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Jesolo City Beach 2012. Una Dubai nel porto di Venezia
Sebastiano Canetta ErnestoMilanesi
Il Manifesto 17/4/2010

Cantieri per 500 milioni bloccati dalla Soprintendenza: palazzi, residence, un'oasi ispirata al deserto del Sinai, parchi gioco e centri commerciali a 300 metri dal mare. Ed il comune, guidato dalla Lega, va alla guerra. Con Zaia neogovernatore che tace

JESOLO (VENEZIA). La Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Veneto Orientale ha «immobilizzato» 500 milioni di cantieri. Una raffica di stop per centinaia di pratiche urbanistiche. con il comune leghista che grida allo scandalo. Peccato che si tratti di rifare Dubai nel Golfo di Venezia. Grattacieli, residence, parchi divertimenti, campi di golf e una valanga di centri commerciali a tema. Tutto affastellato direttamente a 300 metri dall'Adriatico. Si chiama Jesolo City Beach 2012. Si traduce nella solito business immobiliare. Architetti di fama mondiale a beneficio della facciata. Dietro, una colata di cemento in versione turistica. Sulla patina dei cataloghi, Jesolo Lido si propone di diventare come Miami. Troppo, davvero. Perfino nella brochure degli affari e della politica veneta, capace di vendere il sacco di 100 chilometri quadrati di campi, boschi e paludi sparite dal 2001 al 2009 come «sviluppo del territorio». A colpi di carta bollata Ma qui la Soprintendenza ha tirato il freno a mano. Adesso è guerra a colpi di carta bollata. Nel silenzio (quasi) totale dell'informazione. E nel disinteresse, finora, del neo-governatore Luca Zaia. In gioco i super-cantieri che «completano» opere gigantesche già avviate. Sono una ventina di insediamenti già lanciati nella pubblicità turistica. Si «spaccia» per acquisita la Jesolo del futuro: 96,5 chilometri quadrati di territorio urbanizzato con 5.200 tra appartamenti, ville; villaggi e campeggi più 391 hotel con 82.000 posti letto complessivi. Un elenco di lavori impressionante. Un mega-cantiere più grande dell'Expo di Milano anticipa lo schema tanto in voga delle «Olimpiadi del cemento» che da Tessera dilagano verso Padova (governata da Flavio Zanonato, il Formigoni del Veneto) e Treviso (controllata da decenni dalla Lega svezzata dallo sceriffo Gentilini). E' il «modello veneto» piegato agli interessi immobiliari: l'ultima frontiera per far schei (e magari riciclarne altri) . A Jesolo, il braccio di ferro che oppone Soprinendenza e Comune leghista vale mezzo miliardo di euro, una cifra che parla da sola. Nel luogo in cui servono 15 mila euro al metro quadro per qualsiasi posto fronte mare. Un'anomalia clamorosa nel mercato immobiliare dell'intero Nord Est che, forse, dovrebbe interessare la Guardia di finanza. Il dettaglio dei progetti eclatanti è altrettanto impressionante. Fronte Mare Hotel: resort con annesso centro congressi da 650 posti e un centro benessere spalmato su 1.600 metri quadri. Sorgerà a due passi da piazza Drago, il «cuore» della movida estiva. Lo hanno disegnato Alberto Montesi e Alessandro Costanzia per conto della Edilbeton di Trento. Ma le betoniere sono pronte anche a gettare l'Isola Blu a 150 metri dall'arenile: «Un arcipelago di servizi» ammiccano i pubblicitari alle prese con il camuffamento del centro commerciale di 80 mila metri quadri con parcheggio interrato per 2 mila auto progettato da Bruno Dolcetta. E poi Laguna Park, realizzato da Giampaolo Mar e Toni Follina, giusto in fianco al nuovo terminal degli autobus. Sono 150 mila metri quadri con vele colorate come biglietto da visita per i visitatori.
Progetti a ciclostile.
Tutte idee clonate, ambienti artificiali stile Emirati arabi. Nessuna, in ogni caso, compatibile con la tutela dei 300 metri di rispetto demaniale. Si progetta con il ciclostile: a beneficio di gru e cantieri, impresette in sub-fornitura, banche a caccia di società immobiliari. In un contesto turistico che non solo d'estate a volte diventa base operativa di traffici con radici in ogni sponda dell'Adriatico. Forse, varrebbe la pena metterci sopra una lente d'ingrandimento. Ma la Jesolo del futuro viaggia a testa bassa. In Veneto è l'unica piazza che non risente della crisi del settore. Merito di Exotic Village, ispirato ad un'oasi del deserto del Sinai con dune finte, palmizi decorativi e caravanserragli per turisti-beduini. Cascina del Mar, invece, si propone come fedele copia dei borghi mediterranei, con variazioni botaniche conseguenti a giustificare un'altra dose di cemento. Gli architetti dello studio Lesuisse (già all'opera nella riqualificazione della Costa Smeralda ai tempi dell'Aga Khan) spiegano: «Plasmiamo la cubatura con la creta. L'obiettivo è rispettare la natura: fondersi e mimetizzarsi. I bambini lì devono poter giocare a nascondino». I portoghesi Goncalo Byrne e Joao Nunes si cimentano, invece, con il “torrone” al limite del canale. Il progetto Merville-Casa del parco significa 22 piani di un mega-grattacielo innestato in una pineta di 50 mila metri quadri. La skyline di Jesolo Lido sarà come quella di New York: in piazza Drago, nuovo centro della cittadina balneare, sono previsti 71 mila metri cubi di costruzioni mastodontiche quasi fossero le Torri Gemelle del turismo. Ma non basta ancora, perché Giampaolo Pighin e Giorgio Rizzi hanno progettato la nuova darsena per il diporto con alle spalle l'immancabile golf club autografato da Giampaolo Mar. La passeggiata nel futuro ex-lungomare di Jesolo Lido prosegue già con altre due megatorri. Si avanza, con immutato furore urbanistico fra il mini grattacielo Tahiti e ll village commissionato a Richard Meier. Subito dietro, una «città della musica» e l'ipercity che però si chiama più gradevolmente «parco commerciale”. Insomma, il cemento dilaga senza freni alimentando una voracità immobiliare senza precedenti. Con la benedizione della Lega di governo, e in nome della tradizione che vuole Jesolo Lido come il mare d'estate di mezzo Veneto. Eppure, ci sarebbe la concorrenza di Bibione e Caorle. Senza dimenticare che dal vicino Friuli anche Grado e Lignano Sabbiadoro attirano il turismo garantendo tranquillità e uno specchio di laguna ancora naturale. Ma in municipio il Carroccio di Jesolo è pronto alla guerra pur di far marciare il federalismo urbanistico su misura delle agenzie immobiliari. L'intervento della Soprintendenza diventa letteralmente intollerabile. «Un problema di ordine burocratico minaccia 500 milioni di euro in investimenti - tuona il vice sindaco e assessore all'urbanistica Valerio Zoggia - Così si rischia di dover sentire la Soprintendenza anche per installare un condizionatore o cambiare gli infissi di una struttura nella fascia dei 300 metri dal mare». Per l'amministrazione comunale, invece, è tutto già urbanisticamente compromesso come si evidenzia nel ricorso al Consiglio di stato. In municipio sostengono proprio la necessità di recuperare pezzi di territorio «irrimediabilmente degradato». Nel Veneto che ha appena girato pagina in Regione, ecco la declinazione dell'autonomismo immobiliare, con Jesolo in prima linea contro le invasioni della Soprintendenza che finiscono per «paralizzare lo sviluppo di un'intera città a vocazione turistica».

La città vacanza
Da Kenzo Tange a Jorge Haider
Jesolo, 25.029 abitanti, d'estate diventa la Rimini dell'Alto Adriatico. Il turismo, di fatto, è la spina dorsale dell'economia fin dagli anni Trenta. Oggi, la spiaggia più estesa d'Italia (15 chilometri di sabbia finissima) risulta puntellato da oltre 400 alberghi, 15 mila case-vacanza, 7 campeggi e 5 maxi discoteche. Demograficamente, si tratta di un comune a crescita zero. Eppure nel Duemila aveva già messo in cantiere 6 milioni di metri cubi di cemento che equivalgono alla capacità insediativa di circa 50mila abitanti. Oggi, all'ordine del giorno ci sono gli interventi in variante al masterplan firmato da Kenzo Tange, che per aveva già immaginato lo sviluppo della city-beach con tratto ben diverso. A Jesolo la Lega Nord ha fatto breccia fin dall'inizio. Il braccio politico delle gru è il sindaco Francesco Calzavara, classe 1964. Pilota professionista dal 1977 al 1983, poi gestore delle piste da kart del Triveneto e imprenditore con la Motorpoint. Nel 1993 salta sul Carroccio: assessore al turismo (due volte) nella giunta del leghista Renato Martin (ora nelle file del Pdl), viene eletto sindaco nel 2002. Due anni prima il municipio veneziano era rimbalzato nelle cronache nazionali per l'imbarazzante consegna delle chiavi della città a Jorge Haider, governatore della Carinzia con passato nazista. Da sempre lesolo si gioca il primato balneare del Nord Est, cullandosi con i record di visitatori di Aqualandia, primo parco acquatico italiano, e il Lungomare delle Stelle autografato da Sophia Loren, Gina Lollobrigida e Alberto Sordi. Dal 2007 il palazzo del Turismo di Jesolo ospita le finali di Miss Italia nel Mondo e la fase conclusiva del concorso Miss Padania, in diretta concorrenza con Salsomaggiore.



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