioni, ne costano dieci. E meno male che passato il piano B. Perch si corso seriamente il rischio che non ci fosse alcun piano. Dal troppo al niente. Nel 2007 governo Prodi aveva infatti detto di avere progetti ambiziosissimi. Con un'opera pubblica significativa in ogni Regione. Perch in ogni Regione? E che cosa voleva dire significativa? In realt l'obiettivo era chiaro: usare il Centocinquantenario come ennesima data-catenaccio, unico sistema impiegato in Italia per fare le cose un po' pi in fretta. Il gestore, ovvio, c'era gi la Protezione civile. Titolare dal 2001, grazie a una legge berlusconiana, di tutti i Grandi eventi. Nella lista finiscono 11 interventi, per i quali sono messi a disposizione 140 milioni di euro iniziali. Briciole, ma dovrebbero servire a mettere in moto altri finanziamenti. C' il nuovo palazzo del cinema di Venezia. il parco della Musica di Firenze, il Parco Dora di Torino, l'aeroporto di Perugia, l'auditorium di Isernia... Cosa c'entrano con l'Unit d'Italia? Boh. Intanto il tempo passa e qualcuno comincia a chiedersi: Bene gli appalti, ma la ricorrenza? Come festeggiamo la ricorrenza? Carlo Azeglio Ciampi, nella primavera del 2009, scrive a Bondi. Ma le sue sollecitazioni cadono nel vuoto. Allora esce allo scoperto uno dei componenti del suo Comitato, Ernesto Galli Della Loggia, che sul Corriere pubblica un articolo dal titolo Noi italiani senza memoria. Ricordiamo? La conclusione, al momento attuale, che per ricordare la propria nascita lo Stato italiano nel 2011 non far nulla: nulla di pensato appositamente, con un rapporto diretto rispetto all'evento. Si limiter a qualche discorso... M'immagino come se la deve ridere tra s e s il vecchio principe di Metternich, osservando lo spettacolo: non l'aveva sempre detto, lui, che l'Italia non altro che un'espressione geografica? Le reazioni sono immediate. Lo stesso Ciampi, mostrando di condividere l'analisi, fa capire di esser pronto anche a dimettersi. Poi, di giorno in giorno, le cose si trascinano senza soluzioni. Colpa della crisi. Dell'ostilit di qua della Lega e di l di un po' di leader siciliani. Delle polemiche intorno alla Protezione civile. Delle inchieste e dell'arresto di Angelo Balducci e Mauro della Giovampaola. Un tormentone. Fatto sta che evapora nel nulla il sito Internet per il quale era gi stata firmata una convenzione con il Comitato di Torino. Nel nulla il tavolo di coordinamento. Nel nulla la richiesta torinese di una lotteria di finanziamento gratta e vinci. C' per un caso ancora pi clamoroso: il concorso pubblico di idee per le celebrazioni con il quale i cittadini furono invitati a presentare progetti di varia natura che dovevano essere poi vagliati dal Comitato. Bando regolarmente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Palazzo Chigi inondato di proposte: 352. Preselezione fatta, 17 progetti giudicati plausibili. Ma Bondi dice con chiarezza che non c' trippa per gatti: quelle proposte comportano nel loro complesso un onere finanziario assai rilevante e la loro attuazione non compatibile con le attuali disponibilit. Da allora Giovanni Todaro e tutti gli altri vincitori non ne hanno pi saputo nulla Mai una lettera, una telefonata. Spariti. Cialtroneria di Stato? Anche. Ma forse c' anche un'altra spiegazione. La struttura della presidenza del Consiglio che ha la gestione materiale di tutta l'operazione , diciamo cos, fuori servizio. Tra quelle sotto inchiesta della procura di Firenze, per capirci, ci sono infatti alcune opere previste per i 150 anni. Come 1auditorium del Maggio fiorentino. Sia Angelo Balducci che il suo successore alla guida della Struttura di missione, Della Giovampaola, quest'ultimo sostituito in emergenza da Giancarlo Bravi, ex direttore della ragioneria di Palazzo Chigi, sono in carcere. E nella lista delle imprese appaltatrici, per l'aeroporto di Perugia, c' quella di Diego Anemone, il fornitore di massaggiatrici oggi in galera la cui moglie Vanessa Pascucci era addirittura in societ con Della Giovampaola. Una tegola dopo l'altra C' poi da stupirsi se i progetti per celebrare la nostra unica, sia pure contestatissima, epopea patriottica, arrancano faticosamente nonostante la dedizione e la generosit di chi sta cercando di tappare le falle? Diciamolo: c' chi ha pronte nel frigo le bottiglie di Champagne, per festeggiare gli intoppi del Centocinquantenario. Ma un Paese che non ha rispetto per la propria storia quale rispetto pu avere di se stesso?



news

13-01-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 13 gennaio 2020

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

Archivio news